Noa, una voce in streaming (per Bergamo)

300.000 visualizzazioni per il concerto in streaming dell’artista israeliana nell’ambito di Il jazz italiano per Bergamo

Noa concerto in streaming
Recensione
pop
Bergamo Jazz - live streaming
Noa
04 Aprile 2020

In tempi difficili come questi, sollecitati da tante iniziative benefiche che odorano spesso di un’autocelebrazione un poco pelosa, riuscire a disinnescare quel sottile e preventivo retrogusto di retorica un po’ banale non era facile. Noa c’è riuscita, offrendo la propria voce limpida e diretta in occasione del concerto tenuto in streaming sabato scorso, capace di farci arrivare un messaggio di solidarietà pulito, semplice e immediato come il suo timbro vocale.

L’esibizione dell’artista israeliana, accompagnata dalla chitarra di Gil Dor, si è collocata nell’ambito de Il jazz italiano per Bergamo, progetto ideato da Bergamo Jazz, organizzato da Fondazione Teatro Donizetti, insieme agli oltre 60 festival aderenti all’associazione I-Jazz, per sostenere tramite l’Onlus Cesvi l’Ospedale Papa Giovanni XXIII. Un’iniziativa avviata nelle scorse settimane con una diretta streaming di Maria Pia De Vito, direttore artistico di Bergamo Jazz, alla quale sono seguiti contribuiti di altri musicisti italiani e stranieri, fra i quali Dave Douglas, Paolo Fresu ed Enrico Rava; altri seguiranno nelle prossime settimane.

Un progetto, in sintesi, che unisce il dramma umano causato dall’emergenza sanitaria rappresentata dalla pandemia da COVID-19 alle serissime difficoltà che si trova ad affrontare il panorama culturale del nostro Paese, a iniziare da quelle città che, come Bergamo, sono colpite in maniera devastante da un dramma – umano e sociale – epocale.

Noa concerto in streaming

Avviato, dopo un saluto iniziale, da un brano scritto nei giorni scorsi per gli «amici in Italia» che ci offre da subito le parole «io voglio cantare una canzone d’amore per te», il concerto si è snodato con passo dolce e naturale attraverso un repertorio che ha rievocato brani iconici della cantante quali “Mishaela” o “Uri”, apparsi nell’album Noa del 1994, per poi omaggiare la tradizione italiana con esempi della canzone napoletana quali “Santa Lucia luntana”, “Era de maggio” o ancora l’esuberante “Alla Fiera di Mastr'Andrea”, tutte tratte dal disco Noapolis-Noa Sings Napoli (2011).

E l’andamento vivace di quest’ultimo brano, tra rincalzi ritmici e seste napoletane, ha condotto l’artista ad aprire un ampio capitolo dedicato a Johann Sebastian Bach, attraverso una selezione tratta dall’album Letters To Bach, uscito poco più di un anno fa. In questo lavoro Noa rilegge, personalizzandole con tanto di testi originali composti miscelando inglese e lingua ebraica, una serie di composizioni del maestro di Eisenach, partendo dalle invenzioni a due voci – la prima diventa “The Race”, la quinta “Vertigo” – per arrivare, tra le altre metamorfosi, a “Look at Me”, dal Largo del Concerto n. 5 in fa minore per clavicembalo e orchestra BWV 1056, o ancora alla Cantata “Wachet auf, ruft und die Stimme” BWV 140, che diviene “All of the Angels”.

Il fascino che il repertorio di J.S. Bach ha esercitato (e che continua a esercitare) negli ambiti stilistici i più differenti è noto – si ricordi, solo per fare un esempio, il Bach ri-suonato da Jacques Loussier – e anche l’escursione di Noa poteva confermarsi come una delle tante rivisitazioni un po’ stucchevoli. Ma, nel contesto di questo concerto, è prevalsa la semplice immediatezza di un gusto musicale diretto, personale ed elegante, disegnato dalla voce pregnante e limpida assieme di una cantante che ha saputo tratteggiare con raffinata personalità i diversi disegni melodici, sgorgati anche da qualche intervallo impervio, con una pulizia e naturalezza coinvolgenti, il tutto sostenuto con presenza garbata ed efficace dalle corde della chitarra di Gil Dor.

Un canto “virtuale” che ha unito spiriti e storie lontane, separate da un’emergenza sanitaria tristemente straordinaria, ma vicine nello spirito di condivisione e solidarietà che ha rinvenuto nella voce di Achinoam Nini – e nella rassicurante melodia di Piovani ritrovata in “Beautiful That Way” (“La vita è bella”) che ha chiuso il concerto – una carezza donata tramite una sorta di rito laico condiviso attraverso 300.000 visualizzazioni.

Per la cronaca, si ricorda che si può aderire alla raccolta fondi a favore dell’Ospedale Papa Giovanni XXXIII attivata da Cesvi attraverso donazioni da effettuare collegandosi a questo sito.

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