Milano Musica: l'On Rai e Sofia Gubaidulina

Applaudito concerto con Vadim Repin e la direzione di Pedro Amaral

Repin e l'Osn Rai (Foto Hanninen)
Repin e l'Osn Rai (Foto Hanninen)
Recensione
classica
Teatro alla Scala, Milano
Repin e l'Osn Rai
16 Maggio 2022

In occasione della rassegna Milano Musica, la Scala ha ospitato l'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, diretta dal portoghese Pedro Amaral, solista il violinista russo Vadim Repin, dedicatario del brano di apertura, in prima esecuzione in Italia: Dialog: Ich und du, terzo concerto per violino di Sofia Gubaidulina (i primi due erano stati scritti per Gidon Kremer e Anne-Sophie Mutter). L'opera che la novantenne compositrice ha definito come una sorta di suo dialogo con Dio, in realtà sembra piuttosto un avvicendarsi di due monologhi, da un lato quello assorto, prosciugato, del solista, dall'altro gli interventi violenti e sontuosi dell'organico, i più aggressivi quelli delle percussioni. L'alternanza risulta tuttavia molto ripetitiva e non riesce ad accumulare né tensione né alla fine creare curiosità nell'ascoltatore, che deve arrendersi a una sorta di meccanicità, pur riconoscendone la raffinata orchestrazione.

In seconda battuta è stata eseguita, pure questa in prima italiana, una nuova versione della Sindone di Arvo Pärt, composizione che risale al 2006, dedicata a Enzo Restagno ai tempi direttore artistico di Settembre Musica (fu eseguita nel Duomo di Torino in concomitanza delle Olimpiadi invernali). Rispetto alle due precedenti versioni la nuova Sindone è per violino (solista Vadim Repin, che ha confermato la propria autorevolezza) e orchestra, ma senza il coro. Rimane il percorso narrativo dalla sepoltura alla resurrezione del Cristo, intatta la commistione fra un immagimario medioevalismo e un altrettanto immaginario barocco, in un aura di nobile sacralità.

Nel caso che l'ascoltatore si fosse assuefatto al misticismo musicale contemporaneo, a dargli una scossa di laicità ci ha poi pensato l'Allegretto della Sinfonia n. 15 di Šostakovič con i suoi continui sberleffi, compreso il "furto" dal Guglielmo Tell di Rossini. Né a riportare l'ascoltatore a meditare sui massimi sistemi è servita la citazione del tema wagneriano del destino perché Šostakovič lo riacciuffa per i capelli trasformandolo in un'allegra e spensierata melodia dei violini. La lettura della sinfonia da parte di Amaral è risultata gioiosa e puntuale, l'orchestra della Rai in ottima salute ha risposto a ogni sollecitazione, meritatamente festeggiata a fine serata da lunghi applausi.

 

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