La voce di Medea a Milano

Al Teatro Litta eseguito il melogo "Medea" di Jirí Benda (1775).

Recensione
classica
Teatro Litta
Jiri Benda
06 Ottobre 2008
Quando credi che Milano non abbia più niente da dire e sia destinata alla periferia culturale d’Italia, c’è sempre qualche serata che ti costringe ad essere speranzoso per il futuro. Al Teatro Litta, in una produzione Art&Music Festival, è andato in scena il melologo di Jirí Benda “Medea” in una revisione a cura di Emilio Sala. Scritto nel 1775, questo gioiello di teatro in prosa con musica fu subito amato da Mozart, il quale fece sue alcune delle risorse drammaturgiche e musicali che il melologo poteva suggerire. Il brano è quasi interamente affidato alle capacità attoriali della protagonista e al suo nevrotico rapporto con la musica: qui, infatti, un’orchestra riccamente stürmisch suggerisce, anticipa, commenta il dramma interiore di Medea e instaura un ritmo teatrale vertiginoso che ha la sua climax nella scena precedente all’uccisione dei figli. Qui testo poetico e scrittura musicale si sovrappongono, quasi che la protagonista cercasse lo sfogo nel canto senza riuscirci: è questa, però, una delle scene che hanno segnato la discontinuità dell’allestimento milanese, costretto a tempi serrati dalla direzione di Gianluca Capuano alla guida de Il Quartettone-Accademia Litta per venire incontro agli eccessi di tempra drammatica della protagonista Elisabetta Vergani, attrice peraltro di indiscutibile bravura tecnica. La colpa di uno spettacolo che sembra per metà sprecato è comunque dettata dalla scelta di affidare la messinscena a un regista come Maurizio Schmidt (qui anche nelle breve parte di Giasone), il quale dimostra di aver compreso poco della particolare drammaturgia di un genere come il melologo, lasciando la protagonista sola in scena ad agitare le braccia e strabuzzare gli occhi all’ombra (è proprio il caso di dirlo) di colonne greche.

Interpreti: Elisabetta Vergani (Medea) Maurizio Schmidt (Giasone)

Regia: Maurizio Schmidt

Scene: Fabrizio Palla

Costumi: Enza Bianchini

Orchestra: Il Quartettone - Accademia Litta

Direttore: Gianluca Capuano

Luci: Paolo Latini

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