Kitež a Cagliari

Inaugurata con La leggenda dell'invisibile città di Kitež e della fanciulla Fevronija di Nikolaj Rimskij-Korsakov la stagione lirica e di balletto 2008 del Teatro Lirico di Cagliari. In quest'opera, spesso definita il "Parsifal russo", non è difficile individuare l'eredità di Borodin e i debiti nei confronti dell'espressività drammatica e del profondo lirismo di Musorgskij, ma anche un antecedente diretto del Petruska di Stravinskij.

Recensione
classica
Teatro Lirico di Cagliari Cagliari
Nikolaj Rimskij-Korsakov
24 Aprile 2008
La meno nota delle opere di Rimskij-Korsakov è per molti aspetti quella musicalmente più interessante e probabilmente, con Il gallo d'oro, il suo capolavoro teatrale. Fantasmagoria leggendaria impregnata di panteismo, Kitež si pone sulla scia di Musorkskij per l'espressività drammatica dei recitativi e per l'accentuato lirismo, ma si collega direttamente anche al Principe Igor di Borodin per la bellezza delle melodie, in particolare quelle che caratterizzano il mistico personaggio di Fevronjia e l'apoteosi finale, l'immortale unione del Principe e della Vergine. Forse per questo l'opera è stata spesso definita il "Parsifal russo", anche se a Wagner va ricondotta soprattutto per il sistematico impiego di Leitmotive, oltre che per evidenti influenze nell'armonia e nell'orchestrazione. La realizzazione cagliaritana, una coproduzione con il Bolshoi di Mosca, è stata eccellente sia dal punto di vista musicale sia da quello scenico. Ottima la compagnia di canto (su tutti la Fevronjia di Tatiana Monogarova e il Griška di Mikhail Gubskij; ma ha colpito anche Marika Gulordava nel ruolo del Paggio), decisamente buone le prove dell'orchestra e del coro, ai quali Rimskij-Korsakov affida un ruolo di primo piano in quest'opera considerata religiosa e perfino liturgica. Al direttore Alexander Vedernikov il merito di aver equilibrato le diverse componenti musicali, non tralasciando di mettere in risalto la continua dialettica tra voci e strumenti. Di grande efficacia e di straordinaria suggestione l'aspetto visivo dello spettacolo, in tutte le sue componenti sceniche, sapientemente unificate dalla musicalissima regia di Eimuntas Nekrošius, che ha reso credibili anche i momenti più fantastici della vicenda, imprimendo un continuo, straordinario dinamismo anche alle scene più statiche

Interpreti: Michail Kazakov/Igor Mathiukin (26, 29) (Principe Jurij Vsevolodovic?) Vitaly Panfilov/Roman Muravitskij (26, 29) (Principe Vsevolodov) Tatiana Monogarova/Tatiana Smirnova (26, 29) (Fevronija) Mikhail Gubskij/Vitalij Tarashenko (26, 29) (Gris?ka Kuter'ma) Albert Schagidullin/Roman Burdenko (26, 29) (Feodor Pojarok) Jolana Fogasova (Un giovinetto) Riccardo Ferrari (Bardo) Stefano Consolini (Domatore di orsi) Valerij Gilmanov (Bediaj) Alexander Naumenko (Burundaj) Rosanna Savoia (Sirin) Elena Manistina (Alkonost) Gianluca Floris (Primo ricco borghese) Marek Kalbus (Secondo ricco borghese) Alessandro Senes (Un mendicante) Mirko Dettori (Primo popolano) Victor Garcia (Secondo popolano)

Regia: Eimuntas Nekrosius

Scene: Marius Nekrosius; luci di Audrius Jankauskas

Costumi: Nadezda Gultiajeva

Orchestra: Orchestra e il Coro del Teatro Lirico

Direttore: Alexander Vedernikov

Maestro Coro: Fulvio Fogliazza

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