Il Belgio ricorda Camille Saint-Saëns

Nuova creazione per i Festivals di Wallonie

L’ombre de Saint-Saëns
L’ombre de Saint-Saëns
Recensione
classica
Le Delta di Namur
L’ombre de Saint-Saëns
25 Maggio 2021

Uno spettacolo raffinato ed ironico per ricordare Camille Saint-Saëns a cento anni dalla sua scomparsa avvenuta il 16 dicembre del 1921. Famosissimo in vita, autore di centinaia di composizione, tra cui dodici opere, iil francese oggi è ricordato sopratutto per quel Carnevale dei animali che scrisse come scherzo e che il compositore stesso non voleva che fosse più rappresentato perché temeva nuocesse alla sua reputazione di autore serio. Proprio da questo scherzo, trasformatosi in paradossale scherzo del destino sulla sua fama, prende le mosse il nuovo spettacolo “L’ombre de Saint-Saëns” ideato dalla regista franco inglese Sybille Wilson, su testo di Sylvain Coher, presentato in anteprima al centro multidisciplinare Le Delta di Namur e che adesso andrà in tournée nei differenti festival che tradizionalmente si tengono dall’inizio dell’estate sino a metà ottobre in tutto il sud del Belgio, la Wallonie appunto.  La nuova creazione è multidisciplinare tra musica, teatro d’ombra e magia, rendendone la fruizione piacevolissima tanto agli adulti quanto ai più piccoli. Su una scena spoglia, con pochi elementi d’arredo funzionali al racconto, due riquadri giganti che incorniciano da una parte alcuni bravi elementi dell’Ensemble belga Kheops - Muhiddin Dürrüoglu al pianoforte, Marie Hallynck al violoncello e Tatiana Samouil al violino – ma che servono anche per dare vita a dei giochi d’ombra deliziosi ottenuti con le mani e con un lampadario ricco di figurine, in primis tantissimi animali che sono quasi una persecuzione per il povero Saint-Saëns che invece vorrebbe liberarsene.  Saint-Saëns, interpretato dal bravissimo attore belga Thierry Hellin, perfetto per la parte, apre la scena lamentandosi infatti del suo destino beffardo con un servitore, che è in realtà il maestro francese delle ombre Philippe Beau, specialista in particolare di ombre cinese. Lo circondano fogli di giornali arruffati che richiamano le sue composizioni  che i Kheops esplorano suonandole deliziosamente arrangiate per piccolo ensemble o solo. Tra questi di grande interesse, la libera improvvisazione “Antwort” per piano solo, omaggio anche al quel grandissimo pianista che fu pure Saint-Saëns, oppure “Souvenir d’Ismaïlia”, basato su un tema ottomano e tra le composizioni che Saint-Saëns stesso diceva di amare di più tra i suoi lavori.  Suggestiva anche l’esecuzione  di brani della colonna sonora scritta da  Saint-Saëns nel 1908 per il film muto “L’Assassinat du Duc de Guise”, la prima musica originale nella storia del cinema appositamente commissionata a un compositore per un film. Ma inevitabilmente lo spettacolo propone anche un arrangiamento della sua fcelebre “Danse Macabre” e finisce con alcuni estratti del Carnevale degli animali, malgrado tutti gli sforzi fatti da un Saint-Saëns, sempre più incavolato sulla scena, per ricordare quanto d’altro ha scritto con battute illuminanti, molte del compositore stesso, come quando ricorda il bivio a cui  ogni creatore si confronta: perfezionare o rivoluzionare? Uno spettacolo quindi che davvero può essere fruito a più livelli, che ci riporta ai tempi dell’infanzia con la magia delle ombre, divertente, poetico ma anche profondo e un intelligente invito a riscoprire un compositore, ma anche un uomo eccentrico, beffato dal suo stesso scherzo.

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