I lutti infiniti di Aldo Moro

A 30 anni dalla scomparsa di Aldo Moro, l'ensemble milanese Sentieri Selvaggi ha portato in scena una nuova opera-oratorio di Filippo Del Corno, intitolata Non guardate al domani: si tratta di un lavoro i cui testi sono tratti da documenti di repertorio, del quale Del Corno ha dato una lettura da tragedia classica, sottolineandone l'aspetto oratoriale. Operazione riuscita a metà, tra buon coinvolgimento emotivo ed eccessiva uniformità sonora.

Recensione
classica
Teatro dell'Elfo Milano
Filippo Del Corno
28 Aprile 2008
"Un eroe tragico", lo definisce Filippo Del Corno – autore di questa nuova produzione dell'ensemble milanese Sentieri Selvaggi, andata in scena in forma di concerto al Teatro dell'Elfo. A trent'anni dalla strage di via Fani e dall'uccisione dello statista DC per mano delle BR, Non guardate al domani vuole essere un'opera-oratorio sulle gesta tragiche di Aldo Moro. Ed è proprio sul modello della tragedia greca che si imposta il lavoro a quattro mani di Del Corno con il curatore dei testi Angelo Miotto: da un lato, la scelta di mettere in musica esclusivamente parole della Storia, cioè documenti e testimonianze realmente esistiti, crea una sorta di straniamento drammaturgico il quale, coadiuvato da alcune proiezioni di immagini di repertorio (a cura di Francesco Frongia), stabilisce un contatto immediato ed emotivo col pubblico; dall'altro, e qui sta la parte più debole della scommessa, il tutto è reso musicalmente da un contesto sonoro che (pur ben differenziando timbricamente le scene di lettura dei comunicati delle BR – con la violenza percussiva del pianoforte – e le espansioni liriche delle lettere di Moro – per esempio col vibrafono) risulta statico ed uniforme; in questo modo la componente oratoriale è inevitabilmente preponderante, siglata da un utilizzo del declamato vocale che sicuramente riesce a stampare a chiare lettere la carica semantica delle parole di Moro, ma alla lunga stanca sia il pubblico che i cantanti. Cantanti, va detto, molto impegnati e (chi più chi meno) tutti meticolosi nel seguire il gesto del direttore Carlo Boccadoro: soprattutto Mirko Guadagnini nelle parti di un brigatista e Roberto Abbondanza come Moro si sono fatti notare per incisività e duttilità vocale. Buona accoglienza da parte di un pubblico particolarmente attento e partecipe.

Interpreti: Aldo Moro Roberto Abbondanza Un giornalista Luigi Petroni Un brigatista Mirko Guadagnini Una brigatista Valentina Coladonato Un osservatore AnnaMaria Calciolari Un politico Enrico Bava Un agente segreto Filippo Tuccimei Il Papa Giuseppe Maletto

Scene: Video a cura di Francesco Frongia

Orchestra: Sentieri selvaggi Flauto Paola Fre Clarinetto Mirco Ghirardini Trombone Valentino Spaggiari Pianoforte Andrea Rebaudengo Vibrafono Andrea Dulbecco Batteria Luca Gusella Chitarra elettrica Elena C

Direttore: Carlo Boccadoro

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