Verdi per inaugurare la stagione del Teatro Real

Madrid aprirà con Un ballo in maschera diretto da Luisotti

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Il Teatro Real di Madrid
Il Teatro Real di Madrid

“Nuova normalità” è la parola magica che, di questi tempi, suona anche come una scommessa per cercare di riuscire a prospettare l’uscita da una sorta di incubo: quello dell’immagine di teatri vuoti e abbandonati, in cui non si dovrebbero creare assembramenti e situazioni di prossimità tra gli spettatori. “Nuova normalità” e “fiducia nel futuro” sono quindi le parole d’ordine con cui il direttore artistico del Teatro Real di Madrid, Joan Matabosch, presenta, con una forte dose di ottimismo, il cartellone della stagione operistica 2020/21, una stagione con i suoi 15 titoli, tra cui 7 nuove produzioni, progettate con una densa rete di coproduzioni con numerosi teatri europei (tra gli italiani: l’Opera di Roma, il Comunale di Bologna e la Fenice) e con la presenza di tre titoli contemporanei.

Rusalka di Dvorak, Lessons in Love and Violence di George Benjamin,Peter Grimes, Norma,Viva la Mamma! (titolo coniato dal regista cinematografico Helmut Käutner per le donizettiane Convenienze e inconvenienze teatrali) sono i nuovi allestimenti proposti, assieme alle due opere contemporanee, di due autori spagnoli: Marie, di Germán Alonso,con un libretto scritto dall’attrice e drammaturga Lola Blasco, dove viene affrontato il tema della libertà sessuale di una donna, e TránsitodiJesús Torres, dove viene portato in scena l’argomento, tuttora spinoso per la Spagna post franchista, del dramma degli esiliati repubblicani spagnoli dopo la seconda guerra mondiale.

Se l’apertura di stagione a settembre spetterà ad una produzione di Un ballo in maschera, proveniente dalla Fenice, per la regia di Gianmaria Aliverta e la direzione musicale di Nicola Luisotti, sicuramente degne di interesse sono le proposte di titoli come Rusalka, -coprodotto con i teatri di Dresda, Bologna, Barcellona e Valenza - con regia di Christof Loy e con la direzione musicale del direttore stabile del teatro, Ivor Bolton; al quale, a sua volta, spetterà anche la conduzione di un Peter Grimes, affidato al tandem regia/scenografia, Michael Levine/Deborah Warner che, nel 2017 sempre al Real, avevano firmato un memorabile Billy Budd.

Pregevole il cast della nuova produzione di Norma, che sarà diretta da Maurizio Benini, con le voci di Yolanda Auyanet e Hibla Gerzmava, alternate da Clémentine Margainee Annalisa Stroppa; quindi con Michael Spyres eJohn Osborn, Roberto Tagliavini eFernando Radó.

Alla direzione scenica di Laurent Pelly, notoriamente avvezzo a soluzioni teatrali brillanti ed originali, spetterà il compito di condurre la regia delle Convenienze donizettiane, direzione musicale di Evelino Pidò, cast vocale con Carlos Álvarez,Luis Cansino, Sabina Puértolas, Borja Quiza, Gabriel Bermúdez, Sylvia Schwartz, Xabier Anduaga, Carol García ed Enric Martínez-Castignani.

La presenza di un autore come George Benjamin con, Lessons in love and violence - un lavoro commissionato congiuntamente dal teatro madrileno, con quelli di Amsterdam, Amburgo, Lione, Chicago e Barcellona - testimoniano l’attenzione ed il risalto che la direzione artistica del teatro spagnolo stanno offrendo all’autore britannico, per la terza volta presente nei suoi cartelloni dopo Written on Skin  del 2016 e Into the Little Hill dello scorso anno.  

Quindi avremo un Don Giovanni, prodotto dallo Staatoper di Berlino, con la regia Claus Guth,direttore Ivor Bolton, con le voci di Christopher Maltman e Adrian Erod; Brenda Rae, Adela Zaharia e María José Moreno. Proseguirà l’annuale appuntamento programmato con la tetralogia, con un Siegfried, prodotto dal teatro di Colonia, affidato ala bacchetta di PabloHeras-Casado, mentre torna sulle scene del Real un’altra coppia regista/scenografo, come quella Robert Carsen/Patrick Kinmonth, e un cast affidato alle voci di Andreas Schager, Andreas Conrad, Tomasz Konieczny, Martin Winkler, Ricarda Merbeth e Ronnita Miller.

La stagione sarà chiusa da Tosca, dove sul podio torna Luisotti, con la proposta di produzione dello scorso anno del Liceu di Barcellona, per la regia di Paco Azorín, con tre cast d’eccezione che si alterneranno sulla scena del Real: Sondra Radvanovsky, Maria Agresta, Anna Netrebko, Joseph Calleja, Michael Fabiano, Yusif Eyvazof, Jonas Kaufmann, Carlos Alvarez e Luca Salsi.

Non mancheranno esecuzioni di opere in forma di concerto come Don Fernando el emplazado, di Valentin de Zubiaurre (un lavoro del secolo XIX recentemente riscoperto e revisionato da un ricercatore dell’università Computense di Madrid, Francesco Izzo), così l’Opera ballet barocca, La nascita del re Sole, con l’ Ensemble Correspondances  diretta dal clavicembalista Sébastien Daucée l’Orlando Furioso vivaldiano affidato all’ensemble greco ‘Armonia Atenea', diretto da George Petrou.

Quindi un’unica performance di Elektra, con la Philharmonia Orchestra, con un cast femminile con interpreti quali Irene Theorin, Lise Davidson e Anna Larsson, sul podio: Esa-Pekka Salonen.

Programma ricco e denso, mentre non appare tutt’ora chiaro, per quelli che potranno essere gli sviluppi della pandemia in Spagna, con quali soluzioni sarà realizzabile. L’uscita dall’emergenza e l’accesso delle diverse Comunidad nelle fasi in cui sarà possibile aprire i teatri, appare imminente, resta un’incognita come tecnicamente si potrà attuare un distanziamento, oltre che tra il pubblico anche sulla scena, nel coro, nella buca dell’orchestra, nel condividere un leggio, nel realizzare scene di massa o qualsiasi tipo di azione teatrale che comporti un vicinanza fisica tra i protagonisti.

Intanto aspettiamo, speranzosi e sempre con ottimismo della riapertura delle porte del teatro con l’attesa Traviata, con Nicola Luisotti sul podio, di un allestimento che avrebbe dovuto andare in scena lo scorso mese di maggio, per il prossimo 1 luglio.

 

 

 

 

 

 

 

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