Tutti i colori della Filarmonica Romana

Dalla cameristica alla danza, dai nuovi talenti ai concerti organistici: la stagione 2023/24

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Alexander Gadjiev (Foto Andrej Grilc)
Alexander Gadjiev (Foto Andrej Grilc)

L’Accademia  Filarmonica Romana, che quest’anno compie duecentodue anni di vita, ha presentato la sua stagione di concerti 2023-2024, articolata in diversi cicli, che si svolgeranno in diverse sedi: nello storico Teatro Argentina i dodici concerti della serie che, senza voler far torto al resto,  definiremmo principale, con programmi da camera affidati ad interpreti di rilievo internazionale; nel moderno Teatro Olimpico i balletti e gli altri spettacoli; nella più piccola Sala Casella i concerti di giovani interpreti e di musica contemporanea; infine il festival dell’organo presso il Conservatorio “Santa Cecilia”, l’unica sala romana dove sia presente un organo. Questo peregrinare tra quattro sedi è reso necessario da varie cause, ma comunque non è un gran risultato per il Parco della Musica, che di sale ne ha ben quattro di tutte le dimensioni e le lascia tutte sottoutilizzate: ma questo è un altro discorso.

Quel che è certo è che la stagione è ricca di proposte interessanti e che è difficile orientarsi tra tanti concerti e spettacoli sparsi in sedi diverse, quindi cercheremo di fornire una guida orientativa, necessariamente non completa.

Non si può non cominciare dai dodici concerti all’Argentina, inaugurati il 9 novembre da Façade di William Walton, a cent’anni dalla prima esecuzione, che fece scandalo per la sua originalità e anticonvenzionalità: sarà ora affidato all’ironia delle voci recitanti di Claudio “Greg” Gregori e di Carlotta Proietti e al Syntax Ensemble diretto da Pasquale Corrado, che presenterà anche Rilucere, novità assoluta di Pasquale Punzo commissionata dalla Filarmonica. Si prosegue con alcune eccellenze della musica italiana, quali (in ordine cronologico) il Trio di Parma, la pianista Mariangela Vacatello (che accompagnerà con musiche di Rachmaninov un progetto dell’attrice e regista Maddalena Maggi dedicato alla seconda moglie di Dostoevskij), Francesca Dego in duo con Alessandro Taverna, Il Quartetto Prometeo (con gli ultimi due dei suoi sei concerti dedicati all’integrale di Šostakovič), il duo violino-pianoforte formato da Massimo Quarta e Alessandro Marangoni, Alexander Gadjiev (secondo all’ultimo Concorso Chopin di Varsavia e vincitore di quello di Sydney) e I Barocchisti diretti da Diego Fasolis, che concludono la stagione il 16 maggio. Tra loro s’inseriscono due illustri ospiti stranieri, entrambi violoncellisti, ovvero il ben noto Steven Isserlis e Laszlo Fenyö, poco noto in Italia sebbene sia uno dei migliori musicisti ungheresi.

Il Teatro Olimpico ospita la danza (Il Lago dei Cigni,  Lo Schiaccianoci  e  La Cenerentola,  reinterpretati da tre coreografi italiani, rispettivamente  Fabrizio Monteverde, Massimiliano Volpini e Luciano Cannito) nonché Rocky Horror Show,  un musical ormai entrato nella leggenda, e Semo o nun semo,  una serata dedicata alla canzone romana da Petrolini a Trovajoli: l’idea è di Nicola Piovani che interverrà anche direttamente in veste di pianista e direttore d’orchestra.

Il programma della Sala Casella è fittissimo. Le ultime tre settimane di settembre si svolge una serie di concerti di giovani interpreti provenienti dai corsi di specializzazione delle principali accademie e scuole di musica. La rassegna Nuovi ascolti,  in collaborazione con l’etichetta discografica Promu Label, presenta musiche trasversali tra classica, jazz, contemporanea e nuove tecnologie. Sono invece in collaborazione con Rai Radio3 due progetti. Il primo consiste di quattro lezioni sul quartetto d’archi condotte da Giovanni Bietti con l’intervento di alcune dei migliori giovani quartetti italiani, il Leonardo, il Guadagnini, l’Indaco e il Noûs. Il secondo vede quattro appuntamenti con altrettanti giovani e promettenti violoncellisti, Stefano Bruno, Chiara Kaufman, Ludovica Rana e Niccolò Citrani. Un altro progetto è intitolato Bis!  e se ne fa carico Enrico Dindo, direttore artistico della Filarmonica e ottimo violoncellista, che suonerà due volte alcuni brani del repertorio più noto, intervallando i due ascolti con un dialogo tra i musicisti e gli ascoltatori: sarà l’occasione per il pubblico di confrontare il primo ascolto e il più consapevole secondo. Infine la Rassegna Assoli  è dedicata a giovani e talentuosi solisti, che accanto a brani di repertorio eseguiranno novità assolute di giovani compositori emergenti.

Ricordiamo infine i quattro concerti del festival dell’organo nelle quattro domeniche di novembre e le iniziative dedicate alla formazione dei giovanissimi tramite un apprendimento della musica che sia allo stesso tempo consapevole e divertente.

    

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