Jazz Takes The Green, ecosostenibilità e musica

Il 3 e 4 giugno in diretta streaming il primo convegno nazionale sulla sostenibilità ambientale dei festival e rassegne jazz

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Green Jazz Fano

Nell’attesa che riprendano le attività di musica dal vivo, seppure in forma ridotta e in linea con le misure sanitarie e di distanziamento sociale imposte dall’emergenza coronavirus, il mondo del jazz continua a occupare attivamente i suoi spazi, anche se ancora virtuali. In quest’ottica, appare significativa l’iniziativa rappresentata dal convegno Jazz Takes The Green (3 e 4 giugno), dedicato alla sostenibilità ambientale dei festival e delle rassegne jazz.

Prodotto da Fano Jazz Network e I-Jazz, l’associazione che riunisce circa 60 festival jazz italiani, il convegno – proposto in diretta streaming sulla piattaforma Zoom della stessa associazione I-Jazz – è realizzato in collaborazione con Comune di Fano, LIFE Project programme Green Fest e Fondazione Ecosistemi, con il contributo di MIBACT e il patrocinio della Regione Marche e di Fondazione Marche Cultura.

– Leggi anche: Coronavirus: un tavolo di crisi per il mondo del jazz

Inizialmente previsto al Teatro della Fortuna di Fano, l’appuntamento sarà articolato in due sessioni nelle mattinate di mercoledì 3 e giovedì 4 giugno (a partire dalle ore 10), nel corso delle quali verrà affrontato, grazie alla partecipazione di autorevoli esperti, un tema di grande attualità che presenta caratteri di massima urgenza, anche alla luce della situazione causata della diffusione del Covid 19.

Un tema, quello della sostenibilità ambientale, che investe inevitabilmente anche il settore della produzione culturale, specie musicale. Fare musica oggi non può infatti più prescindere dall’assumersi la responsabilità sociale di diffondere i valori universali ed il rispetto dei diritti umani, come la tolleranza, la sostenibilità e appunto il rispetto per l’ambiente, come sostiene l’Unesco che ha riconosciuto il jazz quale patrimonio dell’umanità. Il jazz, più di altri generi musicali, per le sue ragioni “costitutive”, per la sua storia “sociale”, per il suo valore simbolico può dunque essere luogo privilegiato di sperimentazione di pratiche di sostenibilità.

Il jazz, più di altri generi musicali, per le sue ragioni “costitutive”, per la sua storia “sociale”, per il suo valore simbolico può dunque essere luogo privilegiato di sperimentazione di pratiche di sostenibilità.

L’obiettivo generale che oggi ci si deve porre, secondo i promotori del convegno Jazz Takes The Green, è quello di favorire la riconversione dei festival e rassegne jazz da eventi ad alto impatto ambientale a eventi green. Gli obiettivi specifici sono: sensibilizzare gli operatori del jazz sulle ragioni, opportunità, convenienze di adottare i Criteri Ambientali Minimi (CAM); renderli edotti delle buone pratiche applicate a livello europeo; favorire l’incontro fra le imprese fornitrici di prodotti e servizi green e gli operatori musicali. In questo senso la sinergia col progetto Green Fest e specificamente la partecipazione all’evento della Fondazione Ecosistemi e della sua rete di relazioni favorirà il coinvolgimento delle aziende all’avanguardia per la fornitura di servizi e prodotti green.

Come afferma Corrado Beldì, presidente di I-Jazz, «il sistema delle nostre rassegne e festival presenti in 19 regioni italiane, rappresenta una importante via al fare musica in modo sostenibile, nel rispetto dell’ambiente, spesso in luoghi non deputati, per valorizzare il patrimonio architettonico, documentario naturalistico del nostro Paese. Questo convegno segna un tassello importante per definire nel concreto le azioni che il nostro sistema sta portando avanti, mettendo sempre al centro il valore della cultura ed il rispetto per il contesto in cui operiamo».

«L’esperienza maturata da Fano Jazz By The Sea – dichiara il direttore artistico del festival Adriano Pedini –, realtà che da anni ha sposato con entusiasmo la causa green applicandola con determinazione così come altre manifestazioni aderenti a I-Jazz, è il punto di partenza per estendere un dialogo fra gli operatori del settore con lo scopo di ampliare la pratica dell’ecosostenibilità. E proprio il tema della ecosostenibilità è, inoltre, parte del processo di candidatura di Fano Città della Cultura».

Durante la mattinata di mercoledì 3 giugno, dopo la presentazione dello stesso Adriano Pedini e i saluti di Corrado Beldì e di Ivan Antognozzi – consulente del Comune di Fano – si affronteranno tematiche generali con attenzione all’attuale emergenza pandemica. Coordinati da Silvano Falocco, Direttore della Fondazione Ecosistemi, sono previsti gli interventi di: Antonio Cavallin Toscani, esperto di eventi green, di Maria De Gregorio della Fondazione Ecosistemi - Green Fest e di Rosario Valles, Direttore Scientifico Biovitae.

Giovedì 4 giugno si entrerà quindi nella specificità dei molteplici aspetti legati all’ecosostenibilità (uso della carta da riciclo, mobilità, energia, consumo di bevande e cibo) e delle soluzioni da adottare, grazie alle relazioni di Maria Chiara Caponi, revisore ambientale e auditor SGA, Simona Faccioli di Remade in Italy, Giovanni Varoli, AD di General Beverage, Salvatore Stingo di Agricoltura Sociale Capodarco, Anna Donati del Gruppo Mobilità Sostenibile del Kyoto Club e portavoce della nuova alleanza per la Mobilità Dolce, di Alessandro Mengoli di Ege, Savenergy e di Carlo Manicardi di Phoresta Onlus.

Al termine delle due mattinate di lavori sarà dato spazio alle domande attraverso la chat appositamente creata. Per informazioni e programma dettagliato: www.fanojazznetwork.it.

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