I libri degli Amici della Scala

Un interessante volume dedicato a Giorgio Strehler e i suoi scenografi

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Giorgio Strehler
Giorgio Strehler

Come d'abitudine a ogni inaugurazione della stagione scaligera Vittoria Crespi Morbio pubblica per Gli Amici della Scala un libro di grande formato, illustratissimo e documentatissimo. Quest'anno lo dedica a Giorgio Strehler e i suoi scenografi, con particolare attenzione a Gianni Ratto e Giulio Coltellacci, ma soprattutto ai due più significativi, Luciano Damiani e Ezio Frigerio. Nello sfogliare le immagini dei loro spettacoli si ha la riprova come abbiano segnato la storia del nostro teatro di prosa e del teatro lirico, ma forse l'aspetto oggi più interessante è cercare di scoprire quale rapporto di lavoro avessero instaurato col regista. Perché, a differenza di Luca Ronconi, che ideava gli spettacoli immaginando lo spazio scenico da cui farli scaturire, Strehler imponeva a monte la propria lettura del testo, che ne avrebbe poi condizionato la visione. Fermi restando naturalmente i gusti dello scenografo, che ha sempre lasciato un'impronta personalissima. Damiani per esempio ama una sorta di asimmetria, con scene ben rifinite su un lato, vaghe sull'altro in modo che lo spettatore le completi di fantasia, e invade il palcoscenico con una luce bianca surreale, basti ricordare i Brecht del Piccolo Teatro. Mentre Frigerio propende per il grigio e il nero, come nei suoi Lohengrin e Don Giovanni alla Scala, ed ha come punto fermo la prospettiva (vedi il Secondo atto delle Nozze di Figaro o la cascina con la campagna lombarda nel Falstaff). Insomma si tratta di un prezioso volume, che in appendice offre anche una completa cronologia di tutti gli spettacoli realizzati, con schede tecniche impeccabili.

Sempre Gli Amici della Scala hanno aggiunto per l'occasione altri quattro titoli alla collana che Vittoria Crespi Morbio riserva agli scenografi e costumisti della Scala. Questa volta tocca a Giorgio De ChiricoLeopoldo MetlicovitzCipriano Efidio Oppo e Yannis Kokkos. Ormai la serie ha raggiunto quota sessanta ed è diventata uno strumento indispensabile.

 


 

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