In Germania si riparla di riaprire i luoghi della cultura

Il Ministro federale per la Cultura si esprime a favore della riapertura e l’Agenzia federale dell’Ambiente descrive le condizioni per ripartire

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Monika Gruetters
Monika Gruetters

Dopo numerose prese di posizione e appelli in Germania a favore della riapertura dei luoghi della cultura, la politica comincia forse a muoversi. Il Ministro federale per la Cultura e i Media, la cristianodemocratica Monika Grütters, conferma che il governo federale tedesco sta valutando possibili scenari per la riapertura delle sale delle sale da spettacolo. Se le istituzioni culturali sono state le prime a chiudere, ha detto il Ministro, non devono essere le ultime a riprendere l’attività, citando i numerosi studi scientifici che dimostrano che musei, teatri, cinema e sale da concerto sono ben preparati ad accogliere il pubblico in sicurezza con moderni sistemi di ventilazione e adeguate misure igieniche. “Se si osservano le misure consuete di igiene e distanza, un riavvio responsabile delle attività culturali non presenta problemi anche in tempi di pandemia” ha affermato.

Le affermazioni del Ministro seguono la pubblicazione di un rapporto dell’Agenzia federale per l’Ambiente che detta alcune condizioni per la riapertura in sicurezza. Secondo il Professor Heinz-Jörn Moriske, direttore dell’Agenzia, “un’apertura durante la pandemia è possibile solo se le strutture hanno un sistema di ricambio dell’aria sufficientemente efficiente. Indossare mascherine è ancora necessario, e gli spettatori dovrebbero essere seduti con una distanza sufficiente tra loro seguendo uno schema a scacchiera”. Se tali condizioni sono rispettate, secondo Moriske, sarebbero possibili eventi della durata fino a due ore e mezza in luoghi chiusi come cinema, teatri o sale da concerto anche con un tasso di incidenza settimanale di 50 infezioni su 100 mila abitanti.

Monika Grütters ha parlato anche di “drammatiche perdite della cultura in stagnazione” riferendosi al pubblico ma soprattutto ai lavoratori del settore della cultura, “non solo perché le industrie culturali e creative sono un fattore economico rilevante, ma anche perché la cultura non è un lusso che ci si concede solo in tempi buoni.” L’arte, secondo il Ministro, “è fonte di ispirazione e di indignazione, di riflessione e di innovazione. Crea spazio per empatia e dibattito. E la cultura fa anche uscire le persone dal loro isolamento domestico”.

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