FolkClub, la stagione 2019

Presentata la nuova stagione del FolkClub di Torino, che prosegue fino a maggio

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Rhiannon Giddens e Francesco Turrisi - FolkClub 2019
Rhiannon Giddens e Francesco Turrisi

«L’identità è un tesoro inestimabile»: così si apre la presentazione della trentaduesima stagione del FolkClub di Torino, 34 concerti fino a maggio 2020. È una frase ad effetto, spesso abusata, ma che ben si adatta allo spirito del club torinese: in tempi difficili per chi programma un certo tipo di musica, restare fedeli a se stessi, a un'idea chiara di direzione artistica, alla propria identità – appunto – è l'unico modo per sopravvivere.

«La programmazione della stagione del FolkClub è un lavoro faticoso, lunghissimo, certosino», spiega il direttore artistico Paolo Lucà. «Il cartellone non deve essere sbilanciato tra i generi musicali, non deve avere troppi richiami né troppe novità, non deve cedere alle tentazioni commerciali ma non può nemmeno ignorare le esigenze materiali». 

Dunque, una stagione nuova, inedita e insieme confortevole, come è nello stile del FolkClub, popolata di quei nomi (venerati dagli aficionados) che in Italia si incontrano quasi sempre solo al club di Via Perrone.

Pezzi forti – i «richiami» – sono senz’altro il duo Paolo Fresu e Uri Caine (21 novembre) e la regina della nuova Americana Rhiannon Giddens (con Francesco Turrisi, 17 e 18 gennaio).

Intorno, spazio per il folk italiano (Eugenio Bennato, Blu L’Azard con Giovanna Marini, il quarantesimo anniversario dei Trouveur Valdotèn, i Gang) e americano (Eric Andersen e Scarlet Rivera, Bocephus King, Doug Seegers, Ian Noe, Thom Chacon, James Maddock) per la canzone d’autore (Ilaria Graziano e Francesco Forni, Sulutumana, Carlo Pestelli, Lastanzadigreta, Pablo e il mare, Flo, Beppe Gambetta per la prima volta in veste di cantautore) e per il jazz (con il duo Fabrizio Bosso e Giovanni Guidi, Brian Auger, Elliot Sharp in un progetto con John Edwards, Mark Sanders e Eric Mingus, Ian Shaw, Daniele Sepe nel suo omaggio a Gato Barbieri, Rachel Gould, Byron Wallen in un omaggio alla Brotherhood of Breath). E poi ancora Iness Mezel, Têtê da Silveira con New Ensemble Xenia Turin, l'irish folk dei Birkin Tree con special guest Tola Custy, una serata di flamenco per Tablao d'autore.

Da segnalare anche il progetto LinguaMadre, con Elsa Martin, Duo Bottasso e Davide Ambrogio, dedicato al Canzoniere italiano di Pier Paolo Pasolini; e il live solitario di Lula Pena, che si candida a “chicca” dell’edizione 2019.

La stagione comincia il 26 settembre con Peppe Servillo nel progetto Italian Portraits Orchestra, dedicato alla canzone italiana, e si chiuderà a maggio con un concerto speciale, non ancora annunciato.

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