Dedicati a Claudio Abbado i giardini dell’auditorium romano

Come ha detto Michele dall’Ongaro, presidente dell’Accademia di Santa Cecilia,«un grande direttore d’orchestra è, a modo suo, un giardiniere che coltiva capolavori»

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Claudio Abbado
Claudio Abbado

I giardini pensili del Parco della Musica di Roma, che circondano le sale da concerto ideate da Renzo Piano, sono stati intitolati a Claudio Abbado: lo hanno deciso il Comune di Roma, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e la Fondazione Musica per Roma. Il nome di Abbado va così ad aggiungersi a quelli di Giuseppe Sinopoli, Goffredo Petrassi e Luciano Berio, cui sono dedicati altri settori dell’auditorium.

 Accanto alle autorità erano presenti alla cerimonia i figli di Abbado, Daniele e Sebastian, che hanno donato una bacchetta del padre all’Accademia. Daniele ha detto: “Claudio amava questo posto, le persone che lo hanno progettato e che ci hanno lavorato e ci lavorano, da Renzo Piano a Michele dall’Ongaro e tanti altri. Un giardino che circonda un bellissimo luogo plasmato dalla musica: l’incontro di queste voci e di queste figure è perfetto. Claudio ne sarebbe felice. In fondo, durante tanti anni, l’unico lavoro che credo abbia preso in considerazione oltre alla musica è stato il lavoro del giardiniere”. “Evviva, sono contento. Grazie Roma”è stato il commento di Renzo Piano, progettista dell’auditorium e amico personale di Abbado. La Fondazione Abbado ha donato alla bibliomediateca dell’Accademia di Santa Cecilia una copia del catalogo delle partiture, pubblicazioni e registrazioni del maestro, conservate nella biblioteca di Stato di Berlino. 

Abbado ha diretto per la prima volta a Santa Cecilia nel 1961 e in seguito sono state numerose le sue apparizioni romane (anche con la rimpianta orchestra della Rai, in numerose occasioni, e all’Opera, per una sola produzione). Il suo rapporto con Santa Cecilia ha avuto momenti più o meno intensi, ma nei suoi ultimi anni era salito regolarmente sul podio della Sala Santa Cecilia, la più grande delle quattro del Parco della Musica, dirigendovi sia l’orchestra dell’Accademia stessa che orchestre ospiti, come la Sinfonica Giovanile “Simon Bolivar” del Venezuela, la Lucerne Festival Orchestra e l’Orchestra Mozart. L’apice di questo lungo rapporto con Roma è stato però il ciclo completo delle Sinfonie e dei Concerti per pianoforte di Beethoven con i Berliner Philharmoniker, nel 2001, ancora nel vecchio auditorium. 

 

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