Cinque opere a Spoleto per lo Sperimentale

Una prima assoluta, poi due dittici, uno moderno e uno settecentesco, infine il Macbeth di Verdi, che sarà portato anche in altre città umbre

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Il Teatro Nuovo di Spoleto
Il Teatro Nuovo di Spoleto

Si annuncia particolarmente ricca la Stagione Lirica Sperimentale di Spoleto e dell’Umbria, che nel 2024 giunge alla sua settantottesima edizione, dunque è di undici anni più ‘vecchia’ del Festival dei Due Mondi: quale altra piccola citta di 36.000 abitanti ospita due manifestazioni di tale rilievo?

Quest’anno il direttore artistico Michelangelo Zurletti e il condirettore artistico Enrico Girardi hanno preparato un programma che dal 22 agosto al 29 settembre allinea i nuovi allestimenti di ben cinque titoli operistici. Ad aprirlo (anteprima il 22 agosto, recite fino al 25) è la prima esecuzione assoluta di Anita,  opera che lo Sperimentale ha commissionato a Gilberto Cappelli, vincitore nel 2001 del Premio Abbiati. Così presenta quest’opera il condirettore artistico: Anita  è un atto unico in otto scene per soprano, baritono, coro ed ensemble di diciotto strumentisti. Ispirata al culto (molto vivo ancora oggi in Romagna, terra d’origine del compositore) del personaggio storico di Anita, l’opera mette in luce la vita dell’eroina moglie di Giuseppe Garibaldi e, più ancora, il riflesso emotivo suscitato dalle sue gesta politico-militari attraverso una scrittura musicale estremamente densa, intensa, che reca tracce evidenti dello stile espressionistico”. La direzione è affidata a Marco Angius e la regia ad Andrea Stanisci.

Dal 29 agosto all’1 settembre vanno in scena due atti unici, che ebbero la prima rappresentazione insieme nel 1959 e ora tornano ad essere rappresentati in forma di dittico. Sono Procedura penale  di Luciano Chailly e La smorfia  di Bruno Bettinelli, su libretto rispettivamente di Riccardo Bacchelli e Dino Buzzati, entrambi di comicità sofisticata e surreale. Sul podio sarà ancora Marco Angius, mentre Giorgio Bongiovanni firmerà la regia.

Un altro dittico ci trasporta dal Novecento al Settecento: è il tradizionale e attesissimo appuntamento con gli Intermezzi. Quest’anno viene ripreso Moschetta e Grullo,  mentre è in prima esecuzione moderna Eurilla e Beltramme,  entrambi di Domenico Sarro, uno dei maggiori esponenti della scuola napoletana, che per quasi tre secoli è stato semidimenticato ma oggi comincia ad essere riscoperto. Regia e scene di Andrea Stanisci per il primo intermezzo e di Laura Cosso per il secondo. A dirigere entrambi è Pierfrancesco Borrelli (dal 6 all’8 settembre).

Il 10 settembre un altro appuntamento tradizionale: è Liederabend,  una serata liederistica in forma di spettacolo intimo e raccolto per entrare un mondo poetico e musicale che rappresenta una delle più alte espressione del romanticismo.

Si conclude con la prima delle tre opere per cui Verdi trasse ispirazione dai drammi di Shakespeare, Macbeth. La Direzione musicale è di Carlo Palleschi, la regia e le scene di Luigi Di Gangi e Ugo Giacomazzi. Dopo le tre anteprime del 17, 18 e 19 settembre per studenti e over 65, si svolgeranno tre recite dal 20 al 22 al Teatro Nuovo di Spoleto. Poi l’opera verrà portata in varie Città dell’Umbria per la Stagione Lirica Regionale: il 23 e 24 settembre sarà a Perugia, il 25 a Foligno, il 26 a Città di Castello, il 27 e il 28 a Todi.

I protagonisti di queste cinque opere saranno i cantanti usciti vincitori e idonei dei Concorsi di canto indetti dallo Sperimentale nel 2023 e 2024, oltre a quelli che la direzione artistica ha selezionato tra i cantanti che si sono presentati alle audizioni e i cantanti vincitori delle precedenti edizioni del concorso.

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