The Smile, tra Radiohead e Sons of Kemet

A Light For Attracting Attention è il primo album a nome The Smile, nuovo gruppo di Thom Yorke e Jonny Greenwood

The Smile, foto Alex Lake (@TWOSHORTDAYS)
The Smile, foto Alex Lake (@TWOSHORTDAYS)
Disco
pop
The Smile
A Light For Attracting Attention
XL
2022

Annunciato da un pugno di singoli pubblicati negli ultimi mesi, A Light For Attracting Attention – il primo album a nome The Smile, nuovo progetto di Thom Yorke e Jonny Greenwood dei Radiohead, era atteso con una certa curiosità anche per la presenza come terzo membro del gruppo del batterista Tom Skinner dei Sons Of Kemet.

Se i Radiohead non producono dischi nuovi dal 2016 di A Moon Shaped Pool, è sempre più complesso orientarsi tra i molti progetti delle due menti del gruppo. Greenwood, per dire, nel solo 2021 ha firmato le colonne sonore per il western di Jane Campion The Power of the Dog, per cui ha ottenuto una nomination all’Oscar, e per il biopic sulla principessa Diana Spencer. Yorke, dal canto suo, ha ormai un solido repertorio solista e una pletora di collaborazioni, da Burial al bassista dei Red Hot Chili Pepper Flea, con cui aveva fondato il (per ora) effimero gruppo Atoms for Peace (a proposito: per chi vuole orientarsi è appena uscito per Sperling & Kupfer il libro Nel labirinto. Thom Yorke. Storie, mito e musica, del giornalista Luca Castelli).

– Leggi anche: Sospiri di Yorke

Proprio l’esperienza degli Atoms for Peace – per la verità piuttosto deludente – rappresenta il precedente più diretto di questo nuovo progetto. Con alcune differenze non da poco: intanto, qui c’è anche Greenwood – e dunque The Smile rappresenta la cosa più vicina ai Radiohead che sentiremo quest’anno almeno, e forse per un po’. E, soprattutto, la nuova musica è splendida.

La scrittura di Yorke è in linea con quella esposta nelle ultime prove della band e nei suoi ultimi dischi in solitaria, e ripesca anche brani già entrati nel repertorio live della band, su tutte l’ottima “Skrting On The Surface” (molto bello anche il video, girato in una miniera in Cornovaglia).

La mano del produttore Nigel Godrich garantisce al suono del disco la piena coerenza con il precedente universo-Radiohead, e lo stesso vale per gli arrangiamenti di archi di Greenwood, affidati alla London Contemporary Orchestra e sempre perturbanti: ascoltate la ballad “Free in the Knowledge”, con un drive di chitarra acustica da Radiohead prima maniera).

E però, questo non è un disco dei Radiohead, e l’evidenza diviene tale soprattutto nei brani con la batteria. Qui Tom Skinner – che oltre a essere uno dei fondatori di Sons of Kemet insieme a Shabaka Hutchings ha suonato con Matthew Herbert, Floating Points, Mulatu Astatke fra i molti – emerge come protagonista assoluto: il suo drumming conferisce ai brani un groove leggero, elastico, di quella ballabilità che già avevamo apprezzato nel jazz mutante dei Sons of Kemet, e che qui si incastra perfettamente con un certo algido rigore “matematico” di certi riff di chitarra. Sì, perché Greenwood e Yorke sembrano divertirsi molto, di nuovo, anche con le chitarre.

Il lungo tour annunciato e i video in circolazione sembrano suggerire che l’alchimia di The Smile funzioni anche dal vivo. In Italia, li vedremo il 14 (Milano), 15 (Ferrara), 17 (Macerata), 18 (Roma) e 20 luglio (Taormina).

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