Songs with Other Strangers al Seeyousound

A Torino la prima del rockumentary di Vittorio Bongiorno sul progetto musicale di Cesare Basile e Marta Collica, con Steve Wynn, John Parish, Manuel Agnelli e altri

Songs With Other Strangers (foto di Alex Astegiano)
Songs With Other Strangers (foto di Alex Astegiano)
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A nove anni dalla sua realizzazione il rockumentary di Vittorio Bongiorno Songs with Other Strangers sarà proiettato all’imminente Seeyousound Festival di Torino, e non mancheranno le sorprese.

Per chi non lo conoscesse, Vittorio Bongiorno è uno scrittore nonché filmmaker da sempre appassionato di musica o, per meglio dire, delle storie che si celano dietro la musica e che hanno contribuito alla creazione della stessa. Quattro romanzi al suo attivo, mentre la sua ultima fatica letteraria, City Blues (uscito per EDT), è il racconto della ricerca delle musiche e dei musicisti che percorrono le vene di Los Angeles, Detroit e Berlino: ancora una volta il tentativo di coniugare due passioni, quella musicale e quella letteraria, di trovare conferme (o smentite) alla visione romantica di queste città derivante dall’ascolto di certi dischi e dalla lettura di certi libri, sempre col desiderio di conoscere storie raccontate dai protagonisti.

Ritroviamo questa sua vena romantica anche in Songs With Other Strangers, documentario del 2010 che finalmente vede la luce e che ci dà lo spunto per una chiacchierata con Vittorio.

«Tutto nasce grazie alla conoscenza con Cesare Basile, con cui avevo già collaborato nel mio primo documentario Buia era la notte: nell’ottobre del 2010 mi telefona da Ravenna e mi dice che per due giorni è al Bronson con alcuni amici a provare dei pezzi in vista di alcune date in giro per l’Italia. Quando scopro che tra gli amici ci sono Steve Wynn (The Dream Syndicate), John Parish (collaboratore di lungo corso di PJ Harvey) e Hugo Race (Nick Cave & The Bad Seeds), per me autentici miti musicali, mi precipito a Ravenna con cinque operatori e otto telecamere, cogliendo tutti di sorpresa perché ovviamente Basile si era dimenticato di avvertirli».

«Questo documentario è totalmente autoprodotto: se nelle date di Ravenna e Torino ho avuto l’aiuto degli operatori, in quelle di Firenze e Roma ero da solo, anzi per la data romana ho cercato e trovato un operatore, di cui purtroppo non ricordo il nome e che non ho potuto mettere nei credits. Ho lavorato per tre anni, nei ritagli di tempo, alle sessantadue fottute ore di materiale girato, giurando che questo sarebbe stato il mio ultimo documentario e invece ci sono ricascato, ma di questo ne accennerai tu, se ne avrai voglia».

«Questo lavoro è il racconto di una settimana trascorsa a contatto con artisti straordinari e dotati di forti personalità che hanno dovuto gestire il loro ego in modo che il progetto funzionasse e che tutti avessero il proprio spazio. Lo esplicita perfettamente Hugo Race quando dice che "ognuno deve imparare quando entrare e quando uscire". Come hai visto, negli spezzoni di interviste che compaiono nel film tutti tendono a minimizzare il proprio ego ma in realtà non è stato proprio così: l’ego di ognuno era ben presente e per fortuna, aggiungo io, perché, se non hai un ego forte, su un palco neanche ci sali».

«Ognuno deve imparare quando entrare e quando uscire».

«Ognuno ha portato brani propri da condividere con gli altri, su cui lavorare con nuove intuizioni; il caso più eclatante è stato quello di "Ballata per la mia piccola iena” degli Afterhours: Manuel Agnelli stava suonando il dobro di John Parish e Hugo Race ha avuto l’idea di inserirlo nella nuova versione, dando vita a una ballata alla Johnny Cash».

Songs With Other Strangers - Manuel Agnelli
Manuel Agnelli in Songs With Other Strangers (foto di Alex Astegiano)

«Il documentario è pronto dal 2013 ma non c’è mai stata l’occasione per presentarlo al pubblico, in Italia non c’è spazio per prodotti in cui la musica sia il veicolo per conoscere anche le personalità e le storie dei musicisti. Per questo motivo sono grato al Seeyousound Festival, una rassegna che in cinque anni è cresciuta molto e che adesso ha le spalle sufficientemente larghe per permettersi l’inserimento nel proprio cartellone di un lavoro come il mio. Come riconoscimento per questa scelta, nella scheda tecnica del film ho scritto alla voce "anno di produzione" 2010-2019, dall’ideazione alla prima proiezione pubblica».

Sarà possibile assistere alla proiezione di Songs With Other Strangers domenica 27 gennaio alle 21.20, nella Sala 2 del cinema Massimo di Torino. Alla proiezione saranno presenti alcuni degli artisti coinvolti nel progetto, tra cui Wynn, Parish, Carlens e Agnelli (ecco le sorprese, e non le sveliamo neanche tutte).

Vi anticipiamo che l’altro documentario a cui faceva riferimento Vittorio s’intitola Greetings From Austin e sarà proiettato a Torino, sempre grazie ai ragazzi del Seeyousound, venerdì 19 aprile. Don Diego Trio, il rockabilly siciliano sulle polverose strade del Texas: musica ma, ancora una volta, le storie che ci stanno dietro.

Il giornale della musica è Media Partner di Seeyousound Festival.

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