Ritrovare Mingus in un graphic novel

La biografia a fumetti di Mingus firmata da Flavio Massarutto e Squaz, per Coconino Press

Mingus Coconino Press
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jazz

Si discuteva recentemente, in una bella conversazione a più voci su Facebook, sulla discontinua attenzione cui – nelle narrazioni che accompagnano le recenti tendenze del jazz – è talvolta sottoposta la figura di Charles Mingus.

Se per alcune generazioni più giovani l’attenzione verso esperienze come quelle di un Pharoah Sanders o di una Alice Coltrane (tanto per citare i due che, insieme al “semprewierd” Sun Ra, sono tra i più citati come fonte di ispirazione) sembrano andare a soddisfare le esigenze di respiro cosmic e quelle di una personalità sonica in grado di attraversare i decenni, al contrabbassista di Nogales si rischia di pensare forse ormai in un’ottica di storicizzazione in fondo appagata, che a mio avviso va troppo stretta non solo per la figura debordante di Mingus, ma anche per i temi e le urgenze del presente.

Certo la riflessione sull’identità operata dal musicista ha avuto carattere di forte – e a volte brusco – individualismo, ma in tempi di Black Lives Matter salta un po’ agli occhi quanto poco ci si riferisca al suo magistero in termini di complessità collettiva, prediligendo magari la riproposizione un po’ didascalica – quand’anche sincera – di aspetti più puramente musicali.

Eppure la musica di Mingus è ancora un vulcano attivissimo, è più rabbiosa e funk della maggioranza delle cose che escono, è individuale e comunitaria, anche un po’ sbruffona come vuolsi colà dove ci si mette in mostra quotidianamente…

Bello dunque che al jazzista sia dedicato un graphic novel appena uscito per Coconino Press/Fandango, scritto da Flavio Massarutto e disegnato da Squaz (Pasquale Todisco) e che questo lavoro proceda in modo non lineare, ma accendendo episodi che attraversano l’avventurosa vita di Mingus come bagliori potentissimi.

Mingus Coconino Press


Dalla (mancata) collaborazione con Cassavetes al ricovero all’Ospedale Psichiatrico Bellevue, dal rapporto con Dolphy alla contestazione del governatore Faubus, la biografia e la discografia del contrabbassista si intrecciano, procedono per fiammate, ellissi, affidate talvolta alla sola evocazione come nel caso della danza di "The Black Saint and the Sinner Lady" o nelle tante immagini che riproducono le copertine degli lp.

La debordante umanità del musicista emerge grazie a un segno in cui le ombre notturne tipiche dell’immagine jazz scivolano con naturalezza verso un espressionismo vivido, che integra momenti visionari a altri di più diretta documentarietà, a contrappuntare la narrazione costruita da Massarutto con materiali in grado di tridimensionalizzare i differenti aspetti della biografia mingusiana.

Davvero bello!
 

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