Polonia, un’eredità musicale da riscoprire

“The Heritage of Polish Music”, un progetto pluriennale di PWM Edition in collaborazione con l’Istituto Fryderyk Chopin | IN COLLABORAZIONE CON PWM EDITION

Stanisław Moniuszko, Quartetto per archi in re minore e Quartetto per archi in fa maggiore, PWM Edition
Stanisław Moniuszko, Quartetto per archi in re minore e Quartetto per archi in fa maggiore, PWM Edition
Articolo
classica

Il periodo delle spartizioni della Polonia che da fine Settecento arriva al 1918, ha minato il tessuto politico, sociale e culturale di un Paese aggrappato idealmente, e in assenza di una riconosciuta e autonoma sovranità, alla propria Carta Costituzionale, uno dei più antichi documenti di questo genere datata 3 maggio 1791.

Come per gran parte della tradizione culturale di questo Paese, anche nell’ambito della storia della musica polacca questo lungo periodo durato più di centoventi anni ha rappresentato un profondo vuoto. Recuperare la memoria di questa tradizione musicale è l’obiettivo del programma titolato “L'eredità della musica polacca” (“The Heritage of Polish Music”) un’iniziativa scaturita dalla collaborazione tra PWM Edition e l'Istituto Fryderyk Chopin. PWM (Polskie Wydawnictwo Muzyczne) Edition è una casa editrice musicale con sede a Cracovia, fondata nel 1945 e per diversi anni è stata l’unico editore musicale attivo in Polonia. Scopo principale del progetto promosso dagli stessi PWM e Istituto Fryderyk Chopin è quindi quello di recuperare una tradizione musicale dimenticata attraverso la documentazione, la descrizione, l'analisi, la pubblicazione, l'esecuzione e la registrazione di importanti opere di compositori polacchi che hanno vissuto e lavorato durante i 123 anni delle spartizioni, mettendo a disposizione quelle stesse opere anche attraverso un sistematico processo divulgativo ed educativo.

Stanisław Moniuszko, Quartetto per archi in re minore e Quartetto per archi in fa maggiore, PWM Edition
Stanisław Moniuszko, Quartetto per archi in re minore e Quartetto per archi in fa maggiore, PWM Edition

Proprio in conseguenza di questo periodo di buio durato più di un secolo, infatti, i nomi di importanti compositori polacchi ottocenteschi sono, a tutti gli effetti, assenti dai programmi del repertorio, oltre che dalla consapevolezza degli interpreti e del pubblico. La loro produzione è rimasta ignorata per molti decenni e tutti i tentativi di documentarla, pubblicarla e promuoverla sono stati spesso boicottati attraverso diverse restrizioni e assenza di mezzi finanziari.

Un’indagine preliminare sulla documentazione e sull’analisi delle fonti critiche esistenti, effettuata nel 2016, ha rivelato enormi lacune riguardo a molti importanti compositori polacchi e ha mostrato che molte iniziative avviate anni prima erano state interrotte. Una situazione che ha relegato la musica polacca in una sorta di nicchia, anche nelle sale da concerto del Paese.

Il programma “L’eredità della musica polacca” sarà sviluppato su quattro fronti: 1) edizioni di spartiti con documentazione e analisi complete (ad opera di PWM Edition) insieme a pubblicazioni di specifici volumi (ad opera congiunta di PWM Edition e Istituto Fryderyk Chopin); 2) esecuzioni concertistiche e pubblicazioni discografiche (a cura dell’Istituto Fryderyk Chopin); 3) formazione del personale e supporto per la formazione degli editori (ad opera di PWM Edition); 4) promozione e diffusione, inclusi servizi online, streaming, applicazioni mobili e così via (a cura dell’Istituto Fryderyk Chopin).

La prima fase del programma – sviluppata tra il 2016 e il 2021 – ha interessato le opere più importanti, già apprezzate o con le maggiori possibilità di affermarsi nella vita artistica, comprese le opere complete di Ignacy Jan Paderewski e Stanisław Moniuszko, la maggior parte della produzione esistente di Józef Elsner, Henryk Wieniawski e Juliusz Zarębski, e la musica di altri importanti compositori. Sono state inoltre effettuate ricerche preliminari in molte città europee quali, tra le altre, Vienna, Praga, Dresda, Lviv, Minsk, Mosca, San Pietroburgo. I lavori, inoltre, sono stati strutturati e programmati in modo tale da consentire di essere compresi nel più ampio programma delle celebrazioni del centenario della riconquista dell’indipendenza della Polonia del 2018.

Stanisław Moniuszko, Quartetto per archi in re minore e Quartetto per archi in fa maggiore, PWM Edition
Stanisław Moniuszko, Quartetto per archi in re minore e Quartetto per archi in fa maggiore, PWM Edition

Un esempio emblematico di questa azione di recupero delle fonti musicali di importanti musicisti polacchi è rappresentato dalla nuova edizione del Quartetto per archi in re minore e del Quartetto per archi in fa maggiore di Stanisław Moniuszko, due pagine che incarnano le uniche opere da camera completamente indipendenti scritte da questo compositore. Questi due quartetti ci sono pervenuti insieme, sotto forma di un unico manoscritto autografo, e risalgono al periodo giovanile della produzione di Moniuszko, che li scrisse tra il 1837 e il 1840 mentre studiava composizione a Berlino. Con il passare degli anni, il compositore mostrò sempre meno interesse per la musica strumentale, concentrandosi sempre più su opere dedicate al canto e la musica di scena. Fu solo nel 1895, su iniziativa della Sezione Stanisław Moniuszko della Warsaw Music Society, che il primo dei quartetti fu eseguito in un concerto monografico. La stessa Sezione fu anche responsabile della prima pubblicazione, avvenuta nel 1909, di entrambi i quartetti.

La nuova edizione dei quartetti rivede la precedente curata da Krzysztof Mazur, che fu il primo a confrontare i manoscritti esistenti con le parti pubblicate nel 1909. Questa edizione si basa sulla fonte dettagliata di Mazur e sulla successiva ricerca bibliografica sui quartetti. La maggior parte delle modifiche apportate alla partitura e al commento di revisione riguardavano aggiunte e correzioni, interessate principalmente all’articolazione di entrambe le opere. Come ha notato lo stesso Mazur nella sua introduzione all'edizione precedente, la maggiore difficoltà nel lavoro editoriale è stata causata dalle differenti annotazioni sui manoscritti, anche ad opera dello stesso Moniuszko. Anche alla luce di queste evidenze, per questa nuova edizione si è deciso di offrire la forma più originale possibile della partitura di entrambe le opere e, come nell'edizione precedente, di replicare unicamente quanto scritto non a matita, apportando solo correzioni e aggiunte essenziali all’articolazione e alla dinamica.

Stanisław Moniuszko, Quartetto per archi in re minore e Quartetto per archi in fa maggiore, PWM Edition
Stanisław Moniuszko, Quartetto per archi in re minore e Quartetto per archi in fa maggiore, PWM Edition

Tornando al progetto “L’eredità della musica polacca”, nell’ambito della seconda fase del programma, il cui sviluppo è previsto tra il 2022 e il 2030, sarà completato il patrimonio di tutti i venticinque compositori individuati tra i principali testimoni di questa tradizione dimenticata. Verrà inoltre istituito un portale Internet e verranno pubblicate le registrazioni delle opere.

In particolare, un elemento importante del progetto sarà la formazione di personale editoriale adeguatamente qualificato nella documentazione e analisi delle fonti e nell'editing di spartiti, il cui numero limitato è attualmente uno dei limiti principali al recupero e alla valorizzazione di questo capitale musicale. In questa direzione, oltre ai corsi intensivi, il Fryderyk Chopin Institute e la PWM Edition hanno infatti avviato presso l'Università di Cracovia di un progetto pilota rivolto a studenti ed ex studenti della stessa Università e dell'Accademia di musica della medesima città. Per i prossimi anni è previsto inoltre l’ampliamento di queste opportunità educative e formative ad altri centri accademici del Paese

Sviluppato attraverso questa articolazione, il progetto offre quindi l’opportunità di affrontare e superare le cause alla base della limitata presenza della cultura musicale polacca nei circuiti concertistici del mondo, riportando la Polonia tra quei Paesi che non solo conoscono e rispettano il proprio patrimonio culturale, e musicale nello specifico, ma ne valorizzano attivamente la valenza potenziale anche nell’ottica di una sempre più sistematica ed efficace azioni di promozione culturale in ambito internazionale.

Per maggiori informazioni sul progetto “L'eredità della musica polacca” si può consultare il sito di PWM Edition.

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