Monteverdi Festival, un cartellone di contrasti

La responsabile artistica Lisa Navach racconta il programma del Monteverdi Festival 2019, fino al 1° giugno a Cremona

Accademia Bizantina - Monteverdi Festival 2019
Accademia Bizantina
Articolo
classica

Contrasti creativi, come filo conduttore dell’edizione numero 36 al Monteverdi Festival di Cremona. Un cartellone ricco di proposte interessanti, star dell’antica e giovani promesse. Sedici concerti in un mese, dal 2 maggio al 1° giugno, musica a notte fonda o al mattino, in sei diverse location: dal Teatro Ponchielli – per un originalissimo allestimento dell’Orfeo monteverdiano, all’Auditorium del Museo del Violino, ai chiostri e chiese del centro città, per poi concludere con la tradizionale crociera sul Po, navigando a suon di musica da Cremona a Venezia, via Mantova, le tre città monteverdiane.

A Cremona Orfeo è un millennial

«Una scelta tra i migliori ensemble di oggi!» racconta Lisa Navach, responsabile del progetto artistico del festival. «Per la prima volta ospiteremo il prestigioso Le Poème Harmonique di Vincent Dumestre (sabato 11 maggio) con un programma metamorfico in cui i madrigali guerreschi si trasformano in lamentazioni sacre. Una trasfigurazione, dal profano al sacro, delle composizioni di Monteverdi».

«Dopo anni di assenza tornerà Odhecaton, lo storico ensemble italiano di Paolo Da Col (venerdì 17 maggio), con un programma su Monteverdi. Opere religiose del periodo veneziano in un “contrasto” di stili: lo stile antico, osservato “da cappella”, e lo stile moderno della scrittura concertata e il canto a voce sola.

«Per il Requiem a sei voci di Victoria, capolavoro rinascimentale, con i Tenebrae, diretto da Nigel Short, ensemble britannico noto per le sue esecuzioni definite di una “bellezza devastante”, abbiamo pensato alla suggestione di un concerto notturno (sabato 18)».

E il Vespro di Monteverdi?

«Quest’anno è affidato agli scozzesi del Dunedin Consort di John Butt (sabato 25), per la prima volta a Cremona. Bravissimi!».

Prosegue la collaborazione con il festival d’Ambronay?

«La collaborazione con istituzioni europee, come il Progetto EEEmerging (Emerging European Ensembles) è un’occasione di scambio per conoscere nuovi ensemble della musica antica. Cantoría, formatosi alla Escola Superior di Barcellona, proporrà musica rinascimentale del Siglo de Oro, un repertorio di villancicos ed ensaladas (domenica 5 maggio)». 

Parlaci invece di Residenza Cremona Barocca…

«Quello della residenza è un progetto di valore enorme. Dà spazio ai giovani, nutre il futuro della musica antica. Una settimana di workshop dell’antica, con Ottavio Dantone, Delphine Galou e l’Accademia Bizantina. Venti musicisti, tra i 18 e i 30 anni, selezionati tra 80 candidature arrivate da tutta Europa, giovedì 9 maggio concluderanno il percorso con un concerto diretto da Alessandro Tampieri. Il giorno dopo, Accademia Bizantina e Delphine Galou, che per "Agitata Infidu Flatu" della Juditha Triumphans di Vivaldi hanno meritato il Gramophone Awards 2018, saranno all'Auditorium del Museo del Violino».

Come vagliate le proposte, come le selezionate?

«Ne riceviamo tantissime. Tutte importanti, ma poi bisogna fare una scelta. Il programma è variegato. Il filo conduttore c’è ma cerchiamo anche la commistione dei generi. Negli anni passati era il jazz, quest’anno la musica popolare. Penso all’Ensemble Terra d’Otranto, con il suo repertorio “terapeutico”, secondo fonti storiche, dedicato alla tarantismo (domenica 26). E penso alla danza: una prima assoluta, sconfinando quindi nella Rassegna Danza 2019, con la Compagnia di Tero Saarinen e la Helsinki Baroque Orchestra (mercoledì 29 maggio) per una multidisciplinare creazione coreografica, partendo da una lettura contemporanea dei Madrigali di Monteverdi».

Se hai letto questo articolo, ti potrebbero interessare anche

classica

La vita e l'arte della dimenticata compositrice russa in 10 tappe, tra registrazioni inedite e rarità

classica

Un ambizioso progetto a Cremona per il recupero e la conservazione di un prezioso patrimonio di rulli per autopiano

classica

Conversazione con Gianmario Borio, direttore dell’Istituto per la Musica della Fondazione Giorgio Cini di Venezia