ARTE celebra Puccini

Ermonela Jaho @FadilBerisha
Ermonela Jaho @FadilBerisha
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classica

In occasione delle celebrazioni del centenario della morte di Giacomo Puccini, la piattaforma culturale ARTE propone due tra i maggiori titoli di teatro musicale del compositore italiano in diretta streaming dal Teatro alla Scala di Milano e dal Festival d'Aix-en-Provence. Per l’occasione abbiamo intervistato Veronka Köver, responsabile di arte.tv - Association Relative à la Télévision Européenne – che, oltre ad illustrare le due proposte culturali, ripercorre la storia di quello che è diventato il marchio editoriale e culturale leader in Europa.

 

Per celebrare il centenario della morte di Giacomo Puccini, ARTE proporrà due live: quali titoli d'opera sono in programma?

«Per il centenario di Puccini, portiamo sugli schermi di tutta Europa due delle sue opere più amate. Dopo aver trasmesso Turandot in diretta streaming dal Teatro alla Scala di Milano lo scorso 4 luglio, il 13 luglio presenteremo Madama Butterfly dal prestigioso Festival d'Aix-en-Provence. Queste produzioni rappresentano la parte inziale del nostro contributo alla celebrazione annuale dell'opera di Puccini, mentre altre sono in arrivo in autunno. Le trasmissioni saranno disponibili su arte.tv/concert, con sottotitoli in italiano, pronte a portare la magia di questi capolavori direttamente nelle case degli ascoltatori».

 

Con quale criterio sono state selezionate le due sedi?

«Scegliere il Teatro alla Scala e il Festival d'Aix-en-Provence non si è trattato di puntare su due nomi qualunque. Questi luoghi rappresentano la crème de la crème del mondo dell'opera. La Scala, dove Turandot ha debuttato per la prima volta nel 1926, è praticamente la casa dell'opera di Puccini, mentre Aix-en-Provence è nota per offrire nuova vita alle opere classiche.

Ma c'è di più. Con ARTE abbiamo costruito una rete di dozzine di teatri d'opera in 15 paesi europei. È come una grande orchestra europea, se si vuole, dove ogni teatro gioca la sua parte. Siamo sempre alla ricerca di produzioni per il nostro pubblico, che si tratti di classici senza tempo o di nuove audaci interpretazioni».

Quali obiettivi vuole raggiungere ARTE con questi eventi?

«Con questi streaming puntiamo a qualcosa di più grande di una semplice serata all'opera. Celebriamo Puccini, la cui musica affascina il pubblico da oltre un secolo. La sua capacità di suscitare emozioni è senza tempo, e vogliamo condividere quella magia con quante più persone possibile. Spalanchiamo così le porte di questi prestigiosi teatri a tutti coloro che dispongono di una connessione Internet. Opera di alta qualità, accessibile a tutti: questa è la nostra missione.

Infine, celebriamo lo spirito internazionale dell'opera. Lo stesso Puccini è stato un pioniere in questo, intrecciando diverse influenze culturali nelle sue opere, fondendo la passione italiana con influenze asiatiche sia in Turandot che in Madama Butterfly. Oggi portiamo avanti questa fiaccola presentando produzioni che riuniscono talenti diversi provenienti da tutta Europa e oltre».

Turandot e Madama Butterfly sono dirette da Michele Gamba e Daniele Rustioni: come si completa il cast?

«Per queste produzioni abbiamo riunito un cast davvero stellare: in Turandot alla Scala abbiamo nientemeno che Anna Netrebko nel ruolo della protagonista. Accanto al soprano, il tenore Yusif Eyvazov nei panni dell'audace principe Calaf. Alla guida dell’orchestra sarà Michele Gamba, astro nascente nel mondo della direzione d’orchestra.

Per Madama Butterfly ad Aix-en-Provence, siamo onorati di avere Ermonela Jaho nel ruolo di Cio-Cio-San. Accanto a lei, il tenore Adam Smith interpreta Pinkerton, con Mihoko Fujimura nei panni di Suzuki e Lionel Lhote in quelli di Sharpless. A dirigere, Daniele Rustioni.

Queste produzioni mostrano la natura internazionale dell'opera oggi. Per Butterfly abbiamo un regista teatrale tedesco, Andrea Breth, che lavora con un soprano albanese e un direttore d'orchestra italiano su un palcoscenico francese. È questo tipo di collaborazione artistica, oltre i confini, che rende l'opera così emozionante e rilevante».

La rete televisiva ARTE nasce nel 1992: come si è sviluppata da allora?

«ARTE ha fatto molta strada dal suo debutto come canale televisivo franco-tedesco nel 1992. Il nostro statuto intendeva promuovere la comprensione tra i popoli europei, parole grandi per far parlare l'Europa!

Tornando a oggi, siamo diventati un marchio editoriale e culturale leader in Europa. Non siamo più solo in TV: siamo passati al digitale con arte.tv, proponendo la cultura in sei lingue diverse. Oltre al francese e al tedesco, offriamo più di 1.500 programmi in italiano, inglese, spagnolo e polacco. Il pubblico può vederci sul telefono, tablet o smart TV.

Stiamo parlando di 1000 ore di trasmissioni in diretta tra arte performativa, documentari e spettacoli culturali. In questo momento, siamo nel bel mezzo di uno stravagante festival musicale estivo!

Dal 2015, l’Unione Europea intervenne per aiutarci a diffondere l’amore per la cultura. Così ora, grazie al loro sostegno, il 70% degli europei può essere raggiunto nella propria lingua madre.

Dalla stretta di mano franco-tedesca, all'abbraccio di gruppo europeo: questa è la storia di ARTE. Non stiamo solo osservando l'evoluzione della cultura, stiamo contribuendo a dargli forma».

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