40 anni di videogame music, da Pac-Man a Thundercat

Quarant'anni fa usciva nelle sale giochi Pac-Man: 10 pezzi per scoprire quanto la musica da videogioco abbia influenzato le nuove generazioni di musicisti e producer

PacMan - musica per videogiochi
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Quarant’anni fa proprio in questi giorni, in alcune sale giochi giapponesi, faceva capolino il cabinato di un videogame che di lì a poco avrebbe sconvolto non solo il mercato degli arcade e la storia dei videogiochi, ma la popular culture tutta. Il nome di quel gioco il cui protagonista era la stilizzazione di una pizza senza uno spicchio che il suo ideatore Tōru Iwatani stava per addentare, è entrato a far parte dei vocabolari di tutte le lingue del mondo come sinonimo di videogioco: Pac-Man

Undici anni dopo quello che è stato a tutti gli effetti una vera e propria Tunguska videoludica, su una console casalinga veniva pubblicato il primo capitolo di una saga che sconvolse il mondo di quelli che, in gergo tecnico, vengono chiamati Beat’em up o Brawler: Streets Of Rage. Mentre il mondo Arcade dei picchiaduro a scorrimento era dominato dalla Trimurti formata da Double Dragon, Final Fight e Vendetta, il mercato casalingo non poteva contare su un titolo che potesse reggere il confronto e l’avvento di S.O.R. e dei suoi seguiti ha potuto garantire a migliaia di ragazzi e ragazze di giocare, comodamente a casa, con uno dei migliori esponenti di quel genere videoludico.

E la musica in tutto questo cosa c’entra? La musica c’entra eccome. Cosa accomuna Fatima Al Qadiri, Thundercat, Ikonika, Flying Lotus, Frank Ocean e Kode9? Oltre alla lapalissiana evidenza che siano tutti musicisti, tutti i nomi qui sopra sono stati ispirati nel loro processo di crescita dalle O.S.T. dei videogames, tanto da citarli nei propri testi (“Get me a Persian rug where the center looks like Galaga”, canta Frank Ocean in “Oldie” in compagnia degli Odd Future) o da campionarne suoni e musiche.

RedBull Academy ha dedicato addirittura ai pionieri della musica da videogioco una serie di approfondimenti dal titolo Digging In The Carts: The secret history of Japanese video game music (qui trovate tutte le puntate), con interviste ai compositori e ai tanti musicisti e producer che da quelle colonne sonore hanno tratto ispirazione. 

Non è sempre stato così. Agli albori dei video game c’era solo silenzio: non un silenzio volutamente cercato come i 4:33” di John Cage, ma un silenzio dettato dai limiti tecnici dell’hardware che si aveva a disposizione. Chissà quali musiche avrebbero scelto, nel 1952, i programmatori di OxO in quello che poi è passato alla storia come il primo gioco della storia (una sorta di tris) se avessero avuto la possibilità per accompagnare la partita dei due sfidanti: Il primo movimento di The Rite of Spring? Un Notturno di Chopin? 

In occasione del quarantesimo compleanno di Pac-Man e della pubblicazione qualche settimana fa del quarto capitolo di Streets Of Rage, abbiamo scelto dieci tracce tratte da colonne sonore di videogiochi, alcune famosissime e altre decisamente meno per farvi conoscere un mondo, quello della videogame music, ancora visto con sospetto e, a volte, pregiudizio.

1. Shigeichi Ishimura & Toshio Kai – “Pac-Man Theme” (Pac-Man)

Non si può non partire dal festeggiato. Arrivato in alcune sale giochi nel maggio 1980 (ufficialmente si dovette aspettare il luglio dello stesso anno per vederlo veramente dappertutto), Pac-Man divenne nel giro di pochissimo tempo un vero must per i ragazzi di quegli anni. Si calcola che i cabinati del gioco targato NAMCO abbiano generato un giro economico vicino ai sette miliardi di dollari. Mica male per un gioco il cui successo, a detta del team di programmatori capitanati da Tōru Iwatani, era del tutto inaspettato. Tra quegli artigiani del pixel c’erano anche Shigeichi Ishimura e Toshio Kai, fautori di uno dei più iconici e riconoscibili accompagnamenti sonori e che hanno reso immortale il paku paku mandibolare del personaggio.

Haruomi Hosono, musicista enorme conosciuto ai più per aver suonato il basso nella leggendaria Yellow Magic Orchestra, nel 1984 ha curato e arrangiato una serie di colonne sonore di giochi Namco come Dig Dug, Xevious, Galaga e, naturalmente, Pac-Man. 

Anche “Weird Al” Jankovic ha tributato il famoso videogioco, trasformando la famosa Taxman dei Beatles in Pac- Man, ode al giallo pallino in caccia di fantasmini e ciliegie. 

«Well it takes a lot of cash to play
(Pacman, get the cherry)
So I'm gonna sell my house today
(Pacman, eat 'em up)
I'm playin' Pacman
Yeah it's the Pac-ma-an» – “Weird Al” Jankovic – "Pac-Man"

2. Olivier Derivière – “Funky HQ” (Streets of Rage 4)

Semplicemente il più famoso compositore per videogames francese e forse, al momento, europeo. Autore delle musiche di Alone in The Dark (il reboot, non quello originale di inizio anni Novanta), Remember Me, Obscure e del Blockbuster Assassin Creed IV: Black Flag, Olivier Derivière con la colonna sonora di Streets of Rage 4 ha compiuto non uno, ma due miracoli: il primo è quello di aver composto una O.S.T. di altissimo livello che è degna erede di quelle composte da Yuzo Koshiro e Motohiro Kawashima; il secondo, e questo non era scontato, ha messo d’accordo l’esigentissima fan base. Autore di diciassette tracce su trentacinque (le altre sono appannaggio di nomi come Yoko Shimomura e i già citati Koshiro e Kawashima) Derivière si muove leggiadramente tra la fusion, acid jazz, la techno e il funk. 

3. Reyn Ouwehan – “The Last Ninja 3 Intro” (The Last Ninja 3)

Non si sa molto di Reyn Ouwehand, a parte essere l’autore di decine di colonne sonore di film minori. L’unica cosa certa è che, nel 1991, ha scritto una delle colonne sonore più incredibili della storia del Commodore 64, componendo sul miracoloso MOS S.I.D. (acronimo che sta per Sound Interface Device, il chip sonoro del “biscottone” Commodore) la colonna sonora di The Last Ninja 3. La intro è, ancora oggi, un capolavoro di chip music e pixel art. Ah, quando compose l’intera soundtrack, Ouwehand aveva solo diciassette anni.

4. Chris Hülsbeck – “Concerto For Laser and Enemies” (Turrican II)

Se c’è un musicista “prestato” ai videogiochi, quello è di sicuro Chris Hülsbeck. Tedesco, cinquant’anni, Hülsbeck ha scritto più di settanta colonne sonore per videogiochi, passando dal C64, al Nintendo Gamecube, passando per Atari St e Amiga. Proprio sul 16-bit di Casa Commodore il compositore tedesco ha raggiunto piena maturità, scrivendo capolavori come X-OUT, Jim Power In Mutant Planet, Apidya e la saga di Turrican. Per inquadrarlo un po’, si può dire che il nostro tedescone ha sul comodino la foto di John Williams e nel portafoglio il santino di Alan Silvestri. Concerto For Laser and Enemies è un po’ la summa del pensiero Hülsbeck-iano. Accompagnamento sonoro della sezione a bordo di un’astronave, Concerto For Laser and Enemies è uno dei capolavori del genio di Kassel, di cui esiste anche un’orchestrazione eseguita dalla Norrköping Symphony Orchestra registrata per il venticinquesimo anniversario della colonna sonora di Turrican II. 

5. Masato Nakamura – “Spring Yard Zone” (Sonic the Hedgehog)

Sonic The Hedgehog fu un vero fenomeno di massa. Veloce, colorato e accompagnato da una colonna sonora accattivante, Sonic è stato in cima alle letterine di Santa Claus del 1991, anno in cui per la prima volta appariva con un gioco tutto per sé. SEGA era alla ricerca di un personaggio che potesse competere con l’“uomo immagine” di Nintendo, Mario, e dopo vari tentativi e mascotte non ufficiali efficaci ma non proprio all’altezza (Alex Kidd), i designer tirarono fuori Sonic, porcospino blu dalla velocità sonica. 

Thundercat, bassista funambolico per Fly-Lo, Kamasi Washington, Kendrick Lamar e grandissimo appassionato di videogiochi, ricorda che Spring Yard Zone è stato il suo primo incontro con il funk e uno dei primissimi motivi che poi lo hanno portato ad abbracciare il basso. Non Bootsy Collins, non Billy Bass Nelson, no no, ma i bassi dello Yamaha YM2612 sparati magistralmente da Masato Nakamura nell’iperuranio del funk a 16 bit. 

6. Hiroshi Kawaguchi – “Passing Breeze” (Out Run)

Alzi la mano chi non ho mai giocato a OutRun. Bene, è arrivato il momento di recuperare. Pensate di essere sulle autostrade americane, della Florida, a bordo di una Ferrari Testarossa e con al fianco una ragazza mozzafiato. Se condite il tutto con una “grafica 3D” (virgolettato d’obbligo) per l’epoca incredibile e una colonna sonora che, addirittura, si poteva scegliere all’inizio della partita. Muovendo il volante a sinistra o a destra tra le emittenti radio si poteva scegliere tra ben tre tracce: “Magical Sound Shower”, “Splash Wave” e “Passing Breeze”. Sì, perché il cabinato di Outrun (una vera delizia) era la riproduzione di una Ferrari con un vero volante, uno dei primissimi cabinati “immersivi”. “Passing Breeze” è un latin jazz esotico da spiaggia con le palme, cocktailino rigorosamente con l’ombrellino (un must degli anni Ottanta, come le bandiere sui panini al latte delle feste) e occhiali a specchio. Se dovessi scegliere un jingle per uno spot sugli ottanta, beh su quello non avrei assolutamente dubbi. 

7. Yuzo Koshiro – “Slow Moon” (Streets of Rage 2)

Il Golden boy delle O.S.T. giapponesi. Figlio di una pianista classica, Yuzo Koshiro viene mandato a lezione da Joe Hisashi, compositore di tutte le colonne sonore dello Studio Ghibli di Hayao Miyazaki. Una sorta di passaggio di consegne. I suoi ascolti però vanno in altre direzioni: gli piacciono la techno, la house inglese e ha un debole per i Soul II Soul, tutte cose che emergono prepotentemente nelle sue composizioni, soprattutto quelle contenute nei primi due Streets Of Rage. 

Flying Lotus e Fatima Al Qadiri affermano che Yuzo Koshiro sia stato uno delle loro più grandi influenze musicali e che Streets of Rage sia uno dei loro giochi preferiti di tutti i tempi. Prima i musicisti avevano altri background e venivano assoldati dalle software house per comporre musiche considerate minori, composizioni che poi hanno ispirato i migliori producer e musicisti di questa generazione. Una vera e propria “Change of The Guard”, per citare Kamasi Washington.

8. Toshiharu Yamanishi – “Sand Hell” (Thunderforce 4)

Compositore la cui carriera è legata indissolubilmente alla saga di Thunderforce su Sega Genesis, Toshiharu Yamanishi è riuscito a portare l’heavy metal a un livello mai raggiunto prima nella game music. Non fu il primo, anzi: in precedenza la Konami, software house famosa per i brand di Castlevania, Contra, Silent Hill e Metal Gear Solid, era facilmente riconoscibile per le sue colonne sonore heavy di cui Kinuyo Yamashita e Satoe Terashima erano indiscussi maestri. 

9. John Foxx & The Nation 12 – “Into the Wonderful” (Gods)

John Foxx (sì, quel John Foxx autore di Metamatic e voce principale dei primi tre album degli Ultravox!) negli anni Novanta porto la sua sperimentazione negli ambienti videoludici. Ispirato dalla scena House di Detroit e Londra cominciò una collaborazione con Bomb The Bass che lo portò a comporre alcune tracce per Gods e Speedball II, capolavori per Commodore Amiga targati Bitmap Brothers. 

10. Jon Hare & Richard Joseph – “War Has Never Been So Much Fun” (Cannon Fodder 2)

Quella banda di scappati di casa che erano i Sensible Software hanno scritto pagine importanti del videogioco anni Novanta, pubblicando su Amiga e sulle principali piattaforme di quegli anni capolavori del calibro di Sensible Soccer, WizKid e Cannon Fodder. Jon Hare e Richard Joseph (quest’ultimo morto nel 2007) si sono occupati spesso di comporne le musiche, sfornando motivetti micidiali e accattivanti. Il reggaettino di “War Has Never Been So Much Fun” che introduceva il secondo capitolo di Cannon Fodder è, ancora oggi, una delle tracce più famose di quegli anni. 

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