Strauss e l'opera allo specchio

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Recensione
classica
Teatro Comunale Ferrara
Richard Strauss
14 Gennaio 2005
Anche nel rigoglioso terroir emiliano romagnolo, nel quale vegetano generosi in un fazzoletto d'Europa Abbado e Maazel e Muti, si deve talora fare i conti con le ristrettezze dell'oggi. Un caso tra altri, e tra i più urgenti, è quello di Ferrara, capace d'inaugurare il 2005 con una straordinaria soluzione dell'equazione spendo poco-faccio bene. La produzione di questa Ariadne auf Naxos – a Modena il 21 e 23 gennaio – proviene dal São Carlos di Lisbona, che ci presta anche un Zoltan Pesko capace nella maturità di lasciarsi andare e respirare come non faceva quando trent'anni fa era cittadino emiliano, e ci presta un'onesta e non più Orchestra Sinfonia Portoghese. Certo, questo capolavoro Strauss-Hofmannsthal lo hai nella memoria con altri spessori e ceselli orchestrali, ma è ben raro riuscire a spender poco e nulla per scene e costumi tanto adeguati (Daniele Spisa e Ortensia De Francesco nell'ordine), mettere insieme un cast con le eccellenze di Elisabeth Meyer-Topsoe, un'Arianna autorevolissima e vivida di colori, della nostra Daniela Bruera sfrontatamente vittoriosa di fronte alla prova suprema del rondò finale di Zerbinetta, di Michelle Breedt che fa un Compositore en travesti di squisita mobilità vocale e attoriale. La punta di diamante è la splendida regia di Toni Servillo, che riflette alla perfezione questo gioco di specchi di Ariadne scegliendo in fondo di non decidere 'filosoficamente' da che parte stare (è la farsa con le maschere, la realtà, o la realtà è il tormento di Arianna e le maschere sono teatro?). Il teatro nel teatro di Servillo, che trasmuta in riflessione sui percorsi itneriori dei protagonisti, inizia prima e finisce dopo i limiti dell'azione, la quale ha inizio e fine dalla platea; il gioco drammatico sulla scena è nella farsa alla ribalta teatro purissimo (favorito da un cast di non comune duttilità), per volgere al mito nell'essenziale astrazione dell'Ariadne "vera e propria" accolta da una scena che rinvia alla Bayreuth dei tempi d'oro. Successo vivissimo.

Note: Coproduzione Teatro Comunale di Ferrara, Fondazione Teatro Comunale di Modena, Teatro Nacional de São Carlos/Lisbona. VERSIONE IN LINGUA ORIGINALE CON SOPRATITOLI

Interpreti: Richard Jaeckle, Rolf Haunstein, Michelle Breedt, Bacchus Jon Villars, Moreno Finotelli, Ferdinand Seiler, Giulio Alvise Caselli, Danilo Serraiocco, Daniela Bruera, Elisabeth Meyer-Topsoe, Luís Rodrigues, Carlos Guilherme, Hye-Soo Sonn, Corby Welch, Marta Kosztolanyi, Jordanka Milkova, Dora Rodrigues

Regia: Toni Servillo

Scene: Daniele Spisa

Costumi: Ortensia De Francesco

Orchestra: Orchestra Sinfonica Portoghese

Direttore: Zoltán Peskó

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