Il respiro di Hosokawa

Successo a Firenze per il concerto del G.a.m.o.

Recensione
classica
Gamo Firenze
08 Dicembre 2012
Musica colta contemporanea di tipo occidentale ma cercata e disposta in base a logiche diverse, oltre la passione europea per la costruzione, per la soggettività, per la “sorpresa”, ascoltando il suono in maniera calma, come un dato, prima di tutto, di natura: è questa la prima cristallizzazione dopo l’ascolto della musica di Toshio Hosokawa, compositore oramai oggetto di una sorta di culto tra i frequentatori della Nuova Musica, alla fine del bel concerto organizzato dal G.a.m.o. (Gruppo Aperto Musica Oggi) alla Stazione Leopolda nell’ambito del quindicesimo Nimi Japan Expo Festival, con Vertical Song I per flauto (Roberto Fabbriciani), Melodia per fisarmonica (Francesco Gesualdi), Etude I per pianoforte (Gregorio Nardi), Lied per flauto e pianoforte, Birds Fragments III per flauto e pianoforte. Il compositore nato a Hiroshima nel 1955 ha infatti studi europei, berlinesi per la precisione, e le sue indagini sul pianissimo e sulla soglia suono-rumore possono ricordare l’ultimo Nono, o Helmut Lachenmann. Ma la combinazione di straordinaria purezza delle linee e finezza del segno, e soprattutto il respiro naturale della sua musica, come ben messo in risalto da Gregorio Nardi nell’introdurre il concerto, evocano altri scenari, all’insegna di una rimeditazione profonda e molto personale su dati e caratteri della musica classica giapponese. Ne deriva la fine calibratura del peso delle sonorità nel pezzo per pianoforte, la fusione fra esecutore e strumento propria della scrittura flautistica contemporanea ma come percorsa da un alito più misterioso ed emozionante, l’intreccio sempre luminoso e limpido delle linee, nei pezzi a due, ma anche nelle due “voci” evocate dalla straordinaria Melodia per fisarmonica. Ottime esecuzioni, caloroso successo.

Se hai letto questa recensione, ti potrebbero interessare anche

classica

Riuscitissimo recupero dell’opera di André Grétry nella prima produzione propria dell’Opéra Royal di Versailles

classica

L’Otello di Gioachino Rossini nell’allestimento di Damiano Michieletto apre la stagione dell’Oper Frankfurt

classica

Una coincidenza porta l’opera di Alessandro Melani a Pisa a pochi giorni di distanza dalle rappresentazioni di Roma, dopo 350 anni