Sul Tevere La Senna festeggiante

Il 18 gennaio la stagione da camera dell'Accademia di Santa Cecilia presenta la serenata di Vivaldi La Senna festeggiante RV693.

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Il 18 gennaio la stagione da camera dell'Accademia di Santa Cecilia presenta la serenata di Vivaldi La Senna festeggiante RV693, nell'esecuzione di Rinaldo Alessandrini e del suo Concerto Italiano. Al tempo di Vivaldi la serenata era una composizione a metà strada fra la cantata e l'opera, ma senza riferimenti precisi a una realizzazione scenica, e solitamente aveva un argomento celebrativo: in questo caso il libretto di Domenico Lalli prevede tre personaggi, ovvero l'Età dell'oro (Invernizzi, soprano), la Virtù (Prina, contralto) e la Senna (Olivieri, basso), e tesse un'allegorica esaltazione di Luigi XV e di Parigi, per cui si suppone che la serenata fosse destinata all'ambasciata francese a Venezia, o addirittura al castello di Versailles. È una composizione di dimensioni molto ampie, divisa in due parti, la prima preceduta da una sinfonia in stile italiano e la seconda da un'ouverture in stile francese. A parte tre duetti tra soprano e contralto, i trentacinque numeri della Senna festeggiante sono tutte arie, nella grande maggior parte col da capo, che richiedono notevoli doti virtuosistiche, come "L'usignol che sen vola cantando", quando il soprano ha un insidioso ribattuto sulla stessa sillaba, e "In quest'onde", dove il contralto deve sostenere una gara di agilità con il violino, e ancora l'aria di esordio "Qui nel profondo del cupo fondo", che richiede al basso note acute e ardui vocalizzi.