Il Roma Jazz Festival passa in streaming

L'edizione numero 44 sarà trasmessa in streaming HD: otto concerti, a partire dal 10 novembre

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Roma Jazz Festival Luca Aquino
Luca Aquino (foto di Roberto Cifarelli)

Il Roma Jazz Festival si trasforma. Dopo l’ultimo provvedimento governativo che ha imposto la chiusura dei teatri, cinema e sale da concerto per contrastare la diffusione del coronavirus, lo scenario che si era delineato era piuttosto oscuro. Ciononostante, uno dei più importanti appuntamenti dedicati al jazz e ai suoi nuovi percorsi, sceglie, in quest’anno così complicato, di andare in un’altra direzione, lanciando il proprio messaggio di resistenza.

Saranno trasmessi otto live in streaming HD, grazie anche all’alleanza con la piattaforma internazionale LIVE NOW (i live potranno essere fruiti in diretta in alta definizione da un pubblico internazionale) e all’inaugurazione del primo ciclo di concerti trasmessi online e a pagamento, usufruendo del nuovo teatro di posa ad alta tecnologia allestito nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica.

Ideato e organizzato da IMF Foundation in co-produzione con la Fondazione Musica per Roma, il Roma Jazz Festival conferma pertanto la sua edizione numero 44 dal titolo Jazz for Change (dopo Jazz is now nel 2018 e No borders del 2019) ed entra di fatto nella nuova offerta culturale digitale promossa dalla Fondazione. Una trasformazione civile, sociale e culturale fondamentale, in un momento in cui tutto il mondo è chiamato ad interrogarsi su questioni cruciali.  Verrà inaugurato, pertanto, un ciclo tematico triennale dedicato al futuro e all’innovazione, immaginando un nuovo modo di concepire e vivere gli spazi, anche quelli creativi.

Slitta al 10 novembre l’apertura del festival, originariamente prevista il 29 ottobre, ma sono ben 8 i concerti confermati sui 14 programmati inizialmente. Dalla prima mondiale di Gong, progetto di Luca Aquino con le immagini inedite di un artista del calibro di Mimmo Paladino, alla musica “politica” degli Area Open Project, che presentano il loro nuovo album. Dalle atmosfere caraibiche di Roberto Fonseca, Mino Cinelu e Yilian Cañizares, alle sonorità nordiche di Nils Petter Molvær. Protagonista anche il jazz “ecologista” di Enzo Favata, insieme al celebre geologo Mario Tozzi, per un concerto speciale tutto dedicato al Mediterraneo, passando per il concerto ipnotico di Alexander Hawkins e Hamid Drake e la melancolia di Salvador Sobral.

Ha detto Mario Ciampà, direttore artistico Roma Jazz Festival: «Il jazz è sempre stato e rimane una musica di resistenza ma non è solo musica», come dice Wynton Marsalis, «è anche un modo di stare nel mondo e un modo di stare con gli altri. E pensando al nostro pubblico, agli appassionati, ai lavoratori dello spettacolo, abbiamo deciso di andare avanti, riconoscendo il ruolo vitale che la musica può svolgere nella vita di ognuno. Questo è un momento storico per ascoltare, imparare, crescere, agire e cambiare».

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