Cultura e turismo

"Cultura e turismo? Binomio pieno di stereotipi. Vogliono farci credere che la gente arriva in Italia per il suo patrimonio artistico, e invece, come ha dimostrato l'Aga Khan in Costa Smeralda dove non c'è neppure un uno straccio di rovina, i motivi del turismo possono essere diversi. La mia impressione è che uno Stato che non difende il proprio territorio e lo lascia deturpare impunemente voglia usare la cultura come paravento." - dice sorridendo il professor Domenico De Masi

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"Cultura e turismo? Binomio pieno di stereotipi. Vogliono farci credere che la gente arriva in Italia per il suo patrimonio artistico, e invece, come ha dimostrato l'Aga Khan in Costa Smeralda dove non c'è neppure un uno straccio di rovina, i motivi del turismo possono essere diversi. La mia impressione è che uno Stato che non difende il proprio territorio e lo lascia deturpare impunemente voglia usare la cultura come paravento." - dice sorridendo il professor Domenico De Masi. Obiettiamo: Lei è presidente del Festival di Ravello (il festival che prende il via il 30 giugno e si concluderà il 17 settembre e che quest'anno ha come tema "La Passione") che in qualche modo fa da sponda al turismo... "Andiamoci piano: cosa vuole il turista medio? Prima di tutto rumore, molto rumore, meglio se monotono e fino a notte fonda. Poi vuole il neon, cosa che ha già scoperto ad Amalfi e a Capri oramai sfregiate. A me questo turista interessa poco." Caspita, lei descrive l'Estate Romana e Capri che quest'anno in alcune classifiche sul mare italiano è piombata al quint'ultimo posto: invece che turismo le interessa? "Gli studi ci parlano di un miliardo di viaggiatori l'anno: bisogna fare delle scelte. Esistono ancora persone che privilegiano un vero rapporto con la popolazione, la privacy e il silenzio, una accoglienza amichevole e non invadente. Gente interessata a vedere una mostra di giorno e la sera ad assistere a un concerto, che apprezza anche se c'è quiete a una certa ora. A Ravello lo hanno capito anche i negozianti, al punto che visto che il turista caciarone mordi e fuggi arrivava sempre con il pullman verso mezzogiorno e se ne andava via alle quattro, ha accettato di chiudere i negozi dalle 11. 45 alle 16." In sostanza guerra ai turisti della domenica: Regione ed Enti locali aiutano? "Insomma... ma sì, alcuni hanno anche buona volontà, però ogni volta che cambia giunta devi rispiegare tutto da capo e non è facile, perché se una cosa piaceva a quello di prima, il subentrante magari pensa di cambiarla. E che psicodrammi quando la tv locale o peggio ancora nazionale intervistano il presidente o il direttore artistico del Festival ma non il sindaco o l'assessore. Lasciamo perdere." Luca Del Fra