Spaccamonti e Arbeit in piazza CLN

Incrocio di chitarre ed effetti sonori tra Paolo Spaccamonti e Jochen Arbeit sull’asse Torino-Berlino 

Jochen Arbeit & Paolo Spaccamonti
Disco
Jochen Arbeit & Paolo Spaccamonti
CLN
Boring Machines / Escape From Today
2018

Domenica mattina, esco per andare a fare colazione al bar. Però, freddino! Quando abbandono il tepore del locale scarto subito la possibilità di una passeggiata. Rientro a casa a passo spedito, metto su il disco del nostro local hero Paolo Spaccamonti e di Jochen Arbeit, membro del movimento Geniale Dilettanten, chitarrista coi Die Haut e dal 1997 coi berlinesi Einstürzende Neubauten, e mi siedo in poltrona.

CLN sta per Comitato di Liberazione Nazionale ed è il nome dato a una piazza (ma sarebbe meglio dire piazzetta) del centro di Torino; nata come Piazza delle Chiese perché il retro delle due chiese di Piazza San Carlo le fanno da fondale, nel 1937 assume il nome di Piazza delle Fontane per merito delle due grandi fontane speculari raffiguranti il Po e la Dora Riparia realizzate dallo scultore Umberto Baglioni. Durante l’occupazione nazista l’Hotel Nazionale, presente fino a qualche anno fa in quella piazza, diventa la temutissima sede degli uffici della Gestapo. Dopo la Liberazione la piazza assume la sua attuale denominazione.

Bene, un disco che s’intitola CLN mi è subito simpatico, a pelle, ma aggiungo un’altra informazione: in uno degli appartamenti che si affacciano sulla piazza Dario Argento ha ambientato una delle scene più famose di Profondo Rosso, quella del primo omicidio. Dopo questa doverosa divagazione torno al disco (ho fatto davvero così: mi ero un po’ perso e l’ho rimesso da capo), per perdermi subito dopo. Come ha fatto Spaccamonti, un musicista che peraltro ha sempre amato collaborare con altri artisti, a entrare in contatto con Arbeit? La leggenda narra (no, non è una leggenda, è la verità, ma ho sempre sognato di poter usare questa espressione) che Arbeit fosse in un locale del quartiere Vanchiglia a Torino, spesso frequentato da musicisti stanziali e di passo, in compagnia di un comune amico e che dalle casse dell’impianto uscisse una traccia di Rumors, l’album realizzato da Paolo nel 2015.

Amore al primo ascolto, successivo contatto e la decisione di trovarsi qualche mese dopo per lavorare insieme, senza preparare nulla a tavolino. Il risultato sono i sette brani che compongono CLN: nessun titolo particolare, solo i numeri romani dall’I al VII. Tre ore di registrazioni condensate in una mezz’oretta di suoni, la chitarra più “cinematografica” di Spaccamonti (autore di sonorizzazioni di film muti e della colonna sonora del film Neve rosso sangue) a volte dialoga, a volte si scontra, con quella più “rumorosa” di Arbeit, dando vita a un continuum quasi psichedelico. Come ho già detto, non c’è un piano pre-ordinato ma, malgrado la totale libertà, i due si impongono di dare una forma alla musica, anche solo per divertirsi a distruggerla.Vi avverto, il disco cresce con gli ascolti: a questo proposito, concludo e lo rimetto da capo.