Paolo Benvegnù in acustico

Delle inutili premonizioni vol. 1 è una specie di piccolo best of di Paolo Benvegnù, in acustico

Paolo Benvegnu - Delle inutili premonizioni Vol. 1
Disco
pop
Paolo Benvegnù
Delle inutili premonizioni Vol. 1
BlackCandy
2021

Paolo Benvegnù non si può certo annoverare tra i più famosi cantautori d’Italia, ma chi lo segue fin dai suoi esordi, una ventina d’anni fa, non esita a considerarlo tra i migliori in assoluto nel suo ambito. Già leader degli Scisma, una delle più interessanti indie band del rock italiano degli anni Novanta, Benvegnù esordisce come solista nel 2003 con Piccoli fragilissimi film; da allora ha pubblicato altri 7 album, senza mai sbagliarne uno, e toccando in taluni casi (Le labbra (2008), Hermann (2011), H3+ (2017)) vette di reale eccellenza.

L’ultimo album, Dell’odio dell’innocenza, è del 2020, e sorprende abbastanza vedere quindi già ora una nuova pubblicazione, non essendo ma stato Benvegnù troppo prolifico. Registrato in presa diretta in un solo giorno, in realtà Delle inutili premonizioni è una rivisitazione in chiave acustica di pezzi già noti dell’autore, e il fatto che nel titolo sia contenuto un Vol. 1 lascia presagire che sia solo il primo episodio di una serie; al momento il disco può pertanto essere considerato un mini best of, che ricorda peraltro la modalità espressiva che Paolo ha usato in alcuni sporadici concerti della scorsa estate – ritrovi a numero chiuso in spazi all’aperto, come si può immaginare, per una performance di sola chitarra e voce.

Da una parte c’è quindi un po’ il rammarico di non ascoltare Benvegnù nel potenziale sonoro dei suoi lavori più articolati: uno dei suoi pregi è proprio quello di applicare un sound eterogeneo alle sue canzoni, rifuggendo il sound spoglio e scontato del cantautorato classico. Per contro, il formato asciutto ed essenziale di questi pezzi permette di apprezzarne la bellezza della struttura armonico-melodica, e se non li conoscete sarete sorpresi dalla loro forza emotiva: che si tratti di conclamati classici del repertorio (“Cerchi nell’acqua”, “La schiena”, “Il sentimento delle cose”) o di pezzi relativamente recenti che lo diventeranno a momenti (“In dissolvenza”, “Io ho visto”, “Avanzate, ascoltate”, “Andromeda Maria”, “Olovisione in parte terza”), sono canzoni luminose e struggenti, a conferma di un talento cantautorale che in Italia non è secondo a nessuno.

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