Mr. Mitch, una lettera d'amore per il clubbing

Lazy è il nuovo album del producer Mr. Mitch

Mr Mitch lazy
Disco
pop
Mr. Mitch
Lazy
Gobstopper
2021

Eh sì, contrariamente a quanto affermato dal titolo del suo nuovo album Lazy, Mr. Mitch, all’anagrafe Miles Mitchell, è tutt’altro che una persona pigra ed è proprio lui a spiegarci perché: «Non sono una di quelle persone che si siedono e fanno musica ogni santo giorno. La mia musica è fatta di piccole esplosioni, quando trovo il tempo oppure mi sento particolarmente creativo».

Un osservatore esterno può difficilmente accusare di cincischiare il produttore londinese, proprietario dell’etichetta discografica Gobstopper e co-fondatore della Boxed night. «Quando osservi da un’angolazione differente, ti rendi conto che faccio un sacco di cose: mando avanti un’etichetta discografica e una serata in un club, mi prendo cura di tre figli piccoli e ho un lavoro di otto ore al giorno. Posso tranquillamente affermare di non essere pigro».

Emerso dalla scena grime un po’ più di dieci anni fa, Mr. Mitch ha allargato il suo orizzonte musicale, garantendo alle sue produzioni un tocco leggero, oserei dire minimalista: gli ingredienti giusti ci sono tutti, ben distinti, senza confusione o eccessi.

L’album precedente, Devout, risale al 2017 e nel frattempo c’è stata una manciata di EP e qualche remix, tutti lavori portati a termine a scapito di ore di sonno. Poi a febbraio è comparso il singolo “Did We Say Goodbye” accompagnato da un video su Youtube: Miles ha coinvolto i suoi fan chiedendo loro di inviargli messaggi via Twitter in cui spiegavano che cosa mancasse loro di più dei club, vista l’impossibilità di frequentarli a causa della pandemia. Vi anticipo che in molti di essi ci possiamo riconoscere: ecco il risultato qui sotto.

Prima accennavo al suo minimalismo: bene, forse la vetta è raggiunta nella title track, col suo approccio less is more interamente focalizzato a esaltare la voce declamante di Manga Saint Hilare – «I’m starting to think I don’t think like you» –confermando una volta di più che Miles non ama le stratificazioni vocali.

Inevitabilmente il lockdown ha influito su questo disco, anche solo per avere concesso a Miles più tempo per lavorarci su: «Non sono così convinto che qualche anno fa sarei stato abbastanza coraggioso da mettere insieme tutti questi suoni e pubblicarli. L’album è piuttosto vario e non è attraversato da un singolo messaggio: siamo io e i suoni di cui sono preso. Nell’ultimo anno ho definitivamente imparato a fare solo quello che mi piace fare».

Lazy è un disco che bilancia con cura sperimentazione ed emozioni, introspezione melanconica e fiammate di energia da dancefloor, come nell’iniziale “Black Majic”, costruita sulla frase ripetuta più volte con scansione minacciosa, quasi da corteo, “Black girl booty magic”.

“In the Hills”, composta sulle colline di Ibiza, è ipnotica, attraversata com’è da sorprendenti riff di chitarra, mentre “What They Want” finisce per risultare un funk robotico.

Confesso di avere un debole per il soul futuristico di “Proud”, per le pulsazioni ipnotiche del synth di “Sleep” e per la bellezza maestosa di “Daydream of Me”, brano che costringe a ripetuti ascolti in loop, ma è tutto l’album a colpire, col suo sapore agrodolce ottenuto mettendo insieme il calore umido del dancefloor e l’introspezione più rilassata. L’attesa è stata premiata, Lazy è un tassello importante della possibile colonna sonora degli ultimi dodici mesi.

«Quando ti sembra che il mondo intorno a te stia crollando, alle volte ti sono sufficienti tre minuti per rimetterti in bolla. Ti sogno a occhi aperti» – Mr. Mitch

P.S. Possiamo considerare il brano “Did We Say Goodbye” una lettera d’amore per i club e i suoi frequentatori, in un periodo in cui non ci è concesso incontrarci per ascoltare musica e ballare. Ho trovato una similitudine con “Marea (We’ve lost dancing)”, brano di Fred again… in cui interviene con alcune riflessioni la dj The Blessed Madonna, conosciuta precedentemente come The Black Madonna; se guardate il video che l’accompagna, risulta straniante, per non dire intollerabile, il contrasto tra le immagini di gente che balla e le parole di The Blessed Madonna, che come una lama ci ricordano quanto ci manchino gli abbracci con le persone che amiamo, come sia difficile affrontare la vita giorno per giorno senza soluzioni a breve, come abbiamo dovuto rinunciare a cose che davamo come garantite.

E allora? «Quello che arriverà sarà meraviglioso, perché deve esserlo. Come potrebbe non esserlo?».

Speriamo che abbia ragione.

 

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