Il talento di Nicola Matteis

L'ensemble Ground Floor con la violinista Alice Julien-Laferrière rilegge quattro suite del compositore "napolitano" a Londra

Ground Floor
Ground Floor (foto di Jean-Baptiste Millot)
Disco
classica
Ground Floor
Il Genio Inglese. Nicola Matteis, a Neapolitan in London
Harmonia Mundi
2020

Arrivato a Londra attorno al 1670, in piena era della Restaurazione, Nicola Matteis divenne rapidamente famoso grazie al suo straordinario talento musicale. Di questo singolare personaggio non si conosce la data di nascita e le notizie biografiche si ricavano prevalentemente dagli scritti del collega Roger North, con il quale condivise alcune esperienze concertistiche.

Sul frontespizio di alcune raccolte musicali Matteis figura come “napolitano”, ma anche il luogo di nascita è incerto, e secondo North per alcuni anni percorse a piedi con il violino in spalla la Germania e altre parti d’Europa. Dalle testimonianze del tempo emergono il carattere ribelle e anticonformista, lo spettacolare virtuosismo con il quale suonava il violino utilizzando anche posizioni inusuali, e le sue doti di improvvisatore.

La sua presenza in Inghilterra favorì la diffusione della musica italiana e in particolare di quella violinistica, e oltre ad essere ammirato negli ambienti aristocratici, si fece apprezzare anche nei circoli dei musicisti amatori per i quali scrisse musiche alla loro portata.

Delle quattro suite di Matteis registrate dall’ensemble Ground Floor con la violinista Alice Julien-Laferrière, insieme ad alcune musiche di altri autori dello stesso periodo, tre sono tratte dalla raccolta del 1685 Ayres for the violin att two or three and four parts, e una da The False Consonances of Musick del 1682. Quest’ultima è la traduzione di Le false consonanse della musica per poter apprendere a toccar da se medesimo la chitarra sopra la parte, scritta due anni prima, e tratta della tecnica, dell’intavolatura e della realizzazione del basso continuo. Anche con questo strumento il musicista italiano era capace di stupire i suoi ascoltatori, non ultimo il re che lo avrebbe accolto al suo servizio se il fiero musicista si fosse piegato all’etichetta di corte.

Il disco fa parte della collana Harmonia Nova riservata a solisti e giovani ensemble emergenti.

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