New Age Steppers, il post punk in versione dub

Un cofanetto per ripercorrere la storia dei NAS - New Age Steppers, con Adrian Sherwood e la cantante Ari Up, voce solista di The Slits

New Age Steppers - Mark Stewart e Adrian Sherwood (foto di Kishi Yamamoto)
Mark Stewart e Adrian Sherwood (foto di Kishi Yamamoto)
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Il 19 marzo On-U Sound metterà sul mercato Stepping into a New Age 1980-2012, cofanetto contenente i quattro album realizzati dai NAS e Avant Gardening, raccolta di rarità e brani mai pubblicati.

Il suo ascolto in anteprima ci fornisce l’assist per ripercorrere la storia di questo super-gruppo a geometria variabile con due soli punti fermi: il dub master Adrian Sherwood e la cantante Ari Up, voce solista di The Slits.

– Leggi anche: All'inizio era il ritmo: la storia delle Slits

New Age Steppers - Stepping into a new age

 

New Age steppers - avant gardening

Gennaio 1980, esce un singolo strano: sul lato A compare una cover di “Fade Away”, canzone incisa al Channel One di Kingston nel 1976 da Junior Byles, cantante giamaicano che nella prima metà degli anni Settanta aveva lavorato parecchio con Lee “Scratch” Perry, incidendo al Black Ark Studio la celebre “Curly Locks”, mentre sul lato B c’è “Learn a Language” dei London Underground. Ovviamente il lato A è a nome New Age Steppers e il 7” è prodotto da un certo Adrian Sherwood: la copertina riporta il numero di serie On-U S 1. All’epoca non lo sapevamo ancora ma quell’etichetta ci avrebbe accompagnato fino a oggi, regalandoci alcune delle produzioni più avventurose uscite dall’Inghilterra.

«Ho lavorato coi giamaicani fin dai miei inizi e tutti mi hanno detto: “Ciò che devi fare è costruirti un catalogo, costruisciti un catalogo e sopravviverai. Ed è ciò che ho fatto» – Adrian Sherwood

New Age Steppers

Bisogna aspettare esattamente un anno per capirne di più: esce infatti il 1° gennaio del 1981 l’album d’esordio del gruppo, ed è il primo trentatré giri dell’etichetta On-U Sound.

Diamo uno sguardo all’elenco dei partecipanti: oltre alla già citata Ari Up, ci sono Viv Albertine, anche lei di The Slits, Mark Stewart e John Waddington di The Pop Group, Bruce Smith e Sean Oliver dei Rip, Rig + Panic, George Oban, all’epoca bassista degli Aswad, Vicky Aspinall di The Raincoats, Steve Beresford di The Flying Lizards e Style Scott, il batterista dei Roots Radics, autentica leggenda della scena giamaicana. Inoltre intorno al gruppo gravitano Keith Levene, chitarrista nei PIL, e la giovanissima Neneh Cherry, vocalist coi Rip, Rig + Panic: insomma, il gotha del post-punk ed elementi di spicco del reggae giamaicano, con Adrian Sherwood seduto al mixer.

Il risultato è fenomenale: da “Fade Away” a “Crazy Dreams and High Ideals” – ripresa poi da Stewart coi suoi Maffia nell’album Learning to Cope with Cowardice uscito nel 1982 –, da “Animal Space” – già uscita su un 7” di The Slits e presente nel loro secondo album The Return of the Giant Slits – a “Love Forever”, brano originariamente inciso nel 1975 da Bim Sherman, cantante giamaicano entrato poi in pianta stabile nelle produzioni On-U Sound, fino alla conclusiva “Private Armies” – versione dub dell’omonimo brano inciso da Vivien Goldman e prodotto da Sherwood, B-side di “Launderette” -, tutto concorre a trasmettere la gelida atmosfera, squarciata dal calor bianco del dub, degli squat londinesi dell’epoca.

«La mia epifania» ha spiegato Sherwood «non è arrivata grazie un tecnico del suono o da un musicista ma grazie al mio caro amico e collaboratore nonché cantante (alcuni preferiscono il termine “vocalist”) e autore Mark Stewart. Lui ha avuto una grande influenza non solo su di me ma anche su molti altri artisti: Massive Attack e Tricky, Nick Cave, Trent Reznor, Keith Levene, Primal Scream, Mark Lanegan, il creatore dei Simpsons Matt Groening, e altri ancora. Il comico Vic Reeves lo descrive come “unico tra i cantanti in quanto piatto, affilato e a suo agio, come in un bellissimo collage”» 

Passa davvero poco e i NAS raddoppiano la posta con un nuovo disco, Action Batterfield: a conferma della loro geometria variabile questa volta imbarcano Eskimo Fox alla batteria, Antonio Alpheuse Crucial Tony” Phillips alla chitarra e in “My Love” Neneh Cherry e Bim Sherman.

Più melodico e in definitiva accessibile del suo predecessore, questo lavoro è più incentrato su cover di 45 giri d’importazione giamaicana: Ari Up si prende il centro della scena e reinterpreta alla sua maniera “Observe Life” di Michael Rose, già voce solista dei Black Uhuru, “My Whole World”, incisa a metà degli anni 70 da Bim Sherman, “Got to Get a Life”, altra canzone scritta da Sherman, “Guiding Star”, originariamente scritta da Leroy Sibbles, leader di The Heptones e poi incisa anche da Horace Andy per Bunny “Striker” Lee, e “Problems”, brano di Horace Andy nel quale Ari si cimenta in alcuni versi in tedesco. Ma il brano più strano è il già citato “My Love” scritto da Harris B.B. Seaton, già membro del trio vocale giamaicano The Gaylads, una sorta di piacevole doo wop ricostruito intorno alla giovane voce di Neneh Cherry che sfocia nell’implacabile dub di Sherwood.

Una curiosità: le versioni dub di “My Whole World”, “Got To Get Away” e “Guiding Star” compaiono nell’album Threat to Creation uscito nel 1981 a nome Creation Rebel / New Age Steppers, ribattezzate “Painstaker”, “Final Frontier” e “Eugenic Device”.

Trascorrono due anni, nel frattempo Ari UP si è spostata in Giamaica dove, durante una sessione al Channel One a cui hanno partecipato anche i Roots Radics e Bim Sherman, ha inciso sette canzoni pronte, con altre due, per entrare nella sala operatoria del Dottor Sherwood. Il risultato è Foundation Steppers, l’album dei NAS che più si avvicina al roots reggae, anche se i synth sbrecciano la tradizione e la produzione di Sherwood mostra una sensibilità post-punk.

I brani che colpiscono maggiormente sono le iniziali “Some Love”, versione di un brano originariamente inciso da Chaka Khan, e “Memories”, costruita su un ritmo che ricorda quello di “Dreamland” di Bunny Wailer, e “Misplaced Love”, affidata alla voce di velluto di Bim Sherman che nel frattempo aveva pubblicato per la On-U Sound l’album Across the Red Sea.

Facciamo un salto lungo ventisette anni e arriviamo al 2010, anno della prematura scomparsa di Ari Up: la cantante e Sherwood avevano continuato a sentirsi e di tanto in tanto Ari mandava un brano per un possibile nuovo album targato NAS. Dopo due anni di lavoro, nel 2012 la On-U Sound pubblica Love Forever, un autentico atto d’amore del produttore nei confronti della sua amica di lunga data.

«Quando la vidi per la prima volta sul palco, lei aveva diciassette anni e io quindici. Per me Ari Up rimarrà sempre una che ha tirato giù una porta a calci» – Neneh Cherry

Dispiace dirlo ma questo è il capitolo più debole della saga dei NAS, maggiormente influenzato dalla dancehall. Il singolo “My Nerves” strizza l’occhio alla produzione di The Slits senza però arrivare a quelle vette, i Dub Syndicate curano la base di “The Scheisse Song”, canzone in tedesco che vorrebbe essere irriverente ma che in realtà risulta indisponente, e allora i brani migliori sono l’iniziale “Conquer”, il contagioso “Wounded Animal” e   quello finale, “The Death of the Trees”, l’elegia strumentale composta da Sherwood per la sua amica scomparsa.

Ed eccoci ai giorni nostri, mentre maneggiamo Avant Gardening (che titolo!), album preceduto dal singolo “Send for Me”, cover di un brano del gruppo statunitense Atlantic Starr, in versione restaurata e proveniente dalla famigerata e per lungo tempo scomparsa John Peel Session del 18 agosto 1983, con Neneh e Ari che si alternano alla voce solista: nove canzoni più un bonus (solo nella versione digitale) dagli archivi dell’etichetta londinese. Mentre lavorava a due raccolte degli African Head Charge e a una di Dub Syndicate, Sherwood si è imbattuto in alcuni nastri contenenti materiale inedito oppure comparso solo nelle edizioni giapponesi dei dischi dei NAS.

Il cuore batte forte con “Unclear”, la dub version di “Guiding Star” comparsa nella ristampa giapponese del 2004 di Action Batterfield, e con la successiva “Singing Love”, deejay cut di “Love Forever” a opera del grande Jah Woosh, presente sul retro del 12” di “My Love”. “I Scream (Rim Shot)” rappresenta il lato più sperimentale dei NAS, quello per intenderci del primo album, uscito solo sul retro del 7” di “My Love” e mai più ripubblicato.

“Avant Gardening” vede la presenza di Doctor Pablo alla melodica e di Steve Beresford al piano, mentre il gioco ritorna a farsi duro con “Wide World Version”, dub version di “My Whole Word”, e con l’iniziale “Aggro Dub Version”, con “Some Dub” – registrata durante le sessioni di Foundation Steppers - una delle due versioni di “Some Love”.

In cauda venenum: “May I Version” è la versione industrial-dub di “May I (Drown in my own Sperm) di Sid Slave & The Captives, un esperimento di Mark Stewart dopo la fine di The Pop Group e l’inizio dei Maffia.

Il cofanetto, oltre ai cinque dischi, include un libretto di trentadue pagine con foto e interviste ed è la testimonianza perfetta di un periodo storico in cui le sperimentazioni giamaicane e quelle inglesi avevano trovato un punto d’incontro, dando vita a una scena musicale fantastica.

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