La protesta nera in 10 canzoni (più 2)

12 brani per raccontare le proteste della comunità afroamericana, dagli anni Sessanta alla morte di George Floyd

Fotogramma dal video di "Alright" di Kendrick Lamar
Fotogramma dal video di "Alright" di Kendrick Lamar
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In questi giorni che fanno seguito all’uccisione di George Floyd a Minneapolis (ne abbiamo parlato qui) tutti i 50 stati del Nord America sono interessati da manifestazioni che chiedono giustizia per ciò che è avvenuto. Inevitabilmente alcune di queste sono sfociate in atti di violenza e vandalismo, prevedibili in un Paese che sembra conoscere solo la repressione violenta come risposta alle denunce di razzismo nei confronti delle minoranze, e di quella afro-americana in particolare. 

Neanche la presidenza Obama è riuscita a porre un freno alla violenza poliziesca e quella Trump sta evidenziando un’ulteriore escalation. La storia è lunga e durante il suo corso innumerevoli canzoni hanno segnato le tappe più dolorose, creando un’ideale colonna sonora che mette insieme rabbia, dolore, denuncia e speranza.

Ne abbiamo selezionate dieci – anzi dodici, perché a due non ho potuto proprio rinunciare – pescando tra classici e canzoni uscite negli ultimi mesi: come tutte le liste è incompleta, è opinabile, è migliorabile. Vedetela come lo spunto per andare a (ri)scoprire altre canzoni bellissime e – purtroppo – indimenticabili.

1. Sam Cooke – “A Change Is Gonna Come” (1964)

“A Change Is Gonna Come” fu scritta da Sam Cooke nel 1963, dopo che gli fu rifiutato l’ingresso in un motel, e fu pubblicata – per volere dell’artista – solo dopo la sua morte, avvenuta nel dicembre dell’anno seguente. «Vivere è diventato troppo duro ma ho paura di morire».

2. Nina Simone – “Mississippi Goddam” (1964)  

La risposta, scritta in meno di un’ora, di Nina Simone all’uccisione di Medgar Evens. In questi giorni su Twitter è comparso l’hashtag #MinnesotaGoddam.

3. Marvin Gaye – “Inner City Blues” (1971)

 Inclusa nell’album What’s Going On, l’album più politico realizzato dalla Motown, la canzone descrive la precarietà della vita nei ghetti mettendola a confronto con le spese per la cosiddetta “corsa allo spazio”.

4. Public Enemy – “911 Is a Joke” (1990)

Una canzone sulle risposte della polizia alle richieste d’intervento inoltrate dagli afro-americani. «Vengono solo quando vogliono loro, fai prima a chiamare il camion dell’obitorio e imbalsamare chi è ormai spacciato».

5. Janelle Monáe ft. Wondaland – “Hell You Talmbout” (2015)

Possiamo definire questa canzone l’inno ufficiale del movimento “Say their Name”, costruita com’è intorno all’elenco dei nomi di 18 persone vittime della brutalità della polizia. 

6. Kendrick Lamar – “Alright” (2015)

Terzo singolo estratto da quel capolavoro intitolato To Pimp a Butterfly e accompagnato da uno dei video più potenti degli ultimi anni. Esilarante la scena di Kung Fu Kenny, ScHoolboy Q, Ab-Soul e Jay Rock, seduti all’interno di una scocca di auto trasportata da quattro poliziotti.

7. Chief Keef – “Faneto” (2015)

Nella notte dell’assalto al Minneapolis 3rd Police Precinct su Twitter è comparso un breve video in cui da un’auto intrappolata in mezzo ai manifestanti un genio – non si può definirlo diversamente – ha fatto partire questo pezzo a palla, e tutti si sono messi a cantarlo.

8. YG ft. Nipsey Hussle – “FDT” (2016)  

Uscita prima dell’elezione di Trump, questa la canzone lo manda, diciamo così, a quel paese (“Fuck Donald Trump”). La polizia è pure intervenuta cercando di interrompere le riprese del video; in ogni caso, immagino che non abbia ricevuto molti passaggi sulle reti televisive…

9. Run the Jewels – “Walking in the Snow” (2020)

Fatto uscire dai Run the Jewels due giorni prima del previsto perché «fanculo, perché aspettare? Il mondo è infestato dalle stronzate e allora ecco qualcosa di crudo da ascoltare mentre fate i conti con tutto ciò». RTJ4 è una bomba imperdibile e il brano che ho scelto contiene questi versi profetici: «Ogni giorno nei tg della sera vi nutrono gratis con la paura / e siete così intorpiditi che guardate i poliziotti soffocare un uomo che potrei essere io / fino a quando la mia voce passa dall’urlo al sospiro, “non riesco a respirare”, / e ve ne state sul divano di casa a guardarlo in TV». El-P ha precisato su Twitter che Killer Mike ha scritto questi versi lo scorso autunno e non la scorsa settimana.

– Leggi anche: Run The Jewels, l'hip hop ai tempi di George Floyd

10. Terrace Martin, Denzel Curry, Kamasi Washington, Daylyt & G Perico – “Pig Feet” (2020)

Uscita il 1° giugno, questa canzone è accompagnata da un video che ricorda che ciò che si vede sta avvenendo proprio adesso fuori dalle finestre di casa. Al termine sullo schermo scorrono per due minuti e 45 secondi i nomi di persone uccise dalla polizia.

Bonus track 1. NWA – “Fuck tha Police” (1988)

Inevitabilmente. 

Bonus track 2. Funkadelic – “If You Don’t Like the Effects, Don’t Produce the Cause” (1972)

Dal doppio album America Eats his Young. «Se non ti piacciono gli effetti, non produrne la causa»: semplice, no?

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