England Is Mine, i dolori del giovane Morrissey

Non convince il biopic di Mark Gill dedicato alla vita di Steven Morrissey prima della nascita degli Smiths

England Is Mine, Morrissey
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Immagino che il regista Mark Gill abbia dovuto attraversare molte difficoltà per portare a termine questo film: innanzitutto, l’obbligo di non violare il copyright (in England Is Mine non ci sono accenni alla canzoni degli Smiths), e poi lo scontro a distanza con Morrissey, che non ha autorizzato questo lavoro, prendendone sdegnosamente le distanze.

Dopo aver visto la proiezione a SEEYOUSOUND 2018, posso tranquillamente affermare che England Is Mine è un film esclusivamente per fan degli Smiths: non può avere una programmazione nelle sale, e la trama è esile e scontata se non si colgono i riferimenti alle canzoni del gruppo.

La descrizione di un giovane Morrissey, interpretato da Jack Lowden, uno degli attori del film Dunkirk, è quella di un ragazzo alle prese con la timidezza e l’introversione, un depresso cronico con la convinzione di essere un genio incompreso, superiore a tutti coloro che lo circondano, innamorato delle poesie di Oscar Wilde, che manda lettere a New Musical Express parlando in modo caustico dei gruppi di Manchester (quelli attivi prima del famoso concerto del 4 giugno 1976 dei Sex Pistols alla Lesser Free Trade Hall, che diede vita alla nuova scena musicale mancuniana, fatta di lì a poco di gruppi quali Buzzcocks, The Fall e Joy Division), e che considera la città natale una prigione assolutamente inadatta alla realizzazione delle sue ambizioni.

Converrete con me che il cinema ha ampiamente sfruttato questi argomenti e, a dirla tutta, tutti noi abbiamo attraversato quella fase difficile della vita in cui non solo non ci piacevano gli altri, ma non piacevamo neanche a noi stessi. Il problema di Morrissey è che lui si è fermato lì, non si è evoluto, e così facendo oggi risulta un vecchio trombone un po’ patetico che blatera di politica internazionale in maniera imbarazzante, sempre convinto di sapere tutto lui.

Il divertimento per i fan è quello di collegare gli episodi della giovinezza di Morrissey con i testi delle canzoni che avrebbe poi composto: la ricerca di posti di lavoro, dal suo punto di vista sempre insoddisfacenti (“Stavo cercando un lavoro e poi l’ho trovato e il Cielo sa che adesso sono infelice” – “Heaven Knows I’m Miserable Now”); la testata rifilatagli da un bullo alle giostre, con in sottofondo “This Town Ain’t Big Enough For Both Of Us”, il pezzo glam per eccellenza degli Sparks (“L’ultima notte della fiera, vicino al generatore della grande ruota, un ragazzo è accoltellato e il suo denaro rubato” – “Rusholme Ruffians”); lui che attraversa il dancefloor con le cuffiette sulle orecchie (“Bruciate completamente la discoteca, impiccate quel benedetto DJ, perché la musica che mettono in continuazione non dice nulla che riguardi la mia vita” – “Panic”).

Nel film vediamo comparire Billy Duffy, poi chitarrista con i Theatre Of Hate e soprattutto con i Cult), la persona che più di tutte ha spronato il giovane Steven a vincere le sue paure e a salire sul palcoscenico (bella la sequenza del primo concerto in assoluto coi Nosebleeds) ma che, soprattutto, ha messo in contatto Morrissey con Johnny Marr, permettendo in maniera inconsapevole la nascita di un connubbio artistico che di lì a poco avrebbe prodotto canzoni straordinarie.

Durante il film si ride anche. Morrissey, bisogna riconoscerglielo, ha una bella ironia, ma nel complesso, per i limiti prima evidenziati, il film risulta un po’ piatto e superficiale (è possibile descrivere la vita di un giovane tra i 17 e i 23 anni senza mai sfiorare l’aspetto sentimentale e, perché no, sessuale, limitandosi a ricordare le sue amicizie femminili?).

«Io oggi decreto che la vita è semplicemente prendere e non dare, l’Inghilterra è mia e mi deve dar modo di vivere, chiedimi perché e ti sputerò in un occhio» (“Still Ill”)

England Is Mine  sarà proiettato nuovamente sabato 3 febbraio alla ore 22.30, nella Sala 3 del Cinema Massimo.

Il giornale della musica è media partner di SEEYOUSOUND International Music Film Festival.

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