Bolzano Festival Bozen 2021, immaginare il nuovo

Il direttore artistico Peter Paul Kainrath ci parla della rassegna altoatesina | IN COLLABORAZIONE CON BOLZANO FESTIVAL BOZEN

European Union Youth Orchestra Bolzano Festival Bozen
European Union Youth Orchestra (foto Armin)
Articolo
classica

Originale e variegato: così si presenta il cartellone 2021 del Bolzano Festival Bozen, la rassegna che dal 28 luglio al 3 settembre torna ad animare la città altoatesina distribuendo la sua proposta musicale tra cortili, castelli, chiese e piazze, fino ad abitare spazi plasmati dalla tecnologia.

Scorrendo il programma possiamo registrare, tra i tanti appuntamenti, la presenza di formazioni quali la Gustav Mahler Jugendorchester (20 e 23.08) e la European Union Youth Orchestra (09.08 e 17.08), o le Masterclass dell’Accademia Gustav Mahler (21-07.08); proposte originali come quella rappresentata da Cinema meets Opera, formula che porta l’opera sul grande schermo nello spazio iper-tecnologico del NOI techpark di Bolzano; la commistione fra musica antica e sperimentazione posta al centro dell’appuntamento con Arianna Lanci (19.08) impegnata in un concerto per voce, clavisimbalum e musica elettronica; la radicata tradizione rappresentata dal Concorso Pianistico Ferruccio Busoni (24.8-03.09).

Un’offerta ampia e variamente articolata, in sintesi, che il direttore artistico Peter Paul Kainrath ci ha illustrato rispondendo ad alcune nostre domande.

Peter Paul Kainrath (foto Tiberio Sorvillo)
Peter Paul Kainrath (foto Tiberio Sorvillo)

Il Bolzano Festival Bozen rappresenta un evento articolato e diffuso, che per oltre sei settimane distribuirà una proposta musicale variegata in differenti luoghi del territorio. Partiamo dal concerto inaugurale che vede protagonisti, il 28 luglio, gli studenti della Gustav Mahler Academy insieme ad alcuni membri della Mahler Chamber Orchestra guidati da Pablo Heras-Casado. Un appuntamento simbolico, mi pare, che pone da subito l’accento su uno degli aspetti principali del festival, vale a dire l’attenzione verso le grandi orchestre giovanili. Come avete declinato questo carattere nella presente edizione 2021?

«In questa fase, in cui sono molti gli interrogativi sul futuro, il Bolzano Festival Bozen pone in primo piano l’impegno della città nei confronti dei giovani talenti musicali di tutto il mondo. Si tratta di un grande privilegio e, allo stesso tempo, di un messaggio molto forte che abbiamo la possibilità di lanciare. Mettere a disposizione dei giovani musicisti un palcoscenico da condividere con i grandi Maestri, come per esempio il direttore Heras-Casado, significa impegnarsi e investire nel futuro».

«In ambito culturale, oggi abbiamo la possibilità di rendere vivo lo spazio per il “nuovo”. C’è l’occasione per farlo».

«In ambito culturale, oggi abbiamo la possibilità di rendere vivo lo spazio per il “nuovo”. C’è l’occasione per farlo. E chi riesce a far dialogare l’esperienza del passato e del presente con la freschezza e apertura verso il futuro ha di certo una carta in più da giocare».

Una presenza importante è quella di Alfred Brendel: quali sono gli appuntamenti che lo vedono protagonista?

«Alfred Brendel, sin dal suo 4° premio nella primissima edizione del Concorso Busoni nel 1949, si è sempre impegnato nel divulgare ed esplorare il mondo artistico di Ferruccio Busoni. Da quando, nel 2008, abbiamo iniziato a dare una nuova impostazione al Concorso, mettendo di nuovo al centro i tanti e vari aspetti della personalità di Busoni, Brendel si è avvicinato a noi in vari momenti».

«Anche Busoni è stato un grande insegnante. Per questo siamo contenti che Brendel quest’anno lavori con dei quartetti d’archi della nostra Accademia Gustav Mahler. Saranno lezioni aperte (e gratuite): una affascinante e unica “scuola di ascolto” dedicata anche al pubblico che ci vorrà seguire».

Una parte del programma pare declinarsi in format variegati e originali: penso a proposte come Musica in cortile, Cinema Meets Opera, Mahler X - Exploration of a Fragment. Quali sono i caratteri di queste proposte?

«Una delle questioni sollevate dalla pandemia riguarda sicuramente in che modo possiamo fare esperienza della cultura e, in particolare, della musica. Portare gli ensemble del Conservatorio di Bolzano nei cortili dei vari quartieri significa, ad esempio, creare speciali momenti di incontro in cui, all’improvviso, questi luoghi si trasformano in un “soggiorno aperto e pubblico”. Grazie al format “Musica in cortile” possiamo dar vita a un incontro virtuoso fra i cittadini e i giovani musicisti di Bolzano, appassionati e impegnati nel trasmettere i valori della musica colta».

Cinema Meets Opera (foto di Tiberio Sorvillo)
Cinema Meets Opera (foto di Tiberio Sorvillo)

«L’opera, nel format Cinema Meets Opera, si presenta, invece, come una rivisitazione di messe in scena di alcuni capolavori dell’opera da parte di giovani cantanti dell’Accademia Teatro alla Scala, con interventi dal vivo e con una moderazione curiosa e divertente».

«La magia della musica va vissuta anche al di fuori delle forme classiche ed omologate».

«Con l’aiuto del direttore Philipp von Steineacker, in Mahler X, ci immergeremo invece nel frammento della sinfonia incompiuta di Gustav Mahler con uno spirito esplorativo e non solo rappresentativo. «La magia della musica va vissuta anche al di fuori delle forme classiche ed omologate».

L’approccio in qualche modo dinamico e “contemporaneo” si conferma anche in occasione di un cartellone storico come quello rappresentato dal festival Antiqua, da trent’anni protagonista di un’offerta dedicata al repertorio antico e barocco. Come si articola il programma di quest’anno?

«Il programma del nostro partner Antiqua, curato e diretto da Claudio Astronio e Marco Facchin, cerca da sempre di puntare sulla freschezza della cosiddetta Musica Antica e Barocca che si esprime al meglio, per esempio, con l’ensemble Festina Lente fino a Les Talens Lyrique, solo per citarne due. Grazie ad Antiqua il Bolzano Festival Bozen riesce anche a ravvivare musicalmente alcuni luoghi storici della città di Bolzano e ci ricorda da sempre un messaggio importante: ogni tipo di musica classica, nel suo tempo, è stata musica contemporanea, radicale, sperimentale e, spesso, portatrice di una grande voglia di oltrepassare gli orizzonti del presente storico».

Antiqua (foto di Tiberio Sorvillo)
Antiqua (foto di Tiberio Sorvillo)

Un altro elemento centrale del Bolzano Festival Bozen è rappresentato dallo storico Concorso pianistico Internazionale Ferruccio Busoni. Archiviata l’esperienza del Glocal Piano Project, proposta lo scorso anno e in qualche modo condizionata dalla situazione contingente, come si delinea l’edizione 2021 del concorso?

«Quest’edizione marcherà l’inizio di una nuova era; con il Glocal Piano Project, prodotto assieme a Steinway & Sons e con cui nel novembre scorso siamo stati presenti in ben 22 città del mondo, ci siamo confrontati con una nuova dimensione dell’“essere internazionali”».

«Fino a ora ci siamo limitati a portare i migliori candidati e giurati a Bolzano per partecipare al Concorso. Oggi, invece, dobbiamo fare nostra l’idea per cui l’internazionalità deve essere anche capacità di immedesimarsi nelle tante differenti dinamiche culturali che interessano la dimensione globale. Per chi vuole promuovere giovani pianisti sarà fondamentale sviluppare delle sensibilità e delle strategie che tengano conto della polifonia che caratterizza il mondo musicale su scala planetaria».

«A differenza di altri colleghi che tra il 2020 e 2021 hanno puntato su delle intere edizioni in formato online, noi siamo invece convinti che l’aura di un artista la si possa vivere e giudicare solo in diretta, in una sala da concerto. Per questo, dopo il primo round in forma ibrida, ora le finali si svolgeranno di fronte a una giuria e al pubblico in sala. Ovviamente questo si combinerà con la presenza del pubblico globale che ci seguirà online».

«Siamo inoltre particolarmente felici che il pianista Louis Lortie abbia accettato di essere Presidente di giuria e di curare il primo BUSONI CAMPUS. Questo progetto prenderà vita l’anno prossimo e consisterà in un soggiorno del giovane vincitore del Concorso Busoni insieme al Maestro Lortie, nella terra natale di Busoni, ad Empoli. Sarà una residenza sui generis, in cui non solo si lavorerà artisticamente, ma in cui ci sarà spazio per riflettere in modo non dogmatico sulle strategie da attivare per alimentare la crescita professionale e artistica di un giovane e promettente interprete».

Il Bolzano Festival Bozen si svolgerà con il sostegno del Comune di Bolzano nel rispetto di tutte le misure di sicurezza e le distanze previste. Per il programma dettagliato: www.bolzanofestivalbozen.it.

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