Black music per la reclusione forzata 2

KeiyaA, Flore, dvsn, Tom Misch & Yussef Dayes e altre novità tra R&B, dancehall, soul...

KeiyaA (foto di Rahim Fortune)
Rahim Fortune
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pop

Abbiamo superato il quarantacinquesimo giorno di lockdown, siamo stufi, abbiamo i capelli lunghi, magari siamo anche sovrappeso per l’inattività unita all’eccesso di cibo e alcol, e allora affidiamoci ancora una volta alla musica. Dopo la prima selezione di Black music per la reclusione forzata, ecco un altro elenco di novità uscite nell’ultimo mese: più che recensioni vere e proprie, troverete “segnalazioni aumentate”, come se fossero state scritte indossando i Google Glass di vecchia memoria.

Black music per la reclusione forzata

KeiyaA – Forever, Ya Girl (Forever Recordings)

Partiamo col disco migliore del lotto: nata a New York ma formatasi a Chicago, KeiyaA pubblica un sorprendente album d’esordio. La sua voce leggera come la piuma di un uccello interagisce alla perfezione con le basi soul e funk, dando vita a un paesaggio sonoro di sicuro effetto. Siamo di fronte a una storia compiuta di dipendenza spirituale, individualismo e ricerca di auto-realizzazione, sviluppata su un intreccio sonoro di grande eleganza. C’è anche il tempo per “Do Yourself a Favor”, cover di una canzone di Prince compresa nell’album 1999. Disco consigliatissimo.

“Te ne sei andato da così tanto, preferisco trascorrere il tempo da sola col mio dolore / te sei andato da così tanto che faccio fatica a ricordare l’ultima volta che il telefono ha squillato”. 

Flore – Rituals (Polaar)

Brusco cambio d’atmosfera con Rituals, secondo album, frutto di cinque anni di lavoro, dell’artista lionese Flore. Piedi ben piantati nella cultura e nella musica delle dancehall giamaicane e nell’Africa poliritmica, Flore non disdegna escursioni nel dark metal e nelle sonorità più vicine quelle del post-punk. Elettronica a volte ambient, a volte bizzarra, quella di Flore non dispiacerà agli estimatori di Equiknoxx, la crew di Kingston regina indiscussa del genere.

Dumama + Ketchou – Buffering Juju (Mushroom Hour Half Hour)

Ci spostiamo a Johannesburg, da dove arriva questo disco d’esordio del duo formato dalla cantante Gugulethu Duma (Dumama) e dal produttore elettro-acustico Kerim Melik Becker (Kechou), di origini tedesco-algerine.

L’uscita dal carcere di una donna si trasforma in un viaggio musicale affascinante e straordinariamente fantasioso, il tentativo di rimodellare la sua connessione con il paesaggio circostante grazie a entità spirituali, il tutto espresso con una narrazione principalmente simbolistica. Come dice il titolo, quest’album è un incantesimo da caricare e salvare nel buffer.

dvsn – A Muse in her Feelings (OVO Sound)

Il duo di Toronto formato dal cantante Daniel Daley e dal produttore Nineteen85, l’uomo dietro a successi quali “Hotline Bling” di Drake e “Coffee Bean” di Travis Scott, torna a distanza di tre anni dal precedente Morning After e la formula non cambia: R&B moderno a metà tra malinconia ed euforia in cui i due hanno riversato i loro sentimenti, stabilendo una connessione emotiva con gli ascoltatori. La lista dei collaboratori è impressionante: Future, Ty Dolla $ign, Summer Walker, PARTYNEXTDOOR, Jessie Reyez, Snoh Aalegra e i giamaicani Buju Banton e Popcaan. Un album dedicato alla vita notturna, ai club, agli incontri eccitanti, da ascoltare in compagnia, ma purtroppo per un po’ non sarà possibile.

Tom Misch & Yussef Dayes - What Kinda Music (Blue Note)

Tom Misch, uno dei nomi di punta del cosiddetto Schmaltzcore che impazza (o meglio, impazzava, stante la chiusura dei club) al Koko, locale di North London, unisce le forze con il batterista Yussef Dayes, talentuoso esponente della nuova scena jazz londinese, e il risultato è un album levigato (a volte persino troppo) che spazia dall’acid jazz all’hip-hop vintage, dall’electronica all’R&B sentimentale. L’album scivola via con eleganza, con una coesione musicale più evidente nella seconda parte, dove la batteria di Dayes non si prende il centro dell’attenzione. Un disco con alti e bassi che se non altro ha il merito di riuscire ad abbassare la pressione di questo periodo.

 

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