Le stelle cadenti dell’Opéra du Rhin
L'Opéra national du Rhin apre una nuova pagina con una stagione 2026/27 ambiziosa e ricca di prime assolute
05 maggio 2026 • 3 minuti di lettura
«Tutte le stelle cadono, sono innumerevoli stanotte» cantano Pelléas e Mélisande: è proprio questa immagine, cosmica e insieme profondamente umana, che Chrysoline Dupont ha scelto come cifra della sua prima stagione alla guida dell'Opéra national du Rhin. La nuova direttrice generale, insediatasi con un mandato che vuole fare dell'istituzione un manifesto vivente per l'opera, ha costruito un programma denso e coraggioso: 8 opere, 1 oratorio, 5 balletti e un gala, 8 concerti e recital, per oltre 120 rappresentazioni distribuite tra Strasbourg, Mulhouse e Colmar. Con il 30% dei biglietti a meno di 50 euro e quasi 150.000 spettatori accolti ogni stagione — di cui circa un terzo under 28 — l'OnR si conferma una delle case d'opera più aperte e frequentate d'Europa. La stagione si vuole anche un atto di fiducia nelle nuove generazioni: giovani registi firmano le loro prime produzioni liriche, l'Opéra Studio lancia undici artisti emergenti, e figure già care al pubblico come Eugénie Joneau e Lauranne Oliva affrontano ruoli cruciali per la prima volta.
Sul versante operistico, il sipario si alza il prossimo 31 ottobre con Ariane à Naxos di Richard Strauss (prima: 31 ott. 2026), nell'allestimento della regista Myriam Marzouki e sotto la direzione di Christoph Koncz, con Eugénie Joneau nel ruolo della Primadonna e Julie Roset in quello di Zerbinetta. A fine novembre arriva l'oratorio Le Paradis et la Péri di Schumann (26 novembre), con la regia luminosa di Bertrand Couderc e la direzione di Antonello Manacorda. A gennaio e febbraio toccherà all'atteso Pelléas et Mélisande di Debussy (7 febbraio), diretto da Louis Langrée — nativo di Mulhouse e gran conoscitore del repertorio francese — con la regia di Richard Brunel e un cast di prim'ordine: Guillaume Andrieux, Lauranne Oliva e Stéphane Degout, alla sua prima Golaud. A marzo è la volta de L'Amour des trois oranges di Prokofiev (15 marzo), con Laurent Pelly alla regia e Aziz Shokhakimov sul podio. Ad aprile debutta Rigoletto di Verdi (24 aprile), prima regia operistica in assoluto per Eddy Garaudel, con la bacchetta di Clelia Cafiero e Aleksei Isaev nel ruolo del titolo. La stagione si chiude con Lucie de Lammermoor di Donizetti (5 giugno), in una versione espressionista firmata da Evgeny Titov, diretta da Karen Kamensek, con Lauranne Oliva nella parte protagonista e Julien Dran come Edgard. Non mancano i titoli per il pubblico più giovane: La Valse rêvée d'Offenbach, produzione dell'Opéra-Comique itinerante nel Grand Est, e Le Petit Ramoneur di Britten, con gli artisti della Maîtrise, dai 6 anni in su.
Ampia e variegata anche l'offerta al di là delle scene liriche. Il Ballet de l'OnR propone cinque titoli: la ripresa de Les Ailes du désir di Bruno Bouché in novembre e dicembre, la nuova creazione Le Mur di Mathilde Monnier ed Ève Risser nell'ambito del festival Musica in ottobre, il duo L'Été di Bouché e Romain Gneouchev per il festival Arsmondo fra marzo e giugno, il diptyque Carnaval des animaux fra aprile e giugno con le coreografie di Edouard Hue e del duo Kvarčáková/Galdeano, e infine lo spettacolo Sacre in tournée a Parigi al Théâtre de la Ville in maggio. Il ciclo dei recital lirici include voci di grande rilievo: Michael Spyres, Samuel Hasselhorn, Axelle Saint-Cirel, Stéphane Degout, Elsa Dreisig, Freddie Ballentine e Stéphanie d'Oustrac. Tra i festival, Arsmondo dal 10 al 25 marzo inaugura un nuovo ciclo dedicato alla resilienza e alla cura, con il titolo Et pourtant je m'élève. Non mancano eventi speciali come il Gala du ballet (14 novembre), il Bal horrifique (30 ottobre) e i Dîners dans l'envers du décor (11 e 13 febbreio). Un programma, in sintesi, che vuole invitare il pubblico non solo ad assistere, ma a partecipare, a fare cioè della bellezza una pratica collettiva.
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