“Fior d’Alpe” di Franchetti rinasce a Berlino

L’opera di Alberto Franchetti torna in scena dopo oltre un secolo grazie alla Berliner Operngruppe e all’impegno dell’Associazione dedicata al compositore reggiano

SN

04 maggio 2026 • 2 minuti di lettura

Il Konzerthaus di Berlino
Il Konzerthaus di Berlino

Dopo oltre centotrent’anni dal debutto al Teatro alla Scala di Milano, Fior d’Alpe di Alberto Franchetti torna sul palcoscenico in una nuova produzione che intende riportare l’attenzione su uno dei compositori italiani più apprezzati tra Otto e Novecento. L’opera è in programma il 19 maggio 2026 al Konzerthaus di Berlino, nell’ambito della stagione della Berliner Operngruppe, associazione specializzata nella riscoperta di titoli lirici dimenticati. La messa in scena, in forma semiscenica, sarà firmata da Tabatha McFadyen con la direzione musicale di Felix Krieger. La protagonista Maria sarà il soprano Maria Belén Rivarola, affiancata dal tenore Eduardo Niave nel ruolo di Paolo.

Fior d'Alpe di Alberto Franchetti
Fior d'Alpe di Alberto Franchetti

Composta su libretto di Leopoldo Pullé, che si firmò Leo di Castelnuovo, Fior d’Alpe debuttò al Teatro alla Scala il 15 marzo 1894 e fu successivamente rappresentata con successo anche a Napoli e Verona. Ambientata tra le Alpi dell’Alta Savoia e Torino durante le guerre napoleoniche, l’opera racconta una tormentata vicenda amorosa che si sviluppa tra passioni, segreti familiari e tensioni sociali. Il dramma segue il destino della giovane Maria, simbolo di innocenza e purezza, trascinata verso un tragico epilogo da un sentimento proibito e distruttivo. Nonostante le aspettative e il riconoscimento del talento di Franchetti, l’opera non riuscì però a consolidarsi stabilmente nel repertorio lirico dell’epoca. Parte della critica accolse il lavoro con riserve, pur riconoscendo nella scrittura orchestrale e nella tecnica compositiva del musicista una straordinaria maturità artistica. Anche Arrigo Boito, con la sua consueta ironia, osservò come Franchetti sembrasse “scatenare una tempesta in un bicchier d’acqua”, sottolineando il contrasto tra la potenza musicale e l’intimità del soggetto. Negli ultimi anni tuttavia è stata avviata una significativa rivalutazione di Fior d’Alpe, riconoscendo a questa partitura una notevole originalità e una raffinata solidità tecnica. Questa rinnovata attenzione ha reso possibile il ritorno dell’opera sulle scene internazionali, anche grazie al recupero della copia della partitura sopravvissuta fino ai giorni nostri.

L’iniziativa berlinese nasce anche grazie al lavoro dell’Associazione per il Musicista Alberto Franchetti, impegnata da anni nella valorizzazione dell’opera del compositore emiliano, ammirato in vita da figure come Giuseppe Verdi e Arturo Toscanini. Fondata a Reggio Emilia nel 2008 e presieduta da Stefano Maccarini, l’Associazione continua a promuovere iniziative culturali, pubblicazioni scientifiche e progetti artistici finalizzati a mantenere viva la memoria del compositore.