Commissariato il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma
Nominati due commissari straordinari al posto del presidente e del direttore.
26 aprile 2022 • 2 minuti di lettura
Un decreto della ministra dell’università e della Ricerca Scientifica Maria Cristina Messa, datato 22 aprile e comunicato il 25, ha commissariato il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma. Marco Villani e Paolo Rotili sono stati nominati rispettivamente “commissario con le funzioni del presidente” e “commissario con le funzioni del direttore”. Il presidente e il direttore precedentemente in carica, Antonio Marcellino e Roberto Giuliani, sono stati rimossi e l’erogazione delle rispettive indennità è stata sospesa a decorrere dalla data d’insediamento dei commissari.
Tutto si può dire tranne che sia un fulmine a ciel sereno, perché questa travagliata vicenda è iniziata il 5 ottobre del 2017 - appena un anno dopo l’insediamento del nuovo direttore - quando venne presentata la prima interrogazione parlamentare sulla gestione del conservatorio romano. Ma già prima molte voci si erano levate dall’interno del conservatorio per protestare contro la gestione dell’allora neodirettore.
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Nel decreto ministeriale si parla di “criticità gestionali”, “modifiche irrituali del regolamento”, “procedimenti disciplinari avviati dal direttore in situazioni di potenziale conflitto di interessi” e “improprio utilizzo delle […] risorse finanziarie”. Sono accuse di non poco conto.
Ci si potrebbe legittimamente chiedere perché siano state necessarie due ispezioni ministeriali, dieci interrogazioni parlamentari, vari esposti e diverse sentenze (non tutte concordi) per arrivare alla decisione della ministra (che comunque alla fine ha deciso, a differenza dei suoi predecessori). Sul ritardo del provvedimento pesano anche le lungaggini burocratiche, perché l’iter per il commissariamento è iniziato il 3 dicembre scorso, ma sono stati necessari quasi cinque mesi perché compisse il suo iter nelle stanze della burocrazia.