La fiaba di Lohengrin
Controverso il nuovo allestimento di Fanny&Alexander di Lohengrin a Bologna.
14 novembre 2022 • 2 minuti di lettura
Teatro Comunale di Bologna
Lohengrin
13/11/2022 - 20/11/2022Lohengrin fu la prima opera wagneriana eseguita in Italia proprio a Bologna, ed è con lo stesso titolo che il Teatro Comunale saluta la sala Bibiena, che al termine delle recite di questo allestimento chiuderà per restauri fino al 2026.
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Con Asher Fisch alla direzione e l’impianto scenico e registico affidato a Luigi De Angelis e Chiara Lagani di Fanny&Alexander, il nuovo Lohengrin bolognese evoca dei vaghi anni ’50 in cui il racconto cavalleresco del libretto viene riportato al livello della fiaba e del gioco d’infanzia (elemento che si rivela costante nelle loro letture). Dominano visivamente (a tratti in maniera anche invadente) proiezioni ad effetto. Alcune scelte sono molto forti e suscitano grande coinvolgimento nello spettatore, come il senso di disorientamento all’arrivo del cigno, a causa di un voluto glitch nella proiezione, oppure l’accensione delle luci in sala alla richiesta di un campione che salvi Elsa: può anche il pubblico essere partecipe di un dramma che si svolge sul palcoscenico? Può cambiare le sorti di un personaggio? Per un momento ce lo si chiede. A tali intensissimi momenti fanno da contraltare scelte ermetiche, che dimostrano sicuramente un approfondito lavoro su simboli e sottotesti, ma che rischiano di rimanere incomprese.
Il risultato scenicamente controverso è corroborato da alti e bassi nel cast vocale. Vincent Wolfsteiner è un Lohengrin un po’ pacioso e lontano dall’immaginario del cavaliere per antonomasia. Più attenti alle sfumature e alle dinamiche gli altri elementi: Elsa di Brabante era Martina Welschenbach, Telramund era Lucio Gallo e Ricarda Merbert una Ortrud dall’emissione sicura e fine. Severo e pienamente convincente anche Albert Dohmen quale Re Enrico l’Uccellatore. Al termine dello spettacolo, agli applausi all’unisono si sono sovrapposti vari, ma più contenuti, moti di protesta, e forse anche questo è un segno di uno spettacolo riuscito: quello che ha la capacità di sollevare provocazioni e di non lasciare indifferenti. Repliche fino al 20 novembre.