Jessica Pratt al Festival Puccini

In recital con il pianista James Vaughan

RN

28 aprile 2026 • 2 minuti di lettura

Jessica Pratt (Foto Giorgio Andreuccetti)
Jessica Pratt (Foto Giorgio Andreuccetti)

Auditorium Caruso, Torre del Lago

Jessica Pratt e James Vaughan

26/04/2026 - 26/04/2026

Il secondo asso del tris appartenente alla rassegna “Aspettando Turandot” organizzata dal Festival Puccini, è calato il 26 aprile in un recital per canto e pianoforte di rara qualità. Eccellenti i protagonisti: Jessica Pratt, sostenuta dal pianoforte di James Vaughan, in un repertorio scelto e ricercato.

Preceduto dalla consegna del 56esimo Premio Puccini a Massimo Marsili, per anni direttore della Fondazione Giacomo Puccini di Lucca e attualmente Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, la superlativa professionalità, carisma, espressività comunicativa dei due musicisti, incanta letteralmente l’Auditorium Caruso. Il folto pubblico si prodiga in ripetute ovazioni, standing ovation durante e al termine della serata.

Il programma si snoda in un raffinato percorso tra Ottocento e primo Novecento di autori quali Bellini, Dell’Acqua, Bachelet, Strauss, Donizetti, affidati a voce e pianoforte; quest’ultimo trova il proprio spazio solistico con Debussy e John Field.

L’intesa tra strumento e canto è perfetta; il repertorio scelto permette a Pratt di esternare tutte le sue eccellenti qualità e caratteristiche per le quali non è necessaria un’ulteriore valutazione; così come il tocco di Vaughan sostiene la voce in altrettanto eccellente respiro e controllo adeguato delle dinamiche tale da costituire un tutt’uno tra suono e parola. Stessa maestria Vaughan la esprime nei due brani per pianoforte solo.

Pratt, da esperta donna di teatro, con il suo accattivante carisma mima scenicamente i singoli personaggi interpretati, sia nelle arie tratte da opere sia in quelle prettamente cameristiche, trasmettendo al pubblico un’espressività e una simpatia comunicativa di raro talento. Al pubblico, letteralmente in estasi col proseguire della serata, i due musicisti hanno concesso numerosi fuori programma; tra questi l’«Aria della Bambola» (con simpatiche gags mimiche in forma semiscenica), «Casta diva» e «Glitter and be gay».

Il repertorio e i fuori programma hanno permesso a Pratt palesare il suo eclettismo vocale in modo unico: dai morbidi fraseggi dei cantabili lirici, alle colorature e cadenze di pura e temibile agilità, mantenendo sempre omogeneità di colore, intensità spessa ed equilibrata, padronanza di palcoscenico.

Una serata memorabile nella sua interezza; una di quelle serate perfette, dove ogni aggettivo per definirne la preziosa rarità sembrerebbe piaggeria o retorica. No. È solo la verità.