Matrilineare, cantautrici in Italia

Il libro di Piergiorgio Pardo racconta la "canzone d'autrice" italiana in 24 interviste

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22 giugno 2026 • 2 minuti di lettura

La Niña
La Niña

Non più di qualche mese fa, avevamo notato in una puntata di #Italodischi come fosse ormai rilevante la presenza di autrici nei dischi di cantautorato italiano, rimarcando inoltre quanto questa tendenza fosse inedita rispetto a una tradizione certamente gloriosa, ma caratterizzata da una schiacciante preponderanza maschile.

Il tema meritava un approfondimento, e con perfetto tempismo ecco un libro che sembra fatto apposta per esplorare quel fenomeno. Matrilineare – La musica italiana nelle parole delle cantautrici, di Piergiorgio Pardo (Minimum fax 2026, pp. 448, € 20,00), racconta l’evoluzione del cantautorato femminile in Italia, dagli albori ad oggi.

Molto opportunamente, lo fa con un approccio non invasivo: gli interventi esplicativi sono limitati allo stretto necessario, e circoscritti alla contestualizzazione di determinati momenti chiave. Per il resto, la parola spetta alle protagoniste di questo fenomeno, ovvero alle autrici che dall’immediato dopoguerra ai giorni nostri hanno saputo (e voluto) scrivere le loro canzoni in autonomia, superando il mero ruolo di interprete al quale (troppo) a lungo le cantanti donne erano rimaste confinate.

Tantissime interviste, quindi: si inizia con Maria Monti, si prosegue con Nada, Rettore e Cristina Donà, per poi concedere ampio spazio alla nuova generazione di cantautrici che da una dozzina d’anni a questa parte hanno portato un benefico scossone nel panorama indie e non solo: da Daniela Pes a Whitemary, da La Niña a Birthh, da Myss Keta a Giulia Mei, ce n’è veramente per tutti i gusti (l’unico rammarico potrebbe essere l’assenza di Madame, ma su un totale di 24 interviste ce ne faremo una ragione).

Pardo è peraltro molto bravo a modellare ogni colloquio sulle caratteristiche dell’artista, e da quelle spiegare qual è stato l’impatto a livello culturale e sociale: mai, come in questo caso, non sono solo canzonette. E il fatto stesso che il panorama odierno non sia mai stato così florido per quanto riguarda il cantautorato femminile, ha anche una valenza politica importante, alla quale tutti noi dovremmo in qualche modo contribuire.