Il Caso Corti a Fiesole

Chiusa la classe di corno di Guido Corti che va al Conservatorio Cherubini

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La classe di corno di Guido Corti alla Scuola di Musica di Fiesole non c'è più: lo scorso 4 agosto la Scuola ha comunicato al docente la fine della sua lunga attività a Villa la Torraccia. C'è una lunga lettera di protesta, inviata fra gli altri agli amministratori della Scuola e al sindaco di Fiesole, firmata da un grande numero di allievi ed ex allievi, tra cui spiccano diversi primi corni delle orchestre italiane e europee (da Santa Cecilia al Mozarteum), corni di fila e molti docenti. Vi si ricorda che Corti fu chiamato all'inizio degli anni Ottanta dal fondatore Piero Farulli come figura-chiave di una didattica aggiornata, innovativa, di successo. Tanto che oggi sono una sessantina i cornisti da lui formati che sono in professione: un top didattico decisamente brillante, come ogni docente di strumento ben capisce. E ciò, sottolineano gli scriventi, ha portato sempre molte iscrizioni, dunque un'ottima sostenibilità e una grande visibilità internazionale. I firmatari lamentano inoltre la tardiva informazione fornita agli allievi e aspiranti tali.

Per il "Giornale della Musica", e in particolare per chi scrive, la meraviglia è doppia: per la fine della collaborazione con uno dei più prestigiosi e affermati docenti "storici", che appare francamente come un autogol, e perché non sono passati molti mesi da quando, in occasione del quarantennale della Scuola, in un ampio servizio dedicato dal GdM a quest'anniversario, la situazione sembrava completamente diversa, e Corti era annoverato fra i docenti più rappresentativi della Scuola di Musica di Fiesole e da noi interpellato come responsabile della sezione fiati della Giovanile e di un progetto speciale, quello dell'orchestra giovanile albanese (i cui membri, da notare, sono firmatari della lettera di cui sopra). Il sovrintendente della Scuola, Lorenzo Cinatti, dice le sue ragioni: la decisione della Scuola non è stata un fulmine a ciel sereno, era stata preceduta da precise e inevase richieste di chiarimenti in merito al quadro normativo e istituzionale dell'effettuazione di alcuni progetti di respiro internazionale, ad esempio sulle modalità della collaborazione con l'orchestra giovanile albanese. E, sembra di capire, è questo il principale casus belli: il tema dei rapporti internazionali. Ma la replica di Corti ribalta l'accusa. «Il punto è che Fiesole la convenzione con l'orchestra giovanile albanese l'aveva fino al 2013, tanto che portai quest'orchestra insieme alla Giovanile Italiana anche alla rassegna pisana Anima Mundi per un Requiem di Verdi, e poi l'ha un po' lasciata cadere. Io credo molto in questi ragazzi, che si sono autoorganizzati attraverso un'associazione il cui scopo è di formare un'orchestra giovanile balcanica in cui possano suonare insieme i giovani dei paesi ex nemici». Una sorta di Divan Orchestra in Europa... «Sì, e il Conservatorio 'Cherubini' di Firenze ha aperto le sue porte a questi musicisti e saprà sfruttare questa collaborazione, così come è stato molto veloce nel propormi per chiara fama una cattedra di corno. E siccome normalmente gli allievi seguono il docente con cui si trovano bene, il risultato è che la mia ultratrentennale classe, una delle più frequentate, con una lunga lista d'attesa, con ragazzi che vengono da lontano, lascia Fiesole e scende a Firenze». Una sorta di nemesi storica, se pensiamo che Farulli lasciò il 'Cherubini' sbattendo la porta per fondare Fiesole... «Ma il punto è che le cose cambiano. L'ho già detto al GdM con parole che mi sono state rimproverate: Fiesole non è più una rompighiaccio, deve tornare a guardare avanti come sapeva fare Farulli, per capire prima quale sarà il nostro ruolo nell'Europa musicale del 2020 e del 2030. Per come la vedo io, non mi sembra che ci si occupi stabilmente, seriamente e con la dovuta competenza dei progetti didattici internazionali, che sono assolutamente decisivi oggi, e della dimensione internazionale della didattica professionalizzante. Non basta avere molti iscritti, bisogna vedere quanti poi fanno la professione !».

Dal canto suo Cinatti assicura di voler acquisire agli atti tutta la documentazione di questa controversia per fornire agli amministratori un'informazione trasparente su tutta la vicenda, e ci informa che la classe di corno sarà coperta da Jonathan Williams, cornista inglese già prima parte dell'orchestra della BBC, che in effetti sembra avere le carte più che in regola. Parrebbe, insomma, uno scontro finito male fra la libertà e indipendenza di movimento di un docente che è anche un artista e un organizzatore affermato, con molta carne al fuoco, e l'inevitabile necessità di controllo dell'amministrazione. Indubbiamente c'è anche un agitarsi delle acque in vista delle prossime elezioni del sovrintendente e del direttore artistico, in un momento difficile, in cui è più arduo spendere il retaggio fiesolano, mantenersi alla sua altezza. Ma il risultato è amaro, perché la Scuola perde un pezzo molto importante della propria storia.

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