Gli Accademici di Santa Cecilia e il decreto Bondi

Un documento sull'autonomia e la peculiarità dell'istituzione romana

Articolo
classica
In riferimento al Decreto Legge di riordino del settore delle Fondazioni Lirico-Sinfoniche, gli Accademici riuniti nella sede storica di Via Vittoria hanno espresso contrarietà e preoccupazione per le conseguenze di un decreto che tende ad escludere in maniera drastica e definitiva la presenza dei musicisti dagli organi di controllo delle Fondazioni. Approvano pertanto un documento che, in previsione dell'adozione degli attesi regolamenti, evidenzia i punti ritenuti inderogabili per affermare l'autonomia e la peculiarità dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia:
1. in merito all'assetto ordinamentale dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, si chiede che vengano confermate tutte le attribuzioni degli Accademici in relazione all'elezione del Presidente-Sovrintendente della fondazione, alla salvaguardia degli organi statutari (Assemblea degli Accademici, Consiglio Accademico) e delle loro prerogative, nonché alla composizione del Consiglio d'Amministrazione la cui componente accademica va mantenuta nelle proporzioni fissate dall'attuale statuto. Ciò per garantire anche per il futuro quell'indipendenza e autonomia che hanno caratterizzato la storia dell'Accademia sia per la sostanziale continuità di gestione nel lungo periodo, sia per lo sviluppo quantitativo e qualitativo dell'attività.
2. con riferimento alla peculiarità di S. Cecilia, unica tra le fondazioni a svolgere esclusivamente attività sinfonica la cui rilevanza internazionale è testimoniata dall'inserimento dei suoi complessi nei grandi circuiti internazionali sia per le tournée che per le incisioni discografiche, il suo riconoscimento è legato alla stessa storia dell'Accademia; giova ricordare che con l'entrata in vigore del Decreto Legislativo 29 giugno 1996 n.367, la cosiddetta "Gestione autonoma dei concerti di Santa Cecilia" è stata assorbita dall'Accademia che da sempre svolgeva ulteriori attività specifiche quali: - ricerca musicologica e pubblicazioni - formazione ed educazione musicale della collettività - valorizzazione del proprio patrimonio storico - corsi di perfezionamento (istituiti sin dal 1939 con legge dello Stato) attività che potevano contare su fonti di finanziamento pubblico aggiuntive rispetto l FUS. Con il trasferimento alla nuova sede del Parco della Musica, avvenuto dopo oltre 60 anni dalla distruzione dell'Augusteo, l'Accademia ha triplicato la propria attività nonostante i nuovi spazi abbiano comportato un maggiore impegno finanziario e logistico. Questi risultati sono stati possibili anche grazie al potenziamento e allo sviluppo di queste attività specifiche. Si ritiene pertanto necessario un adeguamento della contribuzione pubblica che tenga conto di questa straordinaria capacità produttiva così come anche degli investimenti fatti dalla fondazione per la creazione di realtà fruibili dall'intera collettività quali il Museo degli strumenti musicali o la Bibliomediateca.
3. con riferimento ai contributi allo spettacolo dal vivo, fermo restando quanto già espresso al punto precedente, è necessario che essi non siano soggetti alle variazioni della legge di bilancio annuale ma che anzi avvengano con un valore costante di triennio in triennio coerentemente con l'obbligo normativo di predisporre i relativi piani di previsione d'attività. Per il 2010 il fabbisogno dell'Accademia in termini di finanziamento statale, ai fini di salvaguardare la qualità e la produttività raggiunta negli ultimi anni, è stimato in almeno 14 milioni di euro, valore corrispondente al picco di contribuzione percepito nell'ultimo triennio (Fus e Legge speciale che al 31 dicembre 2009 ha però terminato di produrre effetti).
4. in tema di gestione del personale, va riconosciuta all'Accademia maggiore autonomia rispetto ai vincoli imposti dal decreto per porre rimedio a criticità relative ad altre realtà; tale autonomia consentirà di conservare e sviluppare ulteriormente l'importante patrimonio professionale costruito negli ultimi anni, pur nel rigoroso rispetto dell'equilibrio economico. In particolare è necessario garantire la possibilità di adeguare la propria pianta organica alle mutate esigenze produttive e agli enormi incrementi di attività registrati nell'ultimo periodo; tutto questo anche per il mutato contesto competitivo che ha comportato il trasferimento al Parco della Musica e a fronte di un bilancio in pareggio che l'Accademia può vantare negli ultimi anni. Anche la limitazione dello svolgimento di attività autonoma da parte del personale artistico va contemperata con l'esigenza di coloro, in particolare le prime parti dell'orchestra, che legittimamente e senza ricadute economiche per la fondazione, ambiscono svolgere un'attività concertistica-solistica che giova anche alla qualità e al prestigio dell'intera Accademia.

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