Firenze: in viaggio con Bach

La stagione degli Amici della Musica di Firenze

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Odissea Bach: un nome che a dire il vero non ci sembra troppo ben scelto, giacché ci auguriamo di non incontrarvi proci, cannibali, mostri marini e ciclopi, ma che in ogni caso è un lungo viaggio bachiano. Un progetto che nelle stagioni degli Amici della Musica di Firenze si protrarrà fino al 2019, collegandosi al centenario della storica associazione di musica da camera fiorentina, fondata nel 1920 con i concerti alla Sala Bianca di Pitti, dove si tenne nel 1924 la celebre esecuzione del Pierrot Lunaire con Schoenberg a cui assisté anche Giacomo Puccini. E' questa la principale novità della stagione 2016-2017, presentata lunedì dal presidente Stefano Passigli.

Una stagione che con i suoi sessanta concerti più i dieci del ripristinato Settembre Musica (21 settembre – 10 ottobre, dedicato ai giovani interpreti e a progetti e repertori rari e specifici) resta nel complesso all'altezza delle sue tradizioni. E infatti è Angela Hewitt che apre Odissea Bach e la stagione l'8 ottobre e torna in due altre date, e altre tappe sono quelle in compagnia di Ottavio Dantone e Accademia Bizantina, di Antonio Meneses e Mario Brunello, di Pietro De Maria, di Jordi Savall con Hesperion XXI per una sua Offerta Musicale (domenica 18 dicembre). E per il resto la stagione continua nei suoi filoni principali, quartetto (Belcea, Pavel Haas, Jerusalem, Artemis, Tackacs, Kelemen, Brentano, Casals, Hagen e gli esordi del Guadagnini e del Jack Quartett), grandi pianisti (da Murray Perhaia a Sokolov che chiude la stagione il 10 aprile) e pianisti giovani al debutto in questa stagione, liederistica, gruppi vocali, strumentisti di spicco. Proficue le collaborazioni con le altre realtà fiorentine, ad esempio con il Gamo per il concerto per i settan'anni di Salvatore Sciarrino (13 marzo).

Se le linee di fondo sono quelle di sempre, segnaliamo qualche programma o interprete che porta qualche novità o dà qualche sapore particolare, ad esempio i dodici violoncelli capeggiati da Mario Brunello per un concerto in memoria di Franco Rossi, indimenticabile violoncello del Quartetto Italiano, programma da Bach ad una prima mondiale di Sollima (15 ottobre); o Spira Mirabilis (nella foto grande), il gruppo della violinista Lorenza Borrani, per l'Ottetto di Schubert (17 dicembre): o la singolare “storia suonata” della tenzione musicale francese fra viola da gamba e violoncello, da Marais a Geminiani, con Enrico Bronzi, Vittorio Ghielmi & C. (5 marzo). Parte inoltre con l'attrice Maria Cassi “Piccoli Amici”, un progetto di letture con musica destinato alle scuole, e parte con Calvino (31 ottobre).

Insomma, lo ha ribadito Passigli, gli Amici vogliono andare verso un centenario all'altezza della propria storia, nel 2019-2020... ma dopo ? il presidente non ha mancato di sottolineare nuovamente i problemi di questa come di altre associazioni storiche della musica da camera in Italia, in primo luogo i criteri FUS che penalizzano la qualità a favore della quantità e in ogni caso ti permettono di contare su risorse sempre più limitate. Tanto che anche gli Amici, che pure avevano fino a qualche hanno fa un'ottima situazione gestionale e una bella reputazione in tal senso (tanto che possono ancora contare su un eccellente 59,36% di contributi privati rispetto al 40, 64% di contributi pubblici) si ritrovano in passivo da qualche stagione ( 258.000 ca. il deficit 2015), e in parte intendono rifarsi alzando i prezzi – tradizionalmente modici - di biglietti e abbonamenti, il che ha anche provocato qualche protesta degli habitués. Ma è evidente che non intendono limare la qualità e dunque gli inevitabilmente alti cachets. E allora il rischio sembra che si possa sì fare un bel centenario, ma poi ? Poi, dice Passigli, «dovrà essere Firenze a prendere le sue decisioni», una frase che forse non rassicura troppo chi vorrebbe che ci fosse anche qualcosa anche oltre il 2020. Il presidente degli Amici ha poi rilanciato le richieste e proposte già fatte in analoghe occasioni: la concessione come sede da parte del comune della palazzina liberty di Rinaldo Carnielo in piazza Savonarola, che doveva essere destinata in un primo tempo all'archivio-museo di Franco Zeffirelli, che poi ci ha ripensato e ha ottenuto uno spazio più grande nell'ex tribunale di piazza San Firenze, ma, sostiene Passigli, sarebbe perfetta per gli Amici e farebbe risparmiare la spesa non piccola dell'affitto della Pergola. A precisa domanda, però, non pare che la faccenda sia molto più avanzata di come lo fosse un anno fa. E poi, la richiesta che siano gli Amici a gestire una sorta di consulenza per le stagioni concertistiche della Toscana. Ma quali ? Difficile credere che, tanto per fare qualche esempio, la Micat in Vertice di Siena o la Pro Musica di Pistoia o l' Associazione Musicale Lucchese si lascino mettere sotto tutela dagli Amici, e quanto al resto oramai siamo a ben poco. Informazioni, prezzi e programma completo su www.amicimusica.fi.it.

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