Wagner senza parole

La Toscanini diretta da Robert Treviño esegue la Suite Sinfonica dal Ring di Wagner elaborata da Lorin Maazel

LF

26 settembre 2026 • 3 minuti di lettura

Filarmonica "Arturo Toscanini" (credits Riccardo Gallini)
Filarmonica "Arturo Toscanini" (credits Riccardo Gallini)

Teatro Galli, Sagra Musicale Malatestiana, Rimini

Filarmonica Arturo Toscanini, direttore Robert Treviño

24/09/2026 - 24/09/2026

Il secondo appuntamento sinfonico, all’interno della ricca programmazione della Sagra Musicale Malatestiana di Rimini, è dedicato  a Wagner e alla sua opera più grandiosa, la Tetralogia dell’Anello del Nibelungo, qui presentato nella Suite Orchestrale elaborata da Lorin Maazel nel 1987,  e incisa per la Telarc con i Berliner Philarmoniker.

Protagonista del concerto l’Orchestra Filarmonica  “Arturo Toscanini” diretta dall’americano  Robert Treviño, uno dei più interessanti direttori d’orchestra della sua generazione. Principal Guest Conductor dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI,  Treviño è stato Direttore principale dell’Orchestra Nazionale dei Paesi Baschi dal 2017 al 2025. In precedenza, ha ricoperto il ruolo di Direttore principale della Malmö Symphony Orchestra (2019–2021) e ha guidato numerose orchestre in tournée internazionali.

Il brano in  programma, una sorta di sintesi di un’ora e un quarto di musica eseguita senza soluzione di continuità che ne riassume quindici, è chiaramente un’impresa ardua ed ambiziosa, che sarebbe venuta in mente a Maazel a seguito di un colloquio con Wieland Wagner, nipote del compositore, nel 1960, l’anno del debutto di Maazel a Bayreuth. Nel ricordo di Maazel il nipote di Wagner riconobbe che l’essenza dell’opera, la sua fonte drammaturgica, sta nell’orchestra; sulla base di questa intuizione il direttore accettò la proposta dell’etichetta Telarc di creare una suite sinfonica  che entrasse giusto in un compact disc e che non fosse un’opera mutilata delle voci ma un brano compiuto che ne esprime la trama psicologica e drammatica, grazie alla ricca trama di Leitmotive  e alla loro funzione  narrativa e simbolica.

Del resto Wagner per primo autorizzò e sistemò estratti sinfonici da concerto tratti dalle sue opere (i cosiddetti “pezzi staccati”, come la Cavalcata delle Valchirie o il Viaggio sul Reno) per meri scopi commerciali e divulgativi, tradendo sostanzialmente le sue teorie sull’opera d’arte totale in un’ epoca in cui le trascrizioni, le parafrasi e le fantasie sulle opere erano di gran moda, come sperimentò il suocero pianista Franz Liszt nelle sue tournées concertistiche. 

Robert Treviño (credits Riccardo Gallini)
Robert Treviño (credits Riccardo Gallini)

Dopo l’esempio di Maazel altri si cimentarono in rielaborazioni orchestrali delle opere wagneriane, come Leopold Stokowski e  Fritz Reiner, che curarono arrangiamenti dove  vennero giustapposte varie opere;  o Henk de Vlieger, che come Maazel curò la trascrizione del Ring, ma facendo sentire di più la propria impronta personale nelle parti di raccordo e nelle transizioni  tra le varie sezioni, mentre Maazel con abilità straordinaria non aggiunge nulla alla partitura originale.

Il concerto è stato chiaramente un’ora e un quarto di tripudio sonoro, sorretto dalla sapiente e sicura bacchetta di Treviño: il suono sontuoso della Toscanini ha immerso il pubblico in un ascolto ricco di suggestioni, perché la partitura ha necessariamente una sua teatralità, per la presenza di continui contrasti  di ogni tipo e di temi , motivi, cellule melodiche, molto iconici. L’effetto generale che ne è stato colto è quello della discontinuità, della immersione in  una atmosfera per poi lasciarla repentinamente, e del continuo rimando ad elementi extramusicali, parole o immagini. Ma se si pensa che Wagner ha lasciato la sua impronta più sulle generazioni successive di sinfonisti che di operisti, forse proprio scevra della scena e della parola nella sua musica si può cogliere il carattere innovativo dell’orchestrazione, il gusto del suono e degli impasti timbrici.

Il concerto ha riscosso molto successo, e lunghi sono stati gli appalusi per il direttore e per i professori dell'orchestra.