La morte di Pierre Médécin

Cordoglio in Francia per la scomparsa del novantenne regista lirico e direttore generale dell’Opéra di Nizza e dell’Opéra Comique

SN

07 gennaio 2026 • 2 minuti di lettura

Pierre Médecin
Pierre Médecin

È scomparso all’età di 90 anni Pierre Médecin, figura di rilievo nel mondo dell’opera lirica francese, noto per le regie liriche ma soprattutto per essere stato direttore generale dell’Opera di Nizza e dell’Opéra-Comique di Parigi. La notizia della sua morte, avvenuta il 4 gennaio 2026, è stata accolta con profonda commozione dal mondo culturale e musicale francese, che riconosce in lui un uomo di cultura, di rigore artistico e di grande passione per il teatro d’opera.

Nato nel 1935, Médecin iniziò la sua carriera come assistente regista di Wieland Wagner a Bayreuth, segnando sin da subito un legame profondo con i grandi maestri e le principali tradizioni del teatro lirico. La sua esperienza professionale lo portò a entrare come consigliere artistico nel 1959 all’Opéra de Nice, teatrp di cui nel 1982 fu nominato direttore generale dando un contributo significativo alla definizione di una politica produttiva strutturata e competitiva nel panorama operistico francese. Nel 1994 Médecin fu chiamato a Parigi alla direzione generale dell’Opéra Comique, posizione che occupò fino al 2000. In quel periodo, l’istituzione affrontò una fase cruciale di evoluzione artistica dopo la sua separazione dall’Opéra national de Paris, e Médecin diede il suo contributo decisivo con la propria visione rigorosa e rispettosa della tradizione, ma aperta alla necessaria modernizzazione e riorganizzazione del repertorio e delle attività produttive. La sua carriera non si limitò alla direzione amministrativa e artistica: fu anche regista di rilievo. Fra le sue numerose regie liriche, si ricorda anche un Pelléas et Mélisande al Teatro alla Scala di Milano nel 2005 con la direzione di Georges Prêtre.

Alla notizia della sua morte sono seguiti numerosi tributi, tra cui quello del sindaco di Nizza, Christian Estrosi, che ha ricordato Médecin come una “figura centrale della vita culturale della città”, sottolineando il lascito duraturo del suo lavoro attraverso le produzioni, i progetti scenici e l’influenza sulla storia dell’opera locale e nazionale.