Lino Straulino e la poesia dei sentimenti
Il cantautore friulano Lino Straulino mette in musica le liriche del poeta Leonardo Zanier.
25 gennaio 2019 • 2 minuti di lettura
Lino Straulino
Ogni sera / Lino Straulino al cjante Leonardo Zanier
È stato scritto, con bella intuizione, che le lingue e dialetti locali italiani hanno un potenziale comunicativo in più, rispetto alla lingua nazionale, e non certo per fruste ragioni campanilistiche tornate d’attualità, in questi tempi un po’ scellerati.
Oltre a poter dar nome a cose, situazioni, emozioni che l’italiano non riesce a esprimere con la medesima pregnanza, le lingue locali, quando sono usate in poesia, possono muoversi come funamboli della vertigine tra i due estremi dell’espressione delle più crude disarmonie, o delle dolcezze più insistite che in italiano suonerebbero false e zuccherose. È un ricordo tornato in mente all’ascolto di Ogni sera, nuovo eccellente capitolo discografico di Lino Straulino per Nota Records, qui impegnato a mettere in musica la “poesia dei sentimenti” del grande poeta carnico Leonardo Zanier, scomparso ottantaduenne nel 2017.
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Come ben racconta Valter Colle nelle note al disco, il rapporto tra le parole di Zanier e la voce e la chitarra di Lino Straulino affonda le radici in uno snodo temporale ben chiaro e identificabile, che ha fatto da antecedente a questo nuovo cd: nei primi anni Novanta Straulino avrebbe dovuto accompagnare con la sua chitarra gentile e sonante la voce di Emma Montanari sui testi di Zanier incisi una ventina d’anni prima dal Canzoniere Friulano. Assente per cause di forza maggiore Emma, Lino a poche ore dalla performance sfogliò i testi del poeta, e all’impronta compose una musica per la poesia "Licôf". Il tutto finì poi anche sul primo lavoro solistico di Straulino. Da allora si sono srotolati i decenni, e l’autore friulano ha continuato a incrociare le piste poetiche di Leonardo Zanier, con quei suoi racconti semplici, diretti, e investiti invece di misteriose risonanze metafisiche.
Questo disco, in fondo, non è nato in modo molto dissimile da quella primissima esperienza:le idee musicali fissate di getto sullo smartphone, dopo aver riletto le poesie, due giornate per musicare quindici pezzi poetici. Perché le note di Straulino assomigliano alle poesie di Zanier: tracce melodiche semplici e schiette, ma che prendono bene la mira del cuore, con il tintinnare lieve di certe cose che furono di Nick Drake, con la soave cantabilità di un Bruce Cockburn. Registrazione analogica, e diversi amici in studio ad aggiungere lievi pennellate di corde elettriche e acustiche, percussioni, armoniche.