La navigata eleganza di Rava ed Hersch
Un gioco a due, ricercato e raffinato, raccolto nel nuovo disco realizzato da Enrico Rava e Fred Hersch.
02 ottobre 2022 • 2 minuti di lettura
Enrico Rava, Fred Hersch
The Song is You
Poco meno di un mese fa è uscito questo album per l’etichetta di Manfred Eicher che vede protagonisti Enrico Rava e Fred Hersch, due artisti – diciamo così – dalla consolidata esperienza qui impegnati in un dialogo coinvolgente, articolato in alcuni brani che restituiscono un’affinità espressiva dalla rara compiutezza. Registrato a Lugano nel novembre dello scorso anno, The Song is You sugella l’incontro tra due personalità ampiamente affermate nel panorama jazzistico – un duo, peraltro, impegnato da qualche tempo in diversi concerti dal vivo nel nostro Paese – offrendo un percorso di ascolto variegato e coinvolgente.
Già dal primo brano, “Retrato em Branco” (Antonio Carlos Jobim/Chico Buarque), i due artisti tracciano i caratteri di due personalità, appunto, differenti e complementari, espresse nell’intreccio tra la densa sensibilità armonico-digitale espressa dal pianoforte di Hersch e il suono compatto e fluente, screziato di personali venature timbriche del flicorno di Rava. Ma se in occasione della composizione di Jobim-Buarque i due musicisti si sono mossi attraverso una sorta di cauta e misurata eleganza, nella traccia successiva hanno saputo distillare approcci e rimandi diversi, convogliati attraverso i liberi interventi che hanno costruito un’improvvisazione composta con navigata misura attraverso uno scambio sempre aperto ed efficace.
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Passando oltre le raffinate interpretazioni di pagine quali “I’m Getting Sentimental Over You” (George Bassman/Ned Washington) e il brano eponimo firmato da Jerome Kern e Oscar Hammerstein II, arriviamo a “Child’s Song”, composizione originale di Fred Hersch che, con la sua linea melodico-armonica morbidamente immediata, ci pare rievocare atmosfere conosciute e famigliari, così come pare fare la più breve “The Trial”, l’originale traccia seguente firmata da Rava e che, nei frammenti melodici un poco più bluseggianti, pare richiamare la successiva “Misterioso”, forse l’interpretazione più ispirata del disco e primo omaggio alla musica di Thelonious Monk. Al pianista e compositore statunitense è infatti dedicato anche l’ultimo brano del disco, quella celeberrima “‘Round Midnight” che qui vede il solo pianoforte di Fred Hersch chiudere “in solitaria” un disco frutto di una decantata espressività e nutrito da una feconda e piacevolissima immediatezza.