Traiettorie 36, tra prime assolute e un omaggio Feldman

Con diciassette concerti, la rassegna di musica moderna e contemporanea ospiterà a Parma un ricco cartellone di concerti solistici, recital pianistici, ensemble e molto altro ancora.

AM

04 maggio 2026 • 6 minuti di lettura

In collaborazione con Fondazione Prometeo

Grazia Raimondi
Grazia Raimondi

Dal 9 al 23 maggio 2026 a Parma si terrà la 36ª edizione di Traiettorie, Rassegna Internazionale di Musica Moderna e Contemporanea, con una varietà di proposte fra le quali si contano dieci concerti solistici, di cui cinque recital pianistici, quattro ensemble e l’ormai consueto appuntamento dedicato alla musica elettronica acusmatica. Organizzata e promossa da Fondazione Prometeo, la rassegna offre anche un omaggio a Morton Feldman, nel centenario del compositore americano, 14 prime esecuzioni italiane e due prime assolute. Esperienze che concorrono a far diventare Parma una piccola capitale della musica contemporanea, anche grazie alla presenza di interpreti di assoluto rilievo internazionale.

In vista dell’inaugurazione di Traiettorie, abbiamo intervistato il direttore artistico Martino Traversa che ha illustrato il programma della rassegna.

Quali sono le "Traiettorie" proposte dalla rassegna Internazionale di Musica Moderna e Contemporanea?

«La XXXVI edizione di Traiettorie si articola attorno a tre grandi ambiti che ne definiscono l’identità artistica: la musica contemporanea per strumenti tradizionali, la creazione elettroacustica e la musica elettronica. Non si tratta di compartimenti separati, ma di tre prospettive complementari attraverso cui osservare l’evoluzione del pensiero musicale tra XX e XXI secolo.

Da un lato, la presenza degli strumenti acustici mantiene un legame vivo con la tradizione, continuamente ridefinita attraverso nuove tecniche esecutive, nuove forme e nuovi linguaggi. Dall’altro, l’elettroacustica introduce una dimensione ibrida, in cui il suono strumentale si espande, si trasforma e dialoga con l’elettronica. Infine, la musica elettronica pura rappresenta uno spazio autonomo, in cui il suono si emancipa definitivamente dalla sua origine fisica e diventa materia da modellare direttamente.

Marco Angius ®Marco Gorreri
Marco Angius ®Marco Gorreri

È all’interno di questa triplice prospettiva che si definiscono le “Traiettorie” del festival. La rassegna costruisce un percorso che attraversa queste tre dimensioni mettendole costantemente in relazione, evidenziando continuità e fratture, eredità storiche e nuove possibilità percettive.

L’edizione 2026 è dedicata a Morton Feldman, figura centrale del secondo Novecento, la cui riflessione sul suono come evento isolato, sulla dilatazione del tempo e sulla crisi della memoria musicale diventa una chiave di lettura trasversale all’intero programma. Attorno a questa figura si sviluppa una costellazione di esperienze che va da Debussy e Ravel fino a Boulez, Cage, Carter e alle più recenti ricerche elettroacustiche.

Le “Traiettorie” proposte non disegnano dunque una linea univoca, ma una mappa complessa: un sistema di percorsi che invita l’ascoltatore a muoversi tra differenti stati del suono, tra presenza e assenza, tra materia e percezione, restituendo l’immagine di una musica contemporanea intesa non come stile, ma come campo aperto di possibilità».

Quale immagine rappresenterà la rassegna di quest'anno?

«Da alcuni anni l’immagine di Traiettorie affianca al progetto musicale una riflessione più ampia sul rapporto tra uomo, natura e ambiente. Abbiamo scelto di utilizzare la fotografia contemporanea come strumento di pensiero, capace di rendere visibili le trasformazioni, spesso drammatiche, del nostro tempo.

I temi legati al cambiamento climatico, agli effetti sempre più imprevedibili dei fenomeni estremi e alle conseguenze devastanti che questi producono sulle popolazioni sono diventati centrali. È ormai evidente come la responsabilità principale di questa crisi ricada sull’azione dell’uomo.

Negli ultimi anni abbiamo scelto immagini di alcuni tra i più grandi fotografi contemporanei: da Sebastião Salgado e Stuart Franklin, che hanno raccontato la bellezza e la grandiosità della natura, fino a Paolo Pellegrin e Jean Gaumy, che hanno documentato lo scioglimento dei ghiacciai, trasformando questo fenomeno in una potente immagine simbolica della nostra epoca.

Dopo aver affrontato proprio il tema dei ghiacciai nelle scorse edizioni, quest’anno l’attenzione si concentra su un altro elemento primario: il fuoco.

Ensemble Musikfabrik ®Janet Sincia
Ensemble Musikfabrik ®Janet Sincia

L’artista che abbiamo scelto è Nanna Heitmann, le cui immagini restituiscono una natura attraversata da tensioni profonde, in cui il fuoco non è solo un fenomeno naturale, ma diventa una presenza ambigua, al tempo stesso distruttiva e ipnotica. L’immagine selezionata mostra un paesaggio sospeso, quasi silenzioso, in cui la combustione sembra avvenire dall’interno, come un processo lento e inesorabile.

È un’immagine che dialoga in modo molto stretto con il progetto musicale della rassegna: così come nella musica di Feldman il suono si trasforma impercettibilmente nel tempo, anche qui assistiamo a una metamorfosi che non è spettacolare ma profonda, quasi invisibile. Il fuoco diventa allora metafora di una trasformazione continua, di una fragilità della materia che riguarda tanto la natura quanto il suono.

In questo senso, l’immagine non è semplicemente un elemento visivo, ma parte integrante del pensiero di Traiettorie: un invito a riflettere, attraverso linguaggi diversi, sulla complessità e sulle contraddizioni del presente».

Pietro Ceresini ®Davide Bona
Pietro Ceresini ®Davide Bona

Chi sono gli artisti e gli ensemble protagonisti?

«Il cartellone di Traiettorie 2026 riunisce interpreti tra i più autorevoli della scena internazionale della musica contemporanea, accanto a una presenza significativa di giovani musicisti, in un dialogo costante tra esperienza e nuove generazioni. Tra i solisti figurano artisti di riferimento come Florent Boffard, Garth Knox, Yaron Deutsch, Jérôme Comte e Thierry Miroglio.

Un ruolo centrale è affidato agli interpreti italiani e agli ensemble internazionali: Francesco Prode, Pietro Ceresini e l’Ensemble Prometeo, realtà strettamente legata alla Fondazione Prometeo, presente sia come formazione, sia attraverso concerti solistici di alcuni suoi membri, tra cui Ciro Longobardi e Grazia Raimondi. Completano il quadro due tra le più prestigiose formazioni europee, punti di riferimento della scena contemporanea: l’Ensemble Musikfabrik e l’Accroche Note. Accanto a queste presenze, il festival ospita anche il duo formato da Ivan Rabaglia e Alberto Miodini, membri del Trio di Parma, interpreti di grande esperienza che arricchiscono ulteriormente il programma.

Leo GEVISSER ®Jean-Baptiste Millot
Leo GEVISSER ®Jean-Baptiste Millot

La rassegna si apre inoltre alle nuove generazioni, con giovani interpreti e formazioni emergenti, tra cui musicisti provenienti dal Conservatorio di Parigi, il giovane pianista Leo Gevisser, vincitore di concorsi internazionali e il Furano Saxophone Quartet.

Ne risulta un panorama interpretativo ampio e articolato, capace di restituire la vitalità e la ricchezza della musica contemporanea di oggi».

Ci saranno anche quest'anno brani in prima esecuzione italiana?

«Sì, anche nel 2026 Traiettorie conferma con forza la propria vocazione alla scoperta e alla diffusione della musica contemporanea, con un programma che include 14 prime esecuzioni italiane e due prime assolute.

Jerome Comte®Philippe Berry
Jerome Comte®Philippe Berry

Il concerto inaugurale, ospitato nella sontuosa cornice del Teatro Farnese, sarà affidato a Florent Boffard, tra i principali interpreti internazionali del repertorio contemporaneo, che presenterà in prima esecuzione assoluta il primo libro dei miei Préludes, a lui dedicato.

Tra le nuove produzioni, segnalo con soddisfazione una commissione della Fondazione Prometeo al compositore Daniele Bravi, un lavoro per pianoforte ed elettronica che indaga il rapporto tra scrittura strumentale ed espansione elettroacustica, con la regia del suono affidata a Federico Scalas.

Un ruolo significativo è inoltre svolto dalla componente elettronica, presente in diversi concerti e realizzata da nCRAM – Nuovo Centro di Ricerca Acustica Musicale della Fondazione Prometeo, che vedrà la partecipazione di Marco Matteo Markidis e Pietro Bottioni alla regia del suono.

Accanto a queste nuove produzioni, le numerose prime italiane testimoniano la volontà di Traiettorie di offrire uno sguardo aggiornato e approfondito sulle tendenze più recenti della creazione musicale, confermando il festival come luogo attivo non solo di programmazione, ma anche di produzione e diffusione della nuova musica».

Florent Boffard
Florent Boffard

Quale sarà il programma del concerto acusmatico?

«Il concerto acusmatico, previsto alla Casa del Suono, rappresenta uno dei momenti più significativi del versante elettronico del festival, offrendo un percorso interamente dedicato alla musica su supporto e alla spazializzazione del suono.

Il programma mette a confronto differenti generazioni e modalità di pensare l’elettronica. Da un lato una figura storica come Bernard Parmegiani, con una selezione da De Natura Sonorum, opera fondamentale della musica acusmatica, che indaga in modo sistematico le qualità morfologiche e percettive del suono. Dall’altro, lavori più recenti come quelli di Marco Matteo Markidis e Agostino Di Scipio – figura di spicco in ambito internazionale – che affrontano il tema del suono nell'interazione con l’ambiente attraverso sistemi di altoparlanti tetraedici e ottofonici.

Garth Knox ®Jean Radel
Garth Knox ®Jean Radel

La diffusione e la regia del suono sono affidate a nCRAM, che utilizza sistemi avanzati di spazializzazione basati sulla Wave Field Synthesis, installati presso la Casa del Suono di Parma, per trasformare l’ascolto in un’esperienza immersiva multidimensionale.

Il concerto propone così non solo un programma musicale, ma una vera e propria esperienza sensoriale e percettiva, in cui l’ascoltatore è invitato a immergersi in una dimensione sonora che supera la frontalità tradizionale e ridefinisce il rapporto tra lo spazio, il tempo e l'ascolto».