Ritrovare Mingus in un graphic novel
La biografia a fumetti di Mingus firmata da Flavio Massarutto e Squaz, per Coconino Press.
29 settembre 2021 • 2 minuti di lettura
Si discuteva recentemente, in una bella conversazione a più voci su Facebook, sulla discontinua attenzione cui – nelle narrazioni che accompagnano le recenti tendenze del jazz – è talvolta sottoposta la figura di Charles Mingus. Se per alcune generazioni più giovani l’attenzione verso esperienze come quelle di un Pharoah Sanders o di una Alice Coltrane (tanto per citare i due che, insieme al “semprewierd” Sun Ra, sono tra i più citati come fonte di ispirazione) sembrano andare a soddisfare le esigenze di respiro cosmic e quelle di una personalità sonica in grado di attraversare i decenni, al contrabbassista di Nogales si rischia di pensare forse ormai in un’ottica di storicizzazione in fondo appagata, che a mio avviso va troppo stretta non solo per la figura debordante di Mingus, ma anche per i temi e le urgenze del presente. Certo la riflessione sull’identità operata dal musicista ha avuto carattere di forte – e a volte brusco – individualismo, ma in tempi di Black Lives Matter salta un po’ agli occhi quanto poco ci si riferisca al suo magistero in termini di complessità collettiva, prediligendo magari la riproposizione un po’ didascalica – quand’anche sincera – di aspetti più puramente musicali. Eppure la musica di Mingus è ancora un vulcano attivissimo, è più rabbiosa e funk della maggioranza delle cose che escono, è individuale e comunitaria, anche un po’ sbruffona come vuolsi colà dove ci si mette in mostra quotidianamente… Bello dunque che al jazzista sia dedicato un graphic novel appena uscito per Coconino Press/Fandango, scritto da Flavio Massarutto e disegnato da Squaz (Pasquale Todisco) e che questo lavoro proceda in modo non lineare, ma accendendo episodi che attraversano l’avventurosa vita di Mingus come bagliori potentissimi.
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Dalla (mancata) collaborazione con Cassavetes al ricovero all’Ospedale Psichiatrico Bellevue, dal rapporto con Dolphy alla contestazione del governatore Faubus, la biografia e la discografia del contrabbassista si intrecciano, procedono per fiammate, ellissi, affidate talvolta alla sola evocazione come nel caso della danza di "The Black Saint and the Sinner Lady" o nelle tante immagini che riproducono le copertine degli lp. La debordante umanità del musicista emerge grazie a un segno in cui le ombre notturne tipiche dell’immagine jazz scivolano con naturalezza verso un espressionismo vivido, che integra momenti visionari a altri di più diretta documentarietà, a contrappuntare la narrazione costruita da Massarutto con materiali in grado di tridimensionalizzare i differenti aspetti della biografia mingusiana. Davvero bello!